Quartiere Bicocca

Novara, marciapiede di via Caviggioli ancora bloccato: «Sette anni di attesa»

Resta irrisolto il problema del tratto tra la scuola Rodari e via Landoni, dissestato dalle radici degli alberi. Patto per il Nord chiede al Comune una data certa per la ripresa dei lavori

Novara, marciapiede di via Caviggioli ancora bloccato: «Sette anni di attesa»

Sette anni di segnalazioni, annunci e tentativi di intervento, ma il marciapiede di via Caviggioli, nel quartiere Bicocca a Novara, è ancora senza una soluzione definitiva. A riportare l’attenzione sulla vicenda è Patto per il Nord Novara e Provincia, che chiede all’Amministrazione comunale di fare chiarezza sullo stato del cantiere e sui tempi per ripristinare il passaggio pedonale.

Novara, marciapiede di via Caviggioli ancora bloccato

A seguire la questione fin dalle prime segnalazioni è Maurizio Gavioli, coordinatore provinciale del Patto per il Nord e portavoce del Comitato spontaneo Quartiere Bicocca. Già nel maggio 2019 il Comitato aveva denunciato le condizioni del tratto compreso tra la scuola Rodari e via Landoni, sul lato delle case popolari. Le radici degli alberi avevano dissestato la pavimentazione, rendendo difficoltoso il transito e compromettendo l’accessibilità per le persone con disabilità e per chi utilizza una carrozzina.

Nel giugno 2019 erano stati annunciati lavori di manutenzione, ma il tratto più problematico aveva continuato a essere oggetto di segnalazioni. Negli anni successivi il Comune aveva predisposto un progetto e affidato i lavori a un’impresa. Il cantiere era però stato sospeso dopo le proteste di cittadini e associazioni ambientaliste contrarie all’abbattimento dei tigli lungo il percorso.

La vicenda era approdata anche in Consiglio comunale: un’interrogazione presentata il 6 giugno 2025 e discussa il 28 luglio aveva chiesto chiarimenti su una sospensione che, secondo quanto riferito pubblicamente, durava già da tredici mesi. L’allora assessore competente aveva annunciato ulteriori verifiche e interlocuzioni per individuare una soluzione.

Secondo Patto per il Nord, la necessità di valutare le diverse posizioni sulla tutela degli alberi non può giustificare il protrarsi di una situazione che riguarda la sicurezza e l’accessibilità dei cittadini.

La richiesta rivolta al Comune è di chiarire le ragioni e gli atti alla base della sospensione, l’esito degli accertamenti tecnici e delle eventuali procedure in corso, oltre alla soluzione individuata per il ripristino del marciapiede. Soprattutto, il gruppo chiede una data certa per la ripresa dei lavori e un cronoprogramma verificabile per la loro conclusione.

«Non servono altri annunci né nuove promesse, servono risposte, responsabilità e lavori conclusi», sostiene Patto per il Nord, che ribadisce come, dopo sette anni di segnalazioni, i residenti abbiano diritto a sapere quando potranno finalmente disporre di un marciapiede sicuro e accessibile.