Novara accoglie un nuovo importante servizio dedicato alla giustizia riparativa.
Novara inaugura il Centro di giustizia riparativa
Oggi, venerdì 27 febbraio 2026,, nella nuova sede in via San Francesco d’Assisi, è stato inaugurato il Centro di Giustizia Riparativa, riconosciuto dal Ministero della Giustizia ai sensi del decreto legislativo 150/2022. Si tratta del secondo centro attivo in Piemonte dopo Torino, un progetto che promuove percorsi orientati alla responsabilità, al dialogo e alla ricostruzione delle relazioni, con l’obiettivo di “riparare” le fratture causate dai reati.
La giornata è iniziata con una conferenza stampa nella sede di Confartigianato, presieduta dall’assessore Teresa Armienti, alla presenza di questore, prefetto e autorità civili e militari. Il senatore Roberto Rosso ha definito il nuovo centro un “esempio di come vogliamo il futuro”, sottolineando come, rispetto al passato in cui la giustizia era intesa quasi esclusivamente in chiave punitiva, oggi i valori di rieducazione, ricostruzione e riparazione siano centrali, con un’attenzione particolare alla vittima: “un percorso innovativo in una società che dà sempre una seconda possibilità”.
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I saluti istituzionali sono proseguiti con l’assessore regionale Marina Chiarelli, che ha garantito pieno sostegno e compartecipazione della Regione Piemonte, e con la consigliera provinciale Barbara Pace, che ha ricordato la convenzione con le scuole per laboratori e incontri di sensibilizzazione e prevenzione. L’assessore Armienti ha inoltre evidenziato come il percorso si integri con i lavori di pubblica utilità, realizzati in collaborazione con 21 associazioni del territorio.
Il lungo cammino che ha portato Novara a questo traguardo è stato ripercorso dal sindaco Alessandro Canelli: “Fu don Giuseppe Guaglio tra il 2008 e il 2009 a parlarmi di giustizia riparativa e a riferirmi di un bando regionale: partecipammo e questo diede l’avvio”. Canelli ha ricordato come l’iniziativa sia nata da un tema culturale: “Cominciare a far capire alle persone che valeva la pena sperimentare sul nostro territorio. Inizialmente tutto nasce a San Rocco”, poi con continuità e lavoro in rete il progetto ha cominciato a diffondere la cultura della giustizia riparativa, ottenendo risultati significativi e rafforzando la rete di comunità. “Vogliamo reagire e tirarci su le maniche”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza del dialogo e dell’incontro tra persone come risposta alle situazioni sociali preoccupanti.
A completare la presentazione del nuovo centro, don Giovanni Angelo Lodigiani, membro della conferenza nazionale sulla giustizia riparativa, e la dottoressa Marta Lombardi della Procura generale di Torino, hanno illustrato il modello operativo. L’iniziativa si concentra sui bisogni delle vittime, delle persone autrici dell’offesa e della comunità, attivando accoglienza, ascolto, supporto, laboratori e interventi di sensibilizzazione nelle scuole.
Nei nuovi spazi, confidenziali e protetti, i percorsi saranno gratuiti e volontari, guidati da un’équipe multiprofessionale di mediatori esperti.
Il Centro di Giustizia Riparativa di Novara rappresenta così un passo fondamentale verso un modello di giustizia innovativo, che mette al centro le persone e le relazioni, aprendo nuove possibilità di recupero, dialogo e integrazione nella comunità.
Giustizia riparativa a Novara, una storia lunga più di 15 anni
L’Associazione di volontariato “La Logica del Cuore” di Novara, con la guida ispirata del parroco di San Rocco don Giuseppe Guaglio, sin dal 2009 ha promosso diversi interventi sul territorio novarese volti alla sensibilizzazione degli operatori degli enti pubblici e del privato sociale sui temi connessi alla “giustizia riparativa”.
Nel marzo del 2014 viene firmato un primo protocollo per la costituzione di un tavolo di concertazione per la costituzione di un Centro di Giustizia Riparativa autonomo e l’organizzazione di un percorso di formazione per mediatori penali.
Tra i sottoscrittori del protocollo ci sono la Provincia di Novara, UEPE, Ordine degli Avvocati e il Comune di Novara, che con questa adesione si impegna a favorire la partecipazione del suo personale ai percorsi di formazione per mediatori che verranno organizzati tra il 2014 e il 2016, e a collaborare alla realizzazione delle attività del Centro.
Nel corso degli anni 2014/2016 vengono quindi organizzati e si svolgono specifici percorsi di formazione per “mediatori in campo penale e sociale”.
Nel febbraio del 2019, i diversi soggetti coinvolti, tra cui in particolare la Procura Minori di Torino, la Procura Ordinaria di Novara e l’Ufficio Interdistrettuale Esecuzione Pene esterne di Torino (UIEPE) e la sua sede Distrettuale di Novara (UDEPE) e l’Ordine degli Avvocati danno vita con l’amministrazione comunale al “PROTOCOLLO DI INTESA PER LA COSTITUZIONE E L’AVVIO DEL CENTRO DI GIUSTIZIA RIPARATIVA DI NOVARA“.
L’amministrazione comunale nel gennaio del 2021 ha aderito poi al “Protocollo d’intesa per l’attuazione di interventi di Giustizia Riparativa e di giustizia di comunità” della Regione Piemonte. Il protocollo regionale prevede il sostegno alla realizzazione degli interventi di Giustizia Riparativa attraverso la sensibilizzazione dei servizi socio-assistenziali, socio-culturali, delle istituzioni scolastiche e dei servizi sanitari specialistici.
Tra le attività oggi svolte e proposte dal Centro, vi sono infatti anche le iniziative volte a promuovere una più complessiva cultura della mediazione, anche attraverso la presenza nella Scuola.