Storia

Novara, Concetta Mangiavillano festeggia 100 anni: una vita tra Italia, Libia e Svizzera

Come tanti altri profughi dell’epoca durante la seconda guerra mondiale fu accolta con la famiglia nella caserma Perrone

Novara, Concetta Mangiavillano festeggia 100 anni: una vita tra Italia, Libia e Svizzera

Un secolo di vita attraversando Paesi, guerre e cambiamenti. Concetta Mangiavillano ha festeggiato i suoi 100 anni circondata dall’affetto dei familiari e degli amici, ripercorrendo una storia intensa che l’ha portata dalla Sicilia alla Libia, fino a stabilirsi a Novara, città che oggi chiama casa.

Novara, Concetta Mangiavillano festeggia 100 anni

Concetta Mangiavillano nasce a Gela il 2 aprile del 1925, figlia di un impiegato delle Ferrovie dello Stato. È prima di quattro fratelli; per via del lavoro del padre si trasferisce in Libia da piccolina e proprio lì, nasceranno gli altri quattro fratelli. Uno dei quattro, Natalino, ancora in vita.

Allo scoppio del secondo conflitto mondiale, Concetta, unitamente a tutta la sua famiglia, rientra in Italia. Dapprima a Torino e successivamente, come tanti altri profughi dell’epoca, a Novara, esattamente nella caserma Perrone, proprio dove, a lì a poco tempo, verranno ospitati gli esuli istriano dalmati.

Da giovanissima, si sposa con Giovanni Lo Cicero, classe 1929, e da questo matrimonio, nel ‘48 nascerà il figlio Marco e nel ‘49 la figlia Carmen. Pochi anni dopo si trasferirà in Svizzera con il marito, qui lavorerà nell’ambito della ristorazione.

Nei primi anni ‘70, si separerà dal marito e nel ‘79 conoscerà Giovanni Conca, classe 1934, con il quale vivrà fino al 2021, anno in cui Giovanni verrà a mancare. Nel 2003 in Italia si sposerà con il suo secondo compagno. Rientra a Novara nei primi anni ‘80, ricongiungendosi così ai figli.

Il figlio Marco, da adulto, si trasferisce in Germania e lì rimane, sposandosi e dando alla luce figli e nipoti.

La signora Concetta da cinque anni soggiorna ai Tigli, è una donna molto allegra, di grande spirito e tra le sue passioni più grandi c’è il canto, infatti, durante la sua festa, ha spesso intonato una canzone in arabo, imparata in gioventù durante l’adolescenza libica.

A portare gli auguri da parte dell’amministrazione comunale, il presidente del Consiglio Edoardo Brustia.