Iniziativa

Novara, al Castello un incontro sul rapporto tra arte e dolore

Sabato 3 ottobre l’appuntamento promosso dagli “Amici di ISAL No Dolore” in occasione della Giornata internazionale contro il dolore. Ingresso gratuito

Novara, al Castello un incontro sul rapporto tra arte e dolore

Arte e sofferenza saranno al centro dell’incontro “Arte contro il dolore”, in programma sabato 3 ottobre alle 16 al Castello di Novara, in piazza Martiri, in occasione della XVIII Giornata internazionale contro il dolore “100 Città contro il dolore”, che si celebra ogni anno il primo sabato di ottobre.

Novara, al Castello un incontro sul rapporto tra arte e dolore

L’appuntamento è organizzato dall’associazione “Amici di ISAL No Dolore odv”, realtà nata a Novara nel 2024 e gruppo operativo della Fondazione ISAL (Istituto di formazione e ricerca in scienze algologiche) contro il dolore cronico. L’associazione sostiene a Novara il lavoro della Struttura di Algologia (Terapia del dolore) dell’ospedale Maggiore, diretta dal dottor Andrea Sala.

A condurre l’incontro sarà Caterina Brazzi Castracane, docente di storia, storia dell’arte contemporanea, cultura del patrimonio e storytelling, che accompagnerà il pubblico alla scoperta del rapporto tra sofferenza personale e creatività attraverso le figure di Auguste Renoir, Vincent Van Gogh e Frida Kahlo.

Partendo dal ruolo che il dolore può avere nella vita e nell’esperienza degli artisti, la relatrice ricostruirà il percorso creativo di tre personalità segnate dalla sofferenza fisica o psicologica e capaci di realizzare alcune delle opere più importanti della storia dell’arte.

L’incontro sarà introdotto dalla presidente della sezione novarese dell’associazione, la professoressa Eliana Baici, docente Upo ed ex direttrice del dipartimento di Studi per l’economia e l’impresa, e dal dottor Andrea Sala. Al termine sarà offerto un rinfresco. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti.

L’impegno degli “Amici di ISAL”

«Siamo una realtà di volontariato apolitica, apartitica e senza scopo di lucro, nata per offrire solidarietà e assistenza alle persone che convivono con la sofferenza e ai loro familiari – spiega la presidente Baici -. Lavoriamo ogni giorno per rompere il silenzio su una patologia complessa e spesso trascurata come il dolore cronico, organizzando convegni, incontri culturali ed eventi di sensibilizzazione».

Tra i progetti promossi dall’associazione c’è “Oltre il dolore. Medicina di precisione e umanizzazione delle cure”, che ha portato all’acquisizione di un sistema ecografico di ultima generazione destinato all’Ambulatorio di Terapia del Dolore del presidio San Giuliano dell’ospedale Maggiore di Novara.

L’intervento, del valore complessivo di 17.850 euro, è stato sostenuto dalla Fondazione Comunità Novarese attraverso il Fondo Amico Canobio, con una donazione di 17mila euro.

«La donazione di questo apparecchio hi-tech rappresenta una testimonianza di straordinaria importanza, non solo sul piano medico per garantire interventi antalgici più accurati, sicuri e mini-invasivi, ma anche per attirare l’attenzione dell’intera collettività sulle attività che svolgiamo», sottolinea Baici.

L’associazione ha inoltre costituito il Fondo solidale “Amici di Spino”, destinato a sostenere la ricerca scientifica, la formazione degli operatori e l’assistenza ai malati e alle loro famiglie. A livello nazionale sono inoltre disponibili servizi gratuiti, tra cui il numero verde 800.10.12.88 per l’orientamento ai centri specializzati, lo sportello di ascolto psicologico, la tutela legale e la second opinion medica.

La Giornata contro il dolore cronico

La Giornata “Cento città contro il Dolore” è una campagna di sensibilizzazione rivolta a cittadini e operatori sanitari. Secondo i dati citati dagli organizzatori, in Italia il dolore cronico riguarda oltre 11 milioni di persone, con un impatto significativo sulla salute e sulla condizione socio-lavorativa dei pazienti.

“Cosa resta del Dolore? Riflessioni sui percorsi della ricerca e della cura” è il titolo scelto per l’edizione 2026.

«Si intende sollecitare una riflessione da parte delle Istituzioni su quanto sia ancora tortuoso il percorso dei cittadini affetti da malattie dolorose croniche e su quanto sia necessario investire nella ricerca per fornire risposte a queste patologie complesse», spiega Andrea Sala.

Il direttore della Struttura di Terapia del dolore del Maggiore sottolinea inoltre come, nonostante l’esistenza di una rete specifica di assistenza e l’inserimento delle patologie dolorose nei Lea del Servizio sanitario nazionale, i percorsi specialistici risultino ancora troppo spesso frammentari, soprattutto per quanto riguarda la continuità assistenziale tra ospedale e territorio.

«Esiste inoltre una vasta popolazione affetta da malattie dolorose croniche che, pur seguita in ambiti specialistici, non trova soluzioni efficaci, anche a causa della carenza di programmi di ricerca dedicati».

Per William Raffaeli, presidente della Fondazione ISAL, «la cura del dolore cronico è una sfida che non può essere affrontata nella solitudine dei medici: servono aree di ricerca dedicate, maggiore innovazione terapeutica e una rete assistenziale più coesa per rendere la cura del dolore un bene collettivo».

La scelta di dedicare l’appuntamento all’arte nasce infine dalla volontà di mettere in relazione creatività, dolore e cura. «Vogliamo promuovere l’idea che l’arte e la bellezza siano strumenti fondamentali per supportare la salute psico-fisica e mettere in risalto come il dolore nella storia abbia ispirato e condizionato tanti artisti, consentendo loro di creare grandi opere d’arte», conclude Sala.