Sono 11 i Comuni della provincia di Novara che, nell’anno educativo 2026-2027, beneficeranno dei contributi della Regione Piemonte destinati ad ampliare gli orari di apertura dei nidi comunali, senza costi aggiuntivi per le famiglie e per le amministrazioni locali.
Nidi comunali, orari più lunghi senza aumentare le tariffe
Si tratta di Bellinzago Novarese, Borgomanero, Comignago, Gattico-Veruno, Ghemme, Grignasco, Invorio, Romagnano Sesia, Romentino, Trecate e Varallo Pombia.
Giunto alla sesta edizione, il bando regionale ha raccolto complessivamente 78 progetti presentati da 77 Comuni piemontesi, confermando, secondo la Regione, il crescente interesse degli enti locali per una misura pensata per sostenere le famiglie e rafforzare i servizi educativi rivolti alla prima infanzia.
Dalla Regione 1,5 milioni di euro
Per finanziare l’iniziativa la Regione Piemonte mette a disposizione 1,5 milioni di euro provenienti dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+). Le risorse saranno ripartite tra i Comuni beneficiari sulla base delle spese previste dai singoli progetti.
Grazie al contributo, le amministrazioni potranno scegliere diverse modalità per ampliare i servizi offerti. Sarà possibile prolungare l’orario settimanale dei nidi, prevedere l’apertura il sabato mattina oppure garantire il servizio durante le vacanze natalizie e le altre pause didattiche, entro i limiti stabiliti dal bando.
L’obiettivo è rispondere in maniera più flessibile alle esigenze delle famiglie e, in particolare, dei genitori che devono conciliare gli orari di lavoro con quelli dei servizi per l’infanzia, mantenendo invariate le tariffe.
Cameroni: «Investire nei nidi è una scelta che guarda al futuro»
«Una Regione che vuole guardare al futuro deve partire dai bambini e dalle famiglie – sottolinea l’assessore regionale all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni –. Per questo continuiamo a investire nei servizi educativi per la prima infanzia, aiutando i Comuni ad ampliare gli orari dei nidi e a rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni dei genitori».
L’obiettivo, prosegue Cameroni, è «creare le condizioni perché avere un figlio sia una scelta più semplice da conciliare con il lavoro e perché, anche nei Comuni più piccoli, le famiglie possano contare su servizi educativi moderni, accessibili e di qualità».
«Sostenere i Comuni in questo percorso è una scelta precisa della Regione – conclude l’assessore –: vogliamo che nessuna amministrazione sia costretta a rinunciare a un servizio fondamentale per mancanza di risorse».
Una misura attiva dal 2021
L’intervento è stato introdotto per la prima volta nell’anno educativo 2021-2022 ed è progressivamente diventato uno strumento stabile a sostegno della conciliazione tra vita familiare e lavorativa.
Secondo la Regione, l’estensione degli orari dei nidi rappresenta un aiuto concreto alle famiglie, può favorire l’occupazione femminile e contribuisce a creare condizioni più favorevoli alla natalità. Allo stesso tempo permette ai Comuni, in particolare quelli più piccoli, di ampliare l’offerta educativa senza ulteriori costi per le famiglie e le amministrazioni, favorendo il mantenimento di servizi considerati essenziali anche nelle realtà maggiormente esposte al rischio di spopolamento.
Dal 2021 a oggi, nelle sei edizioni della misura, la Regione Piemonte ha investito complessivamente circa 9 milioni di euro. Sono stati coinvolti oltre 350 Comuni, circa 430 nidi comunali e più di 3.000 bambini.