Il caso

Nasce una Fondazione per ricordare Chiara Costanzo, morta a Crans-Montana

Per volontà del papà di Chiara quel dolore immenso e incontenibile si trasforma in un’occasione per fare del bene

Nasce una Fondazione per ricordare Chiara Costanzo, morta a Crans-Montana

Nasce una Fondazione dedicata alla memoria di Chiara Costanzo, una delle giovani vittime del rogo di Crans-Montana, la cui famiglia è di origine aronese.

Una Fondazione dedicata a Chiara Costanzo

Il ricordo di Chiara Costanzo, una delle giovani vittime dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana, servirà a fare del bene e a ispirare i giovani del futuro.
Sebbene abitasse a Milano, Chiara aveva un legame speciale con Arona, soprattutto a causa delle origini di suo padre Andrea, che è cresciuto nella casa di famiglia in via De Gasperi e che frequentò nella gioventù il liceo Santa Maria. Quando, subito dopo Capodanno, si diffuse la notizia riguardo alla tragica fine di quei giovani, morti tra le fiamme divampate all’interno del locale “Le Constellation” di Crans-Montana, in Svizzera, Arona si strinse al dolore della famiglia e scelse di partecipare al lutto anche simbolicamente, spegnendo le luci della Rocca e abbassando le bandiere del municipio a mezz’asta.

Il dolore si trasforma in un’occasione per fare del bene

Ora, per volontà del papà di Chiara, quel dolore immenso e incontenibile si trasforma in un’occasione per fare del bene. E’ dei giorni scorsi infatti la notizia della nascita di una Fondazione che porterà proprio il nome di Chiara Costanzo. “I sogni non si fermano, si moltiplicano”, si legge sulla home page del sito della Fondazione, laddove si spiega di che cosa si occuperà il nuovo ente. “La Fondazione Chiara Costanzo Ets – si legge sul sito – nasce per sostenere giovani talenti che hanno sogni grandi e la determinazione per inseguirli, ma non sempre le possibilità economiche per provarci. Chiara aveva sedici anni e un futuro pieno di possibilità. Amava studiare, migliorarsi e mettersi alla prova. La Fondazione nasce per permettere ad altri ragazzi di continuare quel percorso. Attraverso le Borse di Sogno accompagniamo giovani tra i 14 e i 23 anni nello sviluppo del loro talento nello studio, nello sport e nelle esperienze che possono trasformare il loro potenziale in futuro”.

I sogni di Chiara continueranno a vivere

L’obiettivo dichiarato della Fondazione è quello di permettere ai sogni di Chiara di continuare a vivere nelle aspirazioni di altri giovani. Il meccanismo delle “Borse di Sogno”, come le definiscono i promotori, permetterà di sostenere economicamente i giovani promettenti che non hanno le opportunità per affermarsi nella società, ma anche di creare una vera e propria comunità di giovani talenti che condividono aspirazioni, valori e determinazione. La Fondazione, al di là della semplice assegnazione delle borse di studio, organizzerà incontri tra giovani talenti, opportunità di crescita con un mentore già passato dal percorso delle Borse di Sogno e un evento annuale dedicato. L’idea è quella di creare “una rete di relazioni che accompagna i ragazzi nel loro percorso personale e professionale”.
Coloro che verranno selezionati per ricevere la borsa di studio si impegneranno dunque a diventare tutor per i giovani talenti degli anni successivi.