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Morti sul lavoro, 23 vittime in Piemonte nei primi quattro mesi del 2026

"Il calo delle vittime è un segnale positivo, ma va letto con prudenza"

Morti sul lavoro, 23 vittime in Piemonte nei primi quattro mesi del 2026

Sono 23 le vittime sul lavoro registrate in Piemonte tra gennaio e aprile 2026, in calo dell’11,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. È quanto emerge dall’aggiornamento dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering, che colloca la regione in zona arancione, con un’incidenza di mortalità superiore alla media nazionale.

I dati

Nel dettaglio, si contano 16 decessi avvenuti in occasione di lavoro e 7 in itinere. L’incidenza regionale è pari a 8,6 morti per milione di occupati, contro una media nazionale di 8,1.

Nel quadro piemontese, la provincia di Biella resta in zona bianca: secondo i dati aggiornati ad aprile, non sono stati registrati infortuni mortali sul lavoro e l’incidenza di mortalità è pari a zero. Lo stesso dato riguarda Asti.

«Il calo delle vittime è un segnale positivo, ma va letto con prudenza: 23 morti in quattro mesi rappresentano comunque un bilancio pesante», commenta Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Vega. «Alcune province continuano a mostrare livelli di rischio elevati, confermando la necessità di interventi mirati nei territori e nei comparti più esposti».

Le situazioni più critiche, per incidenza della mortalità, riguardano Vercelli e Alessandria, entrambe in zona rossa, con indici rispettivamente pari a 57,3 e 11,2. In zona gialla si collocano Torino e Cuneo, entrambe a 7,4, e Novara a 6,2. Biella e Asti si trovano invece in zona bianca, con un’incidenza pari a zero.

Guardando ai numeri assoluti, Torino registra il dato più alto con 10 vittime complessive, di cui 7 in occasione di lavoro. Seguono Vercelli con 4 decessi, Cuneo e Alessandria con 3 ciascuna, Novara con 2 e Verbano-Cusio-Ossola con 1. Nessun caso mortale è stato rilevato nelle province di Biella e Asti.

A fine aprile, le denunce di infortunio in occasione di lavoro presentate in Piemonte sono state 13.035: 7.989 riguardano lavoratori uomini e 5.046 lavoratrici. Le denunce riferite a lavoratori stranieri sono 2.533; tra le 16 vittime decedute durante l’attività lavorativa, 3 erano straniere. La fascia d’età più colpita è quella tra i 55 e i 64 anni, con 6 decessi in occasione di lavoro, seguita dai lavoratori tra i 45 e i 54 anni, con 5 casi. Per quanto riguarda i settori, le Attività manifatturiere registrano il maggior numero di denunce di infortunio in occasione di lavoro, pari a 1.632. Sul fronte degli eventi mortali, il comparto più colpito è quello delle Costruzioni, con 4 decessi nei luoghi di lavoro.