Il Partito Democratico di Verbania si schiera contro l’ipotesi di intitolare una parte del lungolago di Intra alla memoria di Sergio Ramelli, il giovane militante del Fronte della Gioventù morto a Milano nel 1975 dopo essere stato aggredito da esponenti di Avanguardia Operaia.
Lungolago di Intra intitolato a Sergio Ramelli, il Pd dice no
Il Circolo cittadino del Pd chiede alla Giunta guidata dal sindaco Giandomenico Albertella di tornare sulla decisione e propone di dedicare la passeggiata a una personalità legata alla storia del territorio e che possa, nelle intenzioni dei dem, rappresentare un elemento di unione anziché di divisione. Tra i nomi avanzati ci sono quelli di Cleonice Tommasetti, Giulio Cesare Rattazzi, Franco Bozzutto e Gianni Pizzigoni.
Il Pd: «Una scelta che divide la città»
La presa di posizione del Pd è particolarmente dura. I dem inseriscono la proposta di intitolazione a Ramelli in un quadro più ampio di critiche all’Amministrazione Albertella e alle sue scelte in materia di memoria storica.
Il partito accusa il sindaco di privilegiare «azioni simboliche in sostegno ad una certa sensibilità politica» rispetto ai problemi concreti della città, citando tra questi la vertenza Barry Callebaut, la sanità, il cantiere dell’asilo nido, la manutenzione del verde pubblico e la situazione del Verbania Calcio.
Ancora più netto è il giudizio politico sulle iniziative legate alla memoria storica. Il Pd parla di «attitudine al revisionismo storico», richiamando anche la partecipazione di esponenti della Giunta all’incontro alla Soms di Intra che ha avuto tra gli ospiti il nipote di Benito Mussolini.
Ed è in questo contesto che viene letta la proposta di dedicare una parte del lungolago a Ramelli.
«Nessuno mette in discussione la tragicità della vicenda del giovane milanese, una delle tante vittime innocenti di anni violenti e bui, nei quali il terrorismo di ambo le parti ha generato morti e dolore», precisano dal Pd.
Secondo il Circolo verbanese, tuttavia, nel corso degli anni la memoria di Ramelli sarebbe stata utilizzata strumentalmente da ambienti dell’estrema destra. Il Pd richiama in particolare le commemorazioni accompagnate dal rito del “presente” e dai saluti romani e ritiene quindi inopportuna l’intitolazione proprio in un luogo particolarmente significativo per la memoria antifascista della città.
Il richiamo alla marcia dei 43
Il Pd sottolinea infatti come il lungolago di Intra sia il luogo nel quale ogni anno si celebra la Festa della Liberazione e richiama la tragica vicenda dei 43 partigiani fucilati dai nazifascisti nel giugno del 1944 a Fondotoce.
«Vogliamo davvero che un simile carnevale revisionista prenda vita proprio nel punto dal quale partì la tragica marcia dei 43?», domanda polemicamente il partito, secondo il quale l’intitolazione rappresenterebbe «un insulto alla storia e alla memoria di questa città».
Nella propria presa di posizione il Pd torna anche sulla mancata reintitolazione della scuola Cadorna a Gino Strada, percorso nato da una proposta del personale scolastico e delle famiglie e successivamente fermato dall’Amministrazione. I dem contestano in particolare la motivazione secondo la quale la figura del fondatore di Emergency non avrebbe avuto un legame sufficiente con le vicende cittadine.
«Intitoliamolo a Cleonice Tommasetti»
Da qui le proposte alternative. Se l’intenzione è dedicare uno spazio cittadino al tema della non violenza, per il Pd una possibile scelta sarebbe Cleonice Tommasetti, partigiana uccisa nell’eccidio di Fondotoce.
«La passeggiata potrebbe essere intitolata a Cleonice Tommasetti, donna e partigiana, che su quelle strade ha vissuto il suo martirio per la libertà di tutti noi», sostiene il Circolo.
Se invece si volesse mettere al centro il mondo dei giovani, i dem propongono di guardare a personalità che hanno avuto un ruolo educativo nella comunità verbanese, indicando i nomi di Giulio Cesare Rattazzi, Franco Bozzutto e Gianni Pizzigoni.
«Gli esempi, per fortuna, non mancano. La volontà politica sì», conclude il Pd, che rivolge un appello diretto alla maggioranza: «Esortiamo la Giunta a ripensarci, e magari a riflettere prima di decidere».