Acqua sempre più bassa, spiagge che si allungano e accumuli di alghe lungo le rive. È un fenomeno non insolito durante l’estate, ma che nel 2026 sta assumendo dimensioni particolarmente evidenti nel basso Lago Maggiore e lungo il Ticino, con conseguenze anche per le attività turistiche.
Nella foto alghe e acque basse ad Arona
Le alghe e le chiazze maleodoranti nelle acque lacustri, generalmente legate a fattori stagionali e climatici, sono comparse già dalla primavera. Il fenomeno è particolarmente visibile sulle spiagge di Castelletto Ticino, Dormelletto e Arona, dove si accumulano le cosiddette macrofite, piante e organismi vegetali acquatici visibili a occhio nudo.
Le temperature rimaste per settimane ben oltre i 30 gradi hanno favorito anche la crescita del fitoplancton e le fioriture. Quando le microalghe muoiono possono formare sulle rive masse organiche schiumose e maleodoranti. Non tutto ciò che appare come un accumulo di alghe, però, lo è realmente: tra primavera e inizio estate alcune striature giallastre e pastose sono risultate essere accumuli di polline di pino trasportato dal vento.
I controlli sulle acque e l’attenzione ai cianobatteri
I monitoraggi di Arpa Piemonte indicano che la maggior parte di questi fenomeni ha origine naturale e non è riconducibile a scarichi fognari. Un’attenzione particolare deve essere però riservata alle fioriture di cianobatteri, le cosiddette alghe azzurre, potenzialmente in grado di produrre cianotossine.
In presenza di fioriture conclamate e ammassi verdastri, le autorità sanitarie hanno sconsigliato la balneazione nelle immediate vicinanze e l’abbeveraggio degli animali domestici. Il contatto può infatti provocare irritazioni cutanee e, soprattutto in caso di ingestione, disturbi gastrointestinali. In alcuni casi le amministrazioni hanno disposto temporaneamente il divieto di balneazione.
Nei Comuni del basso lago presi in esame, tuttavia, non si sono registrati episodi di particolare gravità.
Castelletto, Stilo: «Il problema più grosso è il livello dell’acqua»
A preoccupare è soprattutto il livello raggiunto dal lago. Una situazione particolarmente evidente alla spiaggia comunale della Cicognola, a Castelletto Ticino, dove è presente anche una consistente quantità di alghe.
«Il problema più grosso in questo periodo è il livello dell’acqua, non l’ho mai visto così basso», spiega il sindaco Massimo Stilo.
Il cambiamento è evidente anche per chi frequenta abitualmente la spiaggia. «I bagnanti sanno che, entrando nel lago in quel punto a Cicognola, si percorrono di norma 30 metri e poi non si tocca più con i piedi. Ora lo stesso accade a 80-100 metri, con l’aggravante che quasi nessuno fa il bagno».
I gestori del chiosco avevano anche installato dei gonfiabili in acqua, poi rimossi a causa della situazione. Secondo il sindaco, la stagione turistica ne sta inevitabilmente risentendo, anche se l’attività serale del chiosco continua.
Stilo intende ora portare alla prossima riunione della Gestione associata Demanio basso Lago Maggiore la proposta di un accordo tra Comuni per individuare chiatte da utilizzare nella pulizia delle alghe.
Intanto Castelletto guarda alla riqualificazione della Cicognola: sono previsti una pedana per persone con disabilità, la sistemazione del parcheggio, un “Seatrac” e un chiosco. L’intenzione, precisa Stilo, è mantenere comunque la spiaggia «a misura d’uomo», senza trasformarla con grandi impianti.
Dormelletto, Vedovato: «L’estetica non è delle migliori, ma le acque sono salubri»
Anche la spiaggia del Pirolino di Dormelletto sta facendo i conti con le alghe. La sindaca Lorena Vedovato non nasconde il problema, ma sottolinea la qualità delle acque.
«So che la stagione è segnata dalle alghe anche nella nostra spiaggia del Pirolino – afferma – ma ricordo che venerdì 17 luglio abbiamo ricevuto un riconoscimento importante a Lesa con la tappa di Goletta dei laghi e Legambiente».
Dormelletto è stato premiato con le Tre Vele e, sottolinea Vedovato, dalla relazione illustrata in quell’occasione alla presenza del direttore di Arpa non sarebbero emerse problematiche per la salute pubblica.
Resta invece evidente il problema del livello dell’acqua. «L’acqua è davvero bassa, nonostante la convenzione sottoscritta con la Svizzera qualche mese fa. E diventa complicato effettuare lavori di pulizia delle alghe, perché vengono considerate rifiuti speciali».
La sindaca riconosce che «l’impatto estetico, inutile negarlo, non è dei migliori», ma ribadisce come il parametro principale rimanga la qualità delle acque. Situazioni migliori si registrano alla spiaggia dedicata ai cani, accanto al Pirolino, e alla Rotta, dove vengono organizzati anche corsi di vela.
Anche Vedovato condivide l’ipotesi di una collaborazione tra amministrazioni per affrontare il problema delle alghe: «In un prossimo incontro con il Demanio potremmo accordarci fra sindaci, unendo le risorse economiche per le chiatte a raccolta delle alghe».
Turismo in difficoltà nel basso lago
La combinazione tra alghe, caldo e livello delle acque sta avendo conseguenze anche sul turismo. Alcuni gestori degli impianti della zona descrivono una stagione difficile, con affluenze che già a metà luglio sarebbero state paragonabili a quelle normalmente registrate alla fine di agosto.
La situazione appare diversa procedendo verso nord. Da Lesa verso la Svizzera, pur con spiagge più ampie a causa della scarsità di precipitazioni, la presenza di alghe non risulterebbe altrettanto problematica. Accumuli sono invece visibili sulla sponda lombarda e nelle zone del Varesotto, tra Sesto Calende, Ispra e Brebbia.
Arona, la darsena resta quasi in secca
A rendere ancora più evidente l’eccezionale livello delle acque è quanto accaduto alla darsena di Arona, in corso Europa. Nei giorni scorsi diverse imbarcazioni ormeggiate sono rimaste di fatto inutilizzabili perché, con l’acqua troppo bassa, si sono ritrovate arenate nel fondale fangoso.
Sulla situazione è intervenuto il sindaco Alberto Gusmeroli, ricordando che la darsena risale alla fine degli anni Sessanta ed è stata successivamente interessata da un progetto di riqualificazione approvato nel 2002, con lavori iniziati nel 2003 e conclusi con il collaudo nel 2008.
«Durante il mandato in cui ero vicesindaco avevamo richiesto un preventivo per un nuovo intervento: il costo superava i 700mila euro – spiega Gusmeroli –. Per questo, come già fatto per altre opere cittadine, abbiamo scelto di attendere un bando regionale per reperire i finanziamenti necessari».
Nel frattempo il Comune è intervenuto con la pulizia delle parti superficiali. Ora il livello particolarmente basso potrebbe consentire ulteriori verifiche: «Ora che la Darsena è quasi completamente in secca, procederemo con l’analisi delle terre per valutare i costi di smaltimento e programmare, qualora si trovino i fondi, il successivo intervento».

