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La Casa della Comunità di Arona è realtà: è costata quasi un milione di euro

Il miglioramento dei servizi all'interno dell'ex ospedale cittadino è stato finanziato con i fondi del Pnrr

La Casa della Comunità di Arona è realtà: è costata quasi un milione di euro

La Casa della Comunità di Arona è diventata realtà: il miglioramento dei servizi all’interno dell’ex ospedale cittadino è stato finanziato con i fondi del Pnrr.

Un presidio sanitario rinnovato per la città

L’ospedale vero e proprio ad Arona ha chiuso i battenti nell’ormai lontano 2012. Ma al suo posto è nata una realtà importante, una struttura sanitaria che nel corso degli anni ha ampliato le proprie funzioni, passando da una prima denominazione di Cap (Centro di assistenza primaria), a “Casa della Salute”, fino all’ultima categorizzazione, quella di “Casa della Comunità”, entrata in vigore dopo la conclusione dei lavori portati a termine nello scorso ottobre.

Dopo la chiusura dell’ospedale, la struttura si è trasformata quindi in qualcos’altro e i professionisti che lavorano al suo interno hanno affinato le proprie competenze, fino a ritagliare per l’edificio un nuovo ruolo nell’organizzazione sanitaria territoriale. E proprio mentre a livello provinciale ci si interroga sulla possibilità di rispettare i tempi previsti dai finanziamenti del Pnrr per gli interventi da portare a termine in tutte le nuove Case della Comunità (le opere maggiormente in ritardo sono quelle relative alle strutture di Oleggio, Borgomanero, Novara e Galliate), i lavori ad Arona sono già conclusi da circa tre mesi.

Lavori finanziati con i fondi Pnrr

L’opera sulla struttura di via San Carlo è costata poco meno di un milione di euro (921.960,07 euro, per la precisione) e i lavori sono stati condotti da maggio a fine ottobre 2025 dalla Ditta Multi Manutenzioni Srl di Cusano Milanino. Dal punto di vista strutturale, l’intervento è consistito nella manutenzione straordinaria di locali preesistenti e degli impianti dell’immobile.
In particolare sono stati ampliati gli ambienti al piano terra destinati all’attività dei Medici di Medicina Generale già presenti, del Servizio di Continuità Assistenziale e del Servizio Cure Domiciliari. Tutti i locali sono stati climatizzati con un adeguato impianto di condizionamento.

L’Asl illustra l’intervento portato a termine

“L’intervento, nell’ambito del Decreto Ministeriale 77/2022 – fanno sapere dall’Asl – è incentrato sull’integrazione socio-sanitaria a livello territoriale, rafforzando il polo distrettuale con percorsi di prevenzione e di cura delle principali patologie croniche e con luoghi, le Case della Comunità, dove si concentrano le attività multi-professionali a sostegno dell’utente. In altre parole il cittadino trova, recandosi in un’unica sede, un’accoglienza attiva che orienta e indirizza le proprie domande (il Punto Unico di Accesso); una presa in carico immediata  del proprio bisogno da parte del servizio infermieristico, oppure del Medico di Medicina Generale, oppure ancora da parte dell’équipe formata da Infermiere di Famiglia-Comunità e Assistente Sociale”.
Al piano seminterrato della struttura si trova il Servizio di Radiologia, al piano terra i locali destinati alle attività del Medico di Medicina Generale, del Servizio di Continuità Assistenziale (ex guardia medica) e del Servizio di Cure Domiciliari (ADI); è accessibile, inoltre, il Centro Prelievi con ingresso da via Fogliotti; al primo piano sono collocati  gli ambulatori specialistici di Cardiologia, Diabetologia, Pneumologia, Neurologia, Otorinolaringoiatria, Dermatologia e Oculistica. «L’assistenza – proseguono dall’Asl – prevede l’accoglienza e l’ascolto da parte di professionisti per il recepimento del bisogno dell’utente, l’assistenza ambulatoriale e anche l’assistenza al domicilio (ADI) che viene attivata nella stessa Casa della Comunità e comprende anche il supporto degli strumenti di telemedicina.

In fase di implementazione la presenza medica territoriale con il coinvolgimento del pediatra di libera scelta

E’ in fase di implementazione la presenza medica territoriale attraverso le Aggregazioni Funzionali Territoriali con il coinvolgimento anche del pediatra di libera scelta. Si tratta di una importantissima agevolazione per tutto quello che ruota attorno alla sfera della salute del cittadino e per i professionisti rappresenta un impulso verso una modalità di lavoro e di approccio al paziente condivisa, interfacciandosi contestualmente tra colleghi di diverse specialità e anche tra diverse figure che possono efficacemente concorrere in modo sincrono alla presa in carico del singolo caso. La struttura rappresenta un riferimento valido e concreto per la creazione e consolidamento di una rete socio-sanitaria che risponde ai bisogni di salute del territorio».