Niente sanzioni e interessi e possibilità di pagare quanto dovuto anche a rate, fino a un massimo di tre anni. Il Consiglio comunale di Novara, nell’ultima seduta, ha approvato il Regolamento per la definizione agevolata delle entrate, che riguarda in particolare Imu e Tari.
Imu e Tari arretrate, a Novara azzerati sanzioni e interessi
La misura straordinaria prevede l’azzeramento integrale di sanzioni e interessi sui debiti relativi ai carichi affidati ad Abaco Spa fino al 31 dicembre 2023. Resta quindi da versare l’importo originariamente dovuto, che potrà essere saldato in un’unica soluzione, entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza, oppure attraverso una rateizzazione che non potrà superare i tre anni.
Moscatelli: «Una via d’uscita per chi ha accumulato debiti»
«Con questa definizione agevolata – ha spiegato l’assessore al Bilancio Silvana Moscatelli – vogliamo offrire una via d’uscita a chi ha accumulato debiti con il Comune in un periodo di difficoltà economica. L’azzeramento di sanzioni e interessi consente di ridurre sensibilmente l’importo complessivo, mentre la possibilità di rateizzare in tre anni rende il pagamento sostenibile per le famiglie e le imprese novaresi».
Moscatelli ha però precisato un punto: «Non si tratta di un condono».
L’assessore ha anche difeso il lavoro del Servizio Tributi del Comune. «L’attività di riscossione è difficile. Ma nel 2024 è stato recuperato il 74% degli avvisi di accertamento relativi alla Tari».
La delibera è stata approvata dal Consiglio comunale con la sola astensione del Movimento 5 Stelle.
Fonzo: «Anche il 10% dei 7 milioni non riscossi significherebbe 700mila euro per la città»
A favore della misura anche il Partito Democratico. «Siamo d’accordo che chi non paga le tasse fa un danno alla comunità – ha sottolineato il capogruppo Nicola Fonzo –. Ma questa è una possibilità riconosciuta agli Enti locali da una legge dello Stato».
Fonzo ha ricordato come Novara abbia «una percentuale di riscossione migliore di altri Comuni» e ha ribadito che «questo non è un condono, perché è previsto che comunque si paghi tutto il dovuto, in un tempo massimo di tre anni, ma con la possibilità di risparmiare sulle sanzioni e gli interessi legali».
Per il capogruppo Pd c’è poi un aspetto legato alle possibili nuove entrate per Palazzo Cabrino: «Al netto delle valutazioni di carattere etico, credo sia un’opportunità di cui il Comune non si debba privare. Perché se si riuscirà ad introitare anche solo il 10% dei 7 milioni di euro non riscossi, significherà avere 700.000 euro da utilizzare per la città».
Il M5S si astiene: «Rischio di premiare i furbi»
Più critica la posizione del Movimento 5 Stelle, che si è astenuto e ha annunciato un’interrogazione per conoscere i risultati delle definizioni agevolate e dei condoni approvati negli ultimi anni: quanto sia stato effettivamente recuperato, a quante entrate derivanti da sanzioni e interessi il Comune abbia rinunciato e quale sia stato, alla fine, il saldo per le casse comunali.
«Chi non riesce a pagare perché ha perso il lavoro, ha un’attività in crisi o vive un momento di fragilità deve essere aiutato. Su questo non abbiamo alcun dubbio – dichiara il capogruppo Mario Iacopino, assente alla seduta del Consiglio –. Ma questo regolamento finisce per mettere sullo stesso piano chi è davvero in difficoltà e chi, invece, sceglie sistematicamente di non pagare pur potendolo fare. È una distinzione che la politica ha il dovere di fare».
Secondo i Cinque Stelle, il ripetersi di misure di questo tipo rischia inoltre di compromettere il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
«Il messaggio che passa è pericoloso: chi paga regolarmente Imu, Tari e gli altri tributi non riceve alcun riconoscimento, mentre chi non paga può sperare che, prima o poi, arrivi una nuova sanatoria. Così si rischia di premiare i furbi e di penalizzare chi rispetta ogni giorno le regole», afferma il consigliere Francesco Renna.
Renna riconosce comunque «il lavoro degli uffici comunali e del concessionario della riscossione» e auspica che la misura permetta di chiudere molte posizioni pendenti, concentrando maggiormente gli sforzi sul recupero dell’evasione futura.
Come aderire e qual è la scadenza
Per accedere alla definizione agevolata l’istanza dovrà essere presentata entro il 31 ottobre, esclusivamente attraverso le modalità indicate sulla piattaforma di Abaco Spa.
Definizione agevolata – Abaco Spa
Per informazioni è disponibile anche il servizio di assistenza di Abaco Spa al numero 0423 601755 (tasto 3), dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 19.