Eccellenza della ricerca

Il nome di una castellettese come prima firma su un articolo di Science Advances

Debora Mazzetti ha 28 anni ed è ricercatrice e Phd Student alla Medical School di Harvard

Il nome di una castellettese come prima firma su un articolo di Science Advances

Una giovane ricercatrice castellettese, Debora Mazzetti, ha firmato un importante articolo scientifico sulla rivista Science Advances, nel quale parla di medicina ad RNA e cura dei tumori.

La firma di Mazzetti su un importante articolo scientifico

Il nome di una ricercatrice castellettese di 28 anni, Debora Mazzetti, compare come la prima firma su un articolo scientifico pubblicato sulla prestigiosissima rivista scientifica Science Advances.
Insieme al team di ricerca del dipartimento di Neurochirurgia della Harvard Medical School, guidato dal dottor Pierpaolo Peruzzi, Mazzetti sta infatti studiando le migliori tecniche di applicazione della medicina ad RNA tramite l’utilizzo di microRNA e piccoli RNA non codificanti per la cura dei tumori.

Uno studio sulla cura dei tumori

“Il nostro articolo pubblicato il 13 febbraio su Science Advances – dice dagli States la giovane ricercatrice – rende pubbliche alcune scoperte realizzate nel corso del nostro lavoro sulla medicina ad RNA applicata alla cura dei tumori. Ciò che viene descritto nell’articolo rappresenta la base delle conoscenze dalla quale siamo partiti per un lavoro che stiamo portando avanti anche in questi giorni e che speriamo di vedere presto in clinica. In sostanza, sfruttando una strategia di attivazione del microprocessore dei microRNA abbiamo realizzato una molecola che ci consente di espandere l’impatto biologico, regolando simultaneamente i microRNA desiderati e, al contempo, utilizzandoli come abilitatori strutturali per altri RNA corti e non codificanti, come gli aptamer. In un modello di glioblastoma, andiamo ad agire con la modulazione bidirezionale simultanea di cinque tra i microRNA più alterati e puntiamo a indurre la morte delle cellule tumorali”.

La ricerca condotta alla Harvard Medical School potrebbe dunque permettere in futuro di combattere concretamente la proliferazione dei tumori, sfruttando microprocessori e tecniche basate sull’RNA cellulare per “mettere in trappola” le cellule tumorali. Volendo utilizzare, con una forte approssimazione, una similitudine semplificata, è come se con questo sistema si attaccassero le cellule tumorali contemporaneamente da cinque direzioni diverse, con l’obiettivo di rendere ininfluente la loro naturale capacità di “sfuggire” alle minacce rappresentate dalla medicina per la loro sopravvivenza.

Una studiosa eccezionale partita proprio da Castelletto

“Sono ad Harvard dal settembre 2022 – dice Debora Mazzetti – e mi era già capitato di contribuire alla scrittura di un articolo scientifico di questo livello. Ma questo è il primo in assoluto in cui la mia è la prima firma. E’ un po’ come se fosse, scientificamente parlando, il mio primo “bambino””. Prima di partire per gli Stati Uniti e di diventare una ricercatrice in quello che è probabilmente il più prestigioso centro di ricerca al mondo, la dottoressa italiana ha passato gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza a Castelletto. “Ho vissuto a Castelletto fino agli anni del liceo – racconta la dottoressa Mazzetti – ho frequentato il Fermi ad Arona e in quel periodo fondamentale per la mia crescita ho conosciuto realtà come la Normale di Pisa e persone che mi hanno avvicinata al mondo della ricerca. Sono stata selezionata tra i migliori studenti del mio anno per entrare a far parte di un Collegio di merito, il Lamaro Pozzani di Roma, dove il mio percorso di formazione è proseguito. In quel periodo ho deciso che mi sarei concentrata sullo studio del cervello, un ambito che mi affascina particolarmente. Poi il dottor Peruzzi, che qualche anno prima di me aveva affrontato il mio stesso percorso educativo al Lamaro Pozzani, ha lanciato un bando aperto a futuri ricercatori da impiegare alla Medical School di Harvard. Ed eccomi qui. Oggi sono ufficialmente una Phd Student e mi occupo di neuro oncologia”.