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Comuni turistici 2026, ecco l’elenco della Regione: i nuovi ingressi tra Novarese e Vco

In tutto sono 87 quelli riconosciuti nei due territori provinciali

Comuni turistici 2026, ecco l’elenco della Regione: i nuovi ingressi tra Novarese e Vco

Sono cinque i nuovi ingressi tra Novarese e Verbano Cusio Ossola nell’elenco dei Comuni turistici del Piemonte per il 2026. La Regione ha approvato con la Determinazione dirigenziale numero 351 del 27 luglio il nuovo elenco, che comprende complessivamente 552 Comuni piemontesi, contro i 515 inseriti nell’elenco dell’anno precedente.

Nella foto uno scorcio del comune di Boca, entrato nell’elenco 2026

Comuni turistici 2026, i nuovi ingressi tra Novarese e Vco

Dal confronto con l’elenco del 2025 emergono alcune novità anche nelle province di Novara e del Vco.

In provincia di Novara i Comuni turistici sono 46. Le due novità rispetto all’elenco dello scorso anno sono Boca e Fara Novarese, mentre Prato Sesia, presente nel 2025, non compare nell’elenco 2026.

Gli altri Comuni riconosciuti sono Agrate Conturbia, Ameno, Armeno, Arona, Bellinzago Novarese, Biandrate, Bogogno, Borgo Ticino, Borgomanero, Briona, Cameri, Carpignano Sesia, Casalino, Castelletto Sopra Ticino, Colazza, Comignago, Dormelletto, Fontaneto d’Agogna, Galliate, Gattico-Veruno, Ghemme, Gozzano, Granozzo con Monticello, Grignasco, Invorio, Lesa, Maggiora, Massino Visconti, Meina, Miasino, Nebbiuno, Novara, Oleggio, Oleggio Castello, Orta San Giulio, Pella, Pettenasco, Pisano, Pombia, Romagnano Sesia, Sizzano, Trecate, Varallo Pombia e Vicolungo.

Tre nuovi ingressi nel Vco

Nel Verbano Cusio Ossola i Comuni turistici riconosciuti per il 2026 sono invece 41. Rispetto all’elenco dello scorso anno entrano Casale Corte Cerro, Cossogno e Craveggia. Non figurano più, invece, Ceppo Morelli e Gignese.

Completano l’elenco Baceno, Baveno, Bee, Belgirate, Bognanco, Brovello-Carpugnino, Calasca-Castiglione, Cannero Riviera, Cannobio, Crevoladossola, Crodo, Domodossola, Druogno, Formazza, Ghiffa, Gravellona Toce, Macugnaga, Madonna del Sasso, Malesco, Mergozzo, Miazzina, Oggebbio, Omegna, Ornavasso, Pieve Vergonte, Premeno, Premia, Quarna Sopra, Quarna Sotto, Santa Maria Maggiore, Stresa, Trarego Viggiona, Trontano, Vanzone con San Carlo, Varzo, Verbania, Villette e Vogogna.

Come si diventa Comune turistico

L’inserimento nell’elenco non è automatico. Per ottenere il riconoscimento, il Comune deve presentare alla Regione una domanda motivata e certificata, accompagnata da una relazione che attesti il possesso dei requisiti previsti. Per il 2026 anche i Comuni già presenti nell’elenco dell’anno precedente hanno dovuto presentare nuovamente la candidatura.

Tra le condizioni richieste c’è innanzitutto la presenza nel bilancio comunale di una quota di spesa corrente destinata al turismo, direttamente oppure attraverso un’Unione di Comuni alla quale sia stata trasferita questa funzione. A questo requisito di base deve aggiungersi almeno una delle caratteristiche individuate dalla Regione.

I criteri sono numerosi e fotografano forme diverse di vocazione turistica: dall’adesione all’Agenzia turistica locale alla presenza di un ufficio di informazione turistica, fino a determinati livelli di posti letto e presenze. Possono concorrere al riconoscimento anche la presenza rilevante di seconde case, l’appartenenza al territorio di parchi nazionali o regionali, la presenza di stabilimenti termali oppure di attrattive storiche, culturali e religiose di particolare rilievo.

Tra i parametri figurano inoltre il passaggio delle grandi direttrici della rete ciclabile regionale, dei percorsi escursionistici e dei cammini storico-devozionali, l’appartenenza alla lista del Patrimonio mondiale Unesco e il possesso di marchi di qualità turistico-ambientale come Bandiere Arancioni o Borghi più belli d’Italia.

Un capitolo riguarda poi la valenza turistica enogastronomica: possono concorrere, secondo specifiche combinazioni di requisiti, la presenza in aree Doc, Docg, Dop e Igp, di enoteche regionali, cantine, botteghe del vino, caseifici e altre aziende di prodotti tipici aperte alle visite dei turisti, oltre a realtà della ristorazione tipica di riconosciuta qualità. Aspetto che riguarda da vicino anche territori delle Colline Novaresi.