Sanità

Chirurgia toracica, al Maggiore di Novara 1.145 interventi mini-invasivi dal 2020

La videotoracoscopia monoportale viene utilizzata di routine dal 2013 e consente di operare attraverso un’unica incisione di pochi centimetri

Chirurgia toracica, al Maggiore di Novara 1.145 interventi mini-invasivi dal 2020

Un’unica incisione di pochi centimetri per intervenire sul polmone, riducendo il trauma chirurgico e favorendo un recupero più rapido. All’ospedale Maggiore di Novara la videotoracoscopia monoportale è utilizzata di routine dal 2013 e, dal gennaio 2020, ha consentito di operare 1.145 pazienti.

Chirurgia toracica al Maggiore di Novara

Un’esperienza consolidata che torna sotto i riflettori dopo la recente attenzione suscitata da un intervento di chirurgia toracica eseguito al Policlinico Gemelli di Roma.

I dati riguardano la Struttura complessa di Chirurgia Toracica diretta dal professor Ottavio Rena (nella foto): nello stesso periodo, dal 2020, sono stati complessivamente 1.287 gli interventi chirurgici eseguiti, di cui 1.145 con tecnica monoportale. Secondo i dati del Programma nazionale esiti dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), si tratta della casistica più ampia del Piemonte.

La procedura viene eseguita in anestesia generale attraverso una sola incisione di 3-4 centimetri, senza divaricare le coste. Dallo stesso accesso vengono introdotti la telecamera endoscopica e gli strumenti necessari per asportare il lobo polmonare interessato dalla malattia e i linfonodi loco-regionali. Attraverso la medesima incisione viene poi inserito anche il drenaggio.

Dolore ridotto e recupero più rapido

La ridotta invasività della tecnica, limitata a un solo spazio intercostale, permette di contenere il dolore post-operatorio e favorire una mobilizzazione precoce. Il paziente può tornare a camminare e ad alimentarsi autonomamente già poche ore dopo l’intervento. La degenza media è di 3-4 giorni, mentre il recupero completo avviene generalmente nell’arco di circa dieci giorni.

La metodica può essere proposta anche a pazienti anziani o fragili, con patologie croniche cardiovascolari o respiratorie.

Il contesto è quello di una patologia che continua a rappresentare una delle principali cause di mortalità oncologica. Secondo i dati AIOM-AIRTUM 2025 riportati dal professor Rena, in Italia erano attese 43.500 nuove diagnosi di tumore del polmone, di cui 30.000 negli uomini e 13.500 nelle donne. Quando la malattia viene diagnosticata agli stadi I e II, il trattamento chirurgico consente sopravvivenze a cinque anni comprese tra il 60 e l’85%.

«La videotoracoscopia monoportale è una tecnica che nella nostra struttura utilizziamo ormai da oltre dieci anni e che è diventata parte integrante della nostra attività chirurgica – sottolinea il professor Rena –. Le recenti notizie relative all’intervento eseguito al Gemelli di Roma rappresentano anche l’occasione per ricordare che questa metodica, oggi al centro dell’attenzione, viene applicata a Novara di routine dal 2013, con un’esperienza che dal 2020 conta già 1.145 interventi».

La Chirurgia Toracica del Maggiore partecipa inoltre ogni settimana ai Gruppi interdisciplinari di cure per il tumore del polmone della Rete oncologica Piemonte e Valle d’Aosta, insieme alle Asl di Biella, Vercelli e Vco. La collaborazione permette di garantire l’accesso alla procedura ai pazienti del quadrante nord-orientale della regione.

Dall’analisi della casistica avviata nel 2020 emergono anche tassi di complicanze post-operatorie inferiori alla media nazionale e sopravvivenze a lungo termine in linea con quelle riportate dalle principali società scientifiche internazionali. Risultati che confermano il ruolo dell’Aou di Novara nella chirurgia toracica mini-invasiva e in percorsi di cura orientati a ridurre il trauma dell’intervento e accelerare il recupero.