Incontro

Carcere di Novara, verso la chiusura del 41 bis: allarme della Uil su organico e sovraffollamento

Giovedì 30 aprile la visita del sindacato che punta i riflettori sulla struttura datata, sul rischio di un aumento di presenze e sulla carenza di personale

Carcere di Novara, verso la chiusura del 41 bis: allarme della Uil su organico e sovraffollamento

Visita istituzionale, giovedì 30 aprile 2026, alla Casa Circondariale di Novara da parte di una delegazione della UIL Polizia Penitenziaria guidata dal segretario generale nazionale Gennarino De Fazio.

Carcere di Novara, verso la chiusura del 41 bis

Il sindacato ha incontrato il direttore reggente dell’istituto di via Sforzesca, Mario Peraldo, per fare il punto sul futuro della struttura.

Al centro del confronto, la prossima chiusura del reparto che ospita detenuti sottoposti al regime di Articolo 41-bis, attualmente gestito dal Gom (Gruppo operativo mobile), e il possibile arrivo di detenuti appartenenti al circuito di media sicurezza. Un cambiamento che rischia di incidere profondamente sull’organizzazione interna del carcere.

Durante l’incontro è emerso con forza il tema della carenza di organico, destinata – secondo il sindacato – ad aggravarsi proprio in relazione alla nuova tipologia di detenuti. La Uil ha assicurato il proprio supporto alla richiesta avanzata dalla direzione per un ampliamento della pianta organica, ritenuto indispensabile per garantire la copertura dei nuovi posti di servizio.

Al termine dell’incontro, la delegazione ha visitato l’istituto accompagnata dal direttore e dal vice comandante.

Le criticità: struttura datata e sovraffollamento

A tracciare un quadro più ampio è stato lo stesso De Fazio: «Novara, dal punto di vista strutturale, risente del passare degli anni. Questo carcere avrebbe bisogno quantomeno di un ammodernamento se non proprio di una ristrutturazione».

Il segretario ha comunque precisato come la situazione locale, pur inserita in un contesto nazionale di forte emergenza, non sia tra le più critiche: «Non è così grave come altrove, ma ci sono pur sempre circa 170 detenuti, con un sovraffollamento attorno al 110%, a fronte di una significativa carenza di personale di polizia penitenziaria».

L’incognita dopo la chiusura del 41 bis

La dismissione del reparto di massima sicurezza rappresenta però l’elemento più delicato. La riconversione degli spazi destinati al 41 bis in sezioni ordinarie potrebbe infatti portare a un aumento consistente della popolazione detenuta.

«Se l’amministrazione proseguirà nella riorganizzazione dei circuiti detentivi – ha avvertito De Fazio – il fabbisogno di personale è destinato ad aumentare e, di conseguenza, la situazione potrebbe peggiorare».