La commemorazione dell’82° anniversario dell’eccidio dei Dodici Martiri ha segnato quest’anno anche l’avvio di un nuovo percorso per Borgo Ticino.
Borgo Ticino, dall’eccidio dei Dodici Martiri nasce un nuovo percorso
In occasione delle celebrazioni del 13 agosto, è stato infatti presentato alla comunità il progetto “Borgo Ticino, Luogo di Memoria”, che punta a partire dalla storia del paese per valorizzare il territorio e costruire nuove occasioni di rigenerazione.
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Alcune delle foto condivise sui social dall'Associazione Culturale Stella Alpina, tra le realtà protagoniste della cerimonia
A tracciare gli obiettivi del progetto è il sindaco Alessandro Marchese, che al termine della commemorazione ha ringraziato le autorità civili e militari, i familiari delle vittime, l’Anpi, Stella Alpina, la Casa della Resistenza, don Alberto e quanti lavorano per mantenere vivo il ricordo di quanto accadde a Borgo Ticino il 13 agosto 1944 e trasmetterlo alle nuove generazioni.
Dalla memoria alla rigenerazione
«La memoria rimane il pilastro su cui poggia tutto ciò che vogliamo costruire – sottolinea Marchese –. Ma oggi vogliamo fare un passo ulteriore: trasformare la memoria in un motore di rigenerazione della nostra comunità».
Il punto di partenza è proprio la capacità dimostrata da Borgo Ticino di risollevarsi dopo la tragedia. «Borgo Ticino è rinato dopo quella tragedia grazie alla sua gente, a una popolazione che, nonostante il dolore, non ha abbandonato il proprio paese e ha avuto la forza di ricostruire. È proprio da quella forza che vogliamo ripartire».
Il nuovo percorso comprende il Museo della Memoria, la nuova Strada della Memoria, interventi sui luoghi dell’eccidio e ulteriori iniziative che saranno sviluppate in futuro.
L’obiettivo, spiega il sindaco, è fare di Borgo Ticino «non soltanto un luogo di memoria, ma un luogo capace di rigenerarsi attraverso la propria storia, valorizzando il territorio e raccontando ciò che qui è accaduto».
«La nostra storia deve diventare un esempio»
Il progetto vuole dunque affiancare alla conservazione e alla trasmissione della memoria una prospettiva rivolta al futuro della comunità.
«La nostra storia non deve essere soltanto ricordata. Deve diventare un esempio – conclude Marchese –. Un esempio di come una comunità possa rinascere dal dolore, custodire le proprie radici e trasformare la memoria in un impegno per il futuro».