A Bogogno è partito il restauro della chiesa di San Rocco, un punto di riferimento per la comunità religiosa locale.
Via al restauro
Sono iniziati nei giorni scorsi i lavori di restauro della chiesa di San Rocco, patrono di Bogogno. Si tratta di un oratorio costruito a metà del XVI secolo, voluto dalla popolazione quale voto e segno di gratitudine a San Rocco, invocato come protettore contro il contagio durante l’epidemia della peste. Nel 2012 furono già effettuati dei significativi lavori di restauro e risanamento relativi alle pareti esterne e alla facciata che portarono all’originale bellezza alcuni particolari e capitelli. Ora invece i lavori riguardano la parte interna. “Vista la necessità di un intervento di risanamento e di restauro conservativo delle pareti interne della chiesa, l’Amministrazione comunale ha deciso di provvedere – spiega il sindaco Pietro Sacco, che aggiunge – Era un lavoro da fare, e visto che quest’anno ad agosto ricorrono i festeggiamenti giubilari che si tengono ogni 25 anni, abbiamo ritenuto fosse doveroso che la chiesa del Santo patrono tornasse al suo massimo splendore”.
Un punto di riferimento per la comunità
Ubicata in centro paese, in passato veniva solo sporadicamente usata, ma negli anni Sessanta grazie allo zelo dell’allora parroco don Francesco Longoni, con sostanziali lavori di adeguamento la rese funzionale a tutti gli effetti, quale sussidiaria alla parrocchiale di Sant’Agnese (in bella posizione panoramica), ma meno comoda da raggiungere. La chiesa di San Rocco è di fatto divenuta nel tempo un punto di riferimento storico e religioso per la comunità locale.
L’obiettivo è conservare e valorizzare l’edificio
Il progetto di restauro e risanamento conservativo mira a consolidare e valorizzare l’edificio, proseguendo il percorso di recupero avviato precedentemente con il rifacimento della facciata.
I lavori consistono nella ritinteggiatura delle pareti in terne, la sostituzione della bussola d’ingresso con la sostituzione di porte in legno e vetro per aumentarne la luminosità e nella messa insicurezza della protezione del soppalco. Il costo dei lavori ammonta a 149.960 euro, di cui 52.561 forniti attraverso un contributo del Ministero della Cultura.
L’opera verrà portata a termine sotto la supervisione della Soprintendenza alle Belle Arti. La direzione dei lavori è stata affidata all’architetto Silvia Angiolini, specializzata in restauri, che ha curato il progetto, e che si è recentemente occupata anche del restauro della chiesa di Santa Maria in Valle, del castello di Agrate Conturbia e di Villa Soranzo del Comune di Varallo Pombia.
I lavori dovrebbero concludersi in circa quattro mesi.