Puntuale, con l’arrivo dell’estate, torna al centro dell’attenzione il problema della sicurezza a Punta Vevera, ad Arona. Nonostante il divieto di balneazione, i cartelli ben visibili e i tragici precedenti che hanno segnato quell’area del lago, c’è ancora chi sceglie di entrare in acqua.
Arona, bagnanti ancora a Punta Vevera nonostante i divieti
È quanto si è visto anche domenica 19 e lunedì 20 luglio, quando, passando lungo corso Europa, era possibile osservare famiglie e gruppi di amici fare il bagno proprio nel tratto interdetto, nella parte alta di Punta Vevera, vicino alla foce dell’omonimo torrente.
Una situazione che continua a ripetersi nonostante, a poca distanza, sia disponibile la Spiaggia del Sorriso, recentemente inaugurata e sorvegliata da un assistente bagnanti.
L’area di Punta Vevera è considerata particolarmente pericolosa per la presenza di correnti, mulinelli e fondali che degradano rapidamente, caratteristiche che negli anni hanno provocato numerosi incidenti mortali.
Troppi morti in questi anni
L’elenco delle vittime è purtroppo lungo. A Ferragosto del 2017 perse la vita un giovane ivoriano. Nel 2012 morì un uomo di 54 anni originario dello Sri Lanka. Nel 2016 si registrarono due tragedie a distanza di poche settimane: prima un ragazzo della Costa d’Avorio, poi un 29enne pakistano. Nel 2020, infine, nelle stesse acque annegò Lorenzo Schito, appena 14 anni.
Per questo il Comune ha installato nell’area cartelli, anche in più lingue, che indicano chiaramente il divieto di balneazione e avvertono dei pericoli legati a correnti, fondali scivolosi e assenza di sorveglianza. Per chi viola il divieto sono previste sanzioni amministrative comprese tra 100 e 1.000 euro.
Negli anni scorsi, nei periodi di maggiore afflusso turistico, il tratto era stato anche transennato e sottoposto a controlli da parte di volontari, soccorritori e forze dell’ordine. Oggi, però, in assenza di una sorveglianza costante, il divieto continua a essere ignorato da molti bagnanti, nonostante i rischi ben noti.
