Sanità

“Al Maggiore di Novara record di dimissioni tra i medici”

Sotto accusa la fuga di personale in Piemonte: il consigliere regionale Pd Rossi presenta un Odg per indagare il fenomeno e rafforzare gli organici nelle aziende sanitarie

“Al Maggiore di Novara record di dimissioni tra i medici”

Il Pd regionale torna alla carica sul tema della sanità.

Rossi, Pentenero e Valle

“Al Maggiore di Novara record di dimissioni tra i medici”

“Siamo di fronte a un sistema che assomiglia a un edificio pericolante da cui in tanti cercano una via d’uscita: un’emorragia costante di competenze e professionalità”.

Lo affermano il Vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Daniele Valle, il consigliere regionale e segretario del PD Piemonte Domenico Rossi, e la capogruppo Dem a Palazzo Lascaris, Gianna Pentenero, commentando l’annuale rilevamento dei dati su assunzioni e cessazioni del personale sanitario piemontese restituisce purtroppo una fotografia estremamente preoccupante della nostra sanità.

“Anche quest’anno emerge dai dati raccolti, tramite una mia richiesta di accesso agli atti, che la sanità pubblica è in affanno e si regge unicamente sul sacrificio quotidiano del personale. Da un lato vediamo, infatti, il personale che diminuisce e le dimissioni che aumentano. Dall’altro che si continua ad assumere a tempo determinato o con strumenti precari, senza un disegno complessivo. Non possiamo continuare a ignorare questo grido d’allarme, serve sbloccare subito le assunzioni, rafforzare gli organici, che dal COVID in poi si sono progressivamente ridotti e smettere di chiedere l’impossibile a chi lavora in corsia. Solo qualche anno fa i medici erano i nostri angeli, durante la pandemia, ora sono costretti a lavorare in condizioni di forte stress che spingono molti a lasciare il sistema pubblico e che mettono a rischio anche la qualità e la sicurezza dell’assistenza sanitaria, con liste d’attesa fuori controllo e crescenti percentuali di persone costrette a rinunciare alle cure o ad attivare percorsi di tutela” afferma il Vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Daniele Valle.

“Nel 2025 il 55% dei medici e il 43% degli infermieri che hanno lasciato il servizio sanitario pubblico si sono dimessi. È il segnale evidente di un disagio profondo. Si può “discutere” sui numeri totali, ma è innegabile che sotto il governo del presidente Cirio stiamo assistendo a un vero e proprio esodo: dal 2019 al 2025 il saldo del personale è negativo per 1.843 unità, con 1.036 medici e oltre 1.100 infermieri in meno. Lo denunciamo da anni, così come fanno i sindacati, ma la verità è che questo fenomeno è semplicemente ignorato. La giunta si comporta come se fosse normale ma non lo è” dichiara Domenico Rossi.

All’Ospedale Maggiore di Novara – evidenzia il consigliere del territorio – spetta un primato preoccupante nel 2025: il numero più alto in assoluto per dimissioni e cessazioni, esclusi i pensionamenti, per i medici (-41). Siamo di fronte alla conferma di una condizione di vera e propria emergenza, considerando anche la riduzione di infermieri (-55), di Oss (-11) e di tecnici sanitari (-9,) che denunciamo da anni e di cui nessuno si fa carico. Che cosa spinge i medici che lavorano al Maggiore ad andare via? Perché si verifica questa situazione nonostante sia un hub di quadrante oltre che azienda ospedaliera universitaria? Non si può continuare a far finta di nulla, occorre capire quali sono le cause e intervenire”.

“In un momento storico in cui si fa fatica a veicolare nuovi ingressi nel sistema pubblico – prosegue – diventa strategico saper ‘trattenere’ chi già c’è per non disperdere competenze ed esperienza e per valorizzare lavoratrici e lavoratori. Per farlo serve intervenire sui contratti, così come sulle condizioni di lavoro e sul benessere organizzativo considerando, peraltro, che l’età media è alta e i ritmi di lavoro spesso insopportabili”.

Per gli esponenti del Pd regionale quindi si delinea un contesto in cui parlare di riduzione delle liste d’attesa è semplicemente irrealistico.

“Senza personale, i servizi non possono funzionare e sempre più cittadini sono costretti a rivolgersi al privato per ottenere cure in tempi accettabili: una possibilità che non tutti possono permettersi. Serve un cambio di passo immediato, prima che il sistema pubblico perda definitivamente la capacità di garantire il diritto alla salute. La crisi è nazionale, è vero, ma in Piemonte i dati sono preoccupanti e chi governa si occupa di alimentare la propaganda invece di gestire e provare a risolvere i problemi. La Giunta indaghi le cause di questo esodo e metta in campo azioni serie volte a trattenere il personale” argomenta Rossi.

“Nella sanità targata Alberto Cirio perdono tutti” conclude Gianna Pentenero. “Così come i servizi non rispondono ai bisogni dei piemontesi e delle piemontesi anche le condizioni di lavoro degli operatori risultano molto difficili. Non lo diciamo solo noi dai banchi delle opposizioni o i rappresentanti dei lavoratori: i numeri parlano di personale in difficoltà e di piante organiche che calano nella quantità di professionalità impiegate. E nei conti che ci hanno presentato, quelli che l’assessore chiama i “desiderata” sono esigenze reali per pagare il personale e rispondere alle esigenze. Così i conti tornano. Ma tutto questo perché? Perché in un sistema che non valorizza il ‘pubblico’ la concorrenza della sanità privata diventa aggressiva e si avvantaggia. Credo sia questa, però, la strategia di chi guida la nostra regione. Ma a noi non piace e vogliamo un’altra sanità: pubblica e inclusiva”.

L’odg

A tal proposito Domenico Rossi ha presentato un Odg che con l’intento di impegnare il Consiglio regionale ad approfondire il fenomeno in Commissione e la Giunta a promuovere un’indagine seria e articolata e politiche di benessere organizzativo e valorizzazione del personale all’interno delle aziende sanitarie regionali.