Trecate piange Marino Rapetti, figura conosciutissima e profondamente legata alla vita della città, scomparso a 75 anni nella notte tra sabato 8 e domenica 9 agosto.
Addio a Marino Rapetti
Maestro per generazioni di trecatesi, uomo di calcio e presenza costante nella vita della comunità, lascia un ricordo che attraversa la scuola, l’oratorio e soprattutto quella famiglia biancorossa alla quale ha dedicato oltre mezzo secolo.

È proprio l’Asd Trecate Calcio ad affidare a un lungo messaggio il saluto a quella che definisce una «figura storica e indimenticabile della nostra famiglia biancorossa».
«Per oltre cinquant’anni Marino ha dedicato tempo, passione ed energie alla nostra associazione, ricoprendo ininterrottamente diversi incarichi, fino a diventare presidente, sempre con la stessa disponibilità, la stessa umiltà e quello spirito di servizio che lo ha contraddistinto per tutta la vita», ricorda la dirigenza.
Cinquant’anni al servizio del Trecate Calcio
Il legame di Rapetti con la società andava infatti ben oltre gli incarichi ricoperti. Il Trecate Calcio ricorda una persona «sempre pronta a dare una mano», capace di ascoltare, consigliare e incoraggiare, con un’attenzione particolare per i giovani.
E per raccontarne l’umiltà la società sceglie un’immagine molto concreta: quella di Rapetti che, anche quando era presidente, la domenica si metteva tranquillamente dietro il bancone del bar dello stadio a servire caffè e bevande agli spettatori. «Era proprio questo il suo modo di essere: nessun ruolo era troppo importante per mettersi a disposizione degli altri», sottolinea la dirigenza.
Un impegno che non venne meno neppure nei momenti più complicati della storia della società. E dietro i suoi caratteristici baffi, ricorda ancora il Trecate Calcio, c’erano «un sorriso per tutti» e «un cuore grande, grandissimo e profondamente biancorosso».
Maestro, vicepreside e punto di riferimento per i giovani
Il filo conduttore della vita di Rapetti sono stati soprattutto i giovani. Prima attraverso il catechismo e l’oratorio, poi nella lunga esperienza professionale come maestro elementare e vicepreside e, parallelamente, nel calcio.
Per tanti trecatesi è rimasto semplicemente il “maestro Marino”. Tra i suoi ex alunni c’è anche il vicesindaco di Novara Ivan De Grandis, che alla notizia della scomparsa gli ha dedicato un lungo ricordo.
«Una persona d’altri tempi, nel senso più bello e profondo del termine. Un uomo capace di trasmettere tantissimo a decine di generazioni, insegnando come si faceva una volta: non soltanto con le parole, ma soprattutto con l’esempio, con la presenza, con la pazienza e con quei valori semplici che ti rimangono dentro anche quando diventi grande».
De Grandis ricorda ancora le immagini della sua classe, i bambini con il grembiulino e i quaderni sul banco e il maestro Rapetti che insegnava loro «a scrivere le lettere in corsivo e ad amare e rispettare la lingua italiana». «Forse avevamo meno cose – scrive – ma avevamo tanto tempo per ascoltare e maestri capaci di insegnarci non solo a scrivere bene ed imparare, ma anche a crescere».
E poi una riflessione che restituisce il rapporto rimasto nel tempo tra maestro e alunno: «Ci sono maestri che ti accompagnano per qualche anno e altri che, in qualche modo, continuano ad accompagnarti per tutta la vita».
Il cordoglio di Trecate
Sono tanti i messaggi comparsi in queste ore da parte di chi Rapetti lo aveva incontrato a scuola, all’oratorio o al campo sportivo. C’è chi lo ricorda come una persona «simpatica, gentile, altruista, sempre disponibile», chi racconta di essere stato trattato da lui «come un figlio» e chi, dopo averlo conosciuto da giovanissimo nel Trecate Calcio, lo aveva ritrovato decenni dopo nello stesso ambiente con il proprio figlio.
Una continuità tra generazioni che è anche il cuore del ricordo della società: «La sua vita è stata un filo continuo attraverso oratorio, scuola e calcio, lasciando un segno profondo in tantissime persone che hanno avuto la fortuna di incontrarlo e conoscerlo».
Negli ultimi tempi seri problemi di salute lo avevano allontanato dalle attività e dalle grandi passioni della sua vita. Lascia la moglie Mara e il figlio Andrea con Manuela.
«Marino lascia un vuoto che sarà impossibile colmare e un patrimonio di ricordi, affetto e insegnamenti che continuerà a vivere nelle tante persone che ha accompagnato nel corso della sua lunga vita», scrive il Trecate Calcio.
Poi il saluto della famiglia biancorossa: «Grazie Marino. Grazie per tutto quello che hai fatto, per quello che ci hai insegnato e, soprattutto, per la persona che sei stato. Ci mancherai. Ciao Marino. Buon viaggio, cuore biancorosso».