Il caso

A Meina Giorno della memoria avvolto nel silenzio: “Una scelta che lascia sgomenti”

Tra le critiche per la mancata organizzazione di iniziative quelle dell’ex sindaco Barbieri e del consigliere regionale Rossi

A Meina Giorno della memoria avvolto nel silenzio: “Una scelta che lascia sgomenti”

Fa discutere la mancata organizzazione di iniziative ufficiali a Meina in occasione della Giornata della Memoria.

Nella foto le pietre di inciampo presenti sul pontile dell’imbarcadero dedicate alle 16 vittime dell’Hotel Meina

A Meina Giorno della memoria avvolto nel silenzio

Un silenzio che fa ancora più rumore in virtù dello stretto legame esistente tra la cittadina sul lago Maggiore e gli orrori del nazifascismo: nel settembre del 1943 fu infatti teatro di uno dei primi e più efferati eccidi nazisti contro cittadini ebrei in Italia. Sedici ebrei, ospiti dell’Hotel Meina, vennero arrestati dalle SS, uccisi e gettati nel Lago Maggiore. Un episodio che segnò profondamente la storia del territorio e che rende il paese un luogo simbolo della Shoah in Italia, ricordato ogni anno in occasione del 27 gennaio.

Il primo a sollevare la questione è stato, nei giorni scorsi, l’ex sindaco del paese Fabrizio Barbieri con un post sui social.

«Spero di sbagliarmi, ma oggi a Meina non ci sono state iniziative per la commemorazione della Giornata della Memoria, che, come sappiamo, cade ogni anno il 27 gennaio per ricordare la Shoah nel giorno simbolico della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte dell’esercito Sovietico. A noi consiglieri comunali non è arrivata alcuna comunicazione, ma anche gli uffici dell’Unione non hanno ricevuto alcuna indicazione per organizzare la celebrazione di questa importante ricorrenza. Forse un Sindaco più presente avrebbe potuto evitare un tale errore istituzionale»

Sulla stessa linea l’intervento del consigliere regionale Domenico Rossi, che ha sottolineato con forza il valore simbolico di Meina nella storia della Shoah in Italia.

«Leggere che a Meina, luogo della prima strage nazista di ebrei in Italia, il comune ha scelto di non organizzare nulla per il Giorno della Memoria lascia sgomenti. Proprio lì, dove nel settembre del 1943 furono trucidate 57 persone, l’amministrazione comunale ha risposto con il silenzio. Nessun incontro nelle scuole, nessuna cerimonia ufficiale, nessun momento pubblico di riflessione. Quello di Meina era un appuntamento fisso che l’amministrazione precedente aveva portato avanti con cura e responsabilità, per testimoniare che anche a distanza di anni il territorio non può rimanere in silenzio. L’indifferenza è il peggiore dei mali, ma quando viene dalle istituzioni, diventa una colpa grave»