SIZZANO «Da sempre ho avuto la passione verso il bello, e in particolare verso tutto ciò da cui esso ha origine». E’ la storia di Nevada Roma di Sizzano. «Cominciai con le acconciature – racconta - confrontandomi con maestri di altri paesi grazie all’opportunità offertami da L’Oreal di Torino. Mi concentrai molto sul volto umano e mi appassionai successivamente al trucco del viso, che mi indusse, per capire meglio la sua complessità, a iscrivermi alla scuola B.C.M. di Milano, scuola internazionale di Makeup. Contemporaneamente, all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano
SIZZANO «Da sempre ho avuto la passione verso il bello, e in particolare verso tutto ciò da cui esso ha origine». E’ la storia di Nevada Roma di Sizzano. «Cominciai con le acconciature – racconta - confrontandomi con maestri di altri paesi grazie all’opportunità offertami da L’Oreal di Torino. Mi concentrai molto sul volto umano e mi appassionai successivamente al trucco del viso, che mi indusse, per capire meglio la sua complessità, a iscrivermi alla scuola B.C.M. di Milano, scuola internazionale di Makeup. Contemporaneamente, all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, appassionandomi soprattutto
a cromatologia, per comprendere meglio l’uso e l’abbinamento dei colori, e scenotecnica, per meglio valorizzare i volti e il makeup. Terminata la scuola di makeup, ho continuato a frequentare regolarmente l’Accademia di Belle Arti a Milano, e mi appassionavo molto alle varie materie. Completato il mio ciclo di studi, mi laureai in scenografia, ci rimasi per altri due anni con mansioni di tutor, insegnando Costume nella Storia dell’Arte. Mi venne offerto un lavoro alla sede Rai di Torino: dovevo occuparmi di makeup dei vari personaggi, nella trasmissione televisiva per bambini “ Melevisione”, dove mi sono divertita tantissimo. Attori che si trasformano in personaggi da fiaba e parlano a misura di bambino, anch’io che truccavo e collaboravo alla realizzazione dei vari personaggi entravo in simbiosi con loro, una bellissima esperienza. Successivamente partecipai alle “telenovele,” un viaggiare sui tir della Rai per la città di Torino, sulle autostrade, in ville faraoniche, tanti luoghi diversi, per cercare e creare le scenografie ideali, scoprire gli effetti speciali dei vari generi. Con gli attori è fondamentale cercare collaborazione, amicizia e rispetto. E’ molto gratificante quando la direzione ti chiama e ti dice; il tale regista ha chiesto di te per il tuo lavoro, lo potresti fare? Allora capisci che quello che hai fatto precedentemente, l’hai fatto bene. Purtroppo dopo due anni di lavoro a Torino ho dovuto per vari motivi famigliari. Ma dopo breve tempo mi hanno chiamato alla sede Rai di Milano, dove ho avuto la possibilità di partecipare alla creazione e alla trasformazione di personaggi, oltre a quella di lavorare a fianco di registi, fotografi, riviste della moda internazionale. Ho lavorato con Simona Ventura per quasi sei anni in varie trasmissioni, con ruoli dal makeup, aiuto alla scenografia, costumista di scena, ecc. Ho lavorato con Jean Alesi pilota della Ferrari nella trasmissione “Pole Position” e vari collegamenti internazionali della “Formula Uno” per diversi anni, con lui sempre la moglie Kumito Goto (di origine asiatica) splendide persone; finita la trasmissione normalmente andavamo al bar a prenderci un caffè. Ho lavorato con Fabio Fazio, grande personaggio e superstizioso al massimo. Trasmissioni con politici, che mi chiedevano opinioni o conferme sulla loro immagine prima di entrare in video, ricordo il Ministro Tremonti mi fece addirittura un baciamano, soddisfatto per il suo abbigliamento. Le persone conosciute per lavoro, non saprei quantificarle, praticamente tutti i vip e le persone che sono passate in video negli ultimi sedici anni, da Carlo Conti, Lorella Cuccarini, Pausini, Sting…».
L’esperienza acquisita in settori così multidisciplinari ha permesso alla sizzanese di arrivare tramite la Rai, al Teatro della Scala, dove ha partecipato a opere come, Aida di Zeffirelli, Tosca, La Traviata: a quest’opera ha partecipato ben otto volte con makeup, parrucche, costumi e aiuto scenografia, scelti in collaborazione con i vari registi… «l’ho seguita anche a Novara al Teatro Coccia» aggiunge ancora. «La grande fortuna che mi ha colto è stata però di poter lavorare con un maestro come Luca Ronconi al Teatro Strehler. Quando mise in scena l’opera Le Rane di Euripide, disse che avrebbe voluto dei trucchi diversi, di maggior impatto tra attori e pubblico, ma sempre tragici trattandosi di tragedia. Mi venne un lampo di idee, pensai subito a Otto Dix, pittore dei primi del novecento, lui stesso visse nelle trincee della guerra mondiale 1914-1918, tanti dei suoi dipinti rappresentano tutte le bruttezze della guerra, andai subito in Galleria a Milano, comprai il libro del pittore, fu un’idea geniale! Luca Ronconi fu molto soddisfatto. Quando arrivava Milva in teatro mi portava sempre cioccolatini, solo perché alcune volte le avevo ritoccato il make-up».
Paolo Usellini