«Senza i giovani non c’è futuro»

«Senza i giovani non c’è futuro»

«Se non si fanno le cose con responsabilità pensando ai giovani non si costruisce il futuro. Quando dico giovani, dico che noi abbiamo una popolazione di giovani capaci, istruiti che si trovano spesso schiacciati da chi ricopre alti livelli e non riuscendo ad esprimersi non riescono neppure a costruirsi una famiglia e un futuro»: parole forti rimarcate martedì sera al ristorante “Pinocchio” di Borgomanero all’intermeeting organizzato dai Rotary Club Borgomanero –Arona, Orta San Giulio e Gattinara, rispettivamente presieduti da Carlo Frattini, Riccardo Franchi e Paolo Gamalero. A pronunciarle Marco Gay, torinese, classe 1976, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria di cui 

«Se non si fanno le cose con responsabilità pensando ai giovani non si costruisce il futuro. Quando dico giovani, dico che noi abbiamo una popolazione di giovani capaci, istruiti che si trovano spesso schiacciati da chi ricopre alti livelli e non riuscendo ad esprimersi non riescono neppure a costruirsi una famiglia e un futuro»: parole forti rimarcate martedì sera al ristorante “Pinocchio” di Borgomanero all’intermeeting organizzato dai Rotary Club Borgomanero –Arona, Orta San Giulio e Gattinara, rispettivamente presieduti da Carlo Frattini, Riccardo Franchi e Paolo Gamalero. A pronunciarle Marco Gay, torinese, classe 1976, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria di cui dal 2014 è anche vice presidente. Una carriera, la sua, iniziata all’interno di “Proma”, l’azienda di famiglia, società operante nel settore metalmeccanico, oggi Saint-Gobain Abrasivi. Fondatore e ceo di Webworkinge, ceo dell’agenzia pubblicitaria Gsw WorldWide Italy, dal 2013 è anche socio-fondatore della Ad2014, startup nel settore Internet of Things e dal 2015 socio e vice presidente di Digital Magic, società incubatore di progetti digitali che fornisce servizi di consulenza e accelerazione a startup e imprese, per facilitare lo sviluppo di nuovi processi tecnologici. Quando tre anni fa era stato eletto presidente dei Giovani imprenditori aveva dato alcune precise indicazioni per rilanciare non solo l’economia e la produttività ma per cercare di costruire un nuovo modello competitivo che avesse lo stesso potenziale di crescita che l’Italia aveva conosciuto in passato: innovazione, giovani, competenza, responsabilità, cambiamento, merito, futuro. Concetti che Gay ha ribadito alla platea rotariana (lui stesso è stato presidente del Rotary Club Torino Superga) invitando i giovani a fare la loro parte «mettendosi in gioco, consapevoli che la vita è fatta di sacrifici». Gay si è anche detto preoccupato come imprenditore per l’instabilità politica del nostro Paese ma anche per quanti vorrebbero seguire l’esempio del Regno Unito uscendo dall’Europa. Definendosi «europeo» e non «europeista» ha aggiunto: «Guardo con attenzione a quello che sta succedendo in Francia con l’avanzata del Front National di Marine Le Pen e in Italia del Movimento Cinque Stelle, movimenti di assoluto rispetto. Ma forse sarebbe il caso da parte loro di non parlare solo alla pancia della gente». Gay ha lasciato spazio al dibattito, rispondendo a numerose domande e rilanciando ripetutamente il concetto di “innovazione ” che deve interessare tutto il mondo imprenditoriale ma anche quello della pubblica amministrazione. «Nel 2015 – ha evidenziato con rammarico –l’84% delle impreseche sono fallite in Italia non aveva un sito internet». Nella foto, di Panizza, da sinistra Gamalero, Gay, Franchi e Frattini.

Carlo Panizza