OMEGNA Un impegno quasi bicentenario, quello della Conferenza San Vincenzo De Paoli nata nel 1831, da sempre molto attiva in città a favore delle fasce deboli. «All’inizio si portava un pacchettino di alimenti e si diceva una preghiera con la famiglia visitata – ci ha raccontato la presidente, Maria Grazia Zanasi (nel riquadro) – poi i tempi duri della guerra e quelli più facili, quando Omegna diventò una città industriale». Ora, la situazione è tornata difficile per crisi, conseguente mancanza di lavoro e necessità connesse all’arrivo di extracomunitari. «Quando entrai, più di vent’anni fa – ha continuato Zanasi – ho ritenuto che fosse necessario fare un Centro d’ascolto perché troppe le persone che si rivolgevano a noi. Abbiamo incominciato molto modestamente in una stanza con un paravento, facendo qualche borsa di alimenti; poi l’iscrizione al Banco alimentare della Lombardia. All’inizio andavo io stessa a Milano a prendere gli alimenti, preparavamo le borse e le consegnavamo. Siamo arrivati, quest’anno, ad avere 465 persone che ne beneficiano (il 64% italiani); due i giorni di distribuzione». Pur non avendo a disposizione grandi risorse monetarie, tre grossi progetti con la Fondazione del Vco e della Banca Crt, hanno consentito di portare avanti “borse lavoro” per nove famiglie : in cambio di un assegno, attività di volontariato. «Grande il successo soprattutto morale – ha commentato la presidente – le persone si sono affezionate tra loro, dandosi da fare per gli altri: è sorta una specie di rete di collaborazione che non mi aspettavo, una bellissima esperienza». Quest’anno distribuiti 61.356 kg di generi alimentari e 9.500 litri di latte e liquidi. «Andiamo set
OMEGNA Un impegno quasi bicentenario, quello della Conferenza San Vincenzo De Paoli nata nel 1831, da sempre molto attiva in città a favore delle fasce deboli. «All’inizio si portava un pacchettino di alimenti e si diceva una preghiera con la famiglia visitata – ci ha raccontato la presidente, Maria Grazia Zanasi (nel riquadro) – poi i tempi duri della guerra e quelli più facili, quando Omegna diventò una città industriale». Ora, la situazione è tornata difficile per crisi, conseguente mancanza di lavoro e necessità connesse all’arrivo di extracomunitari. «Quando entrai, più di vent’anni fa – ha continuato Zanasi – ho ritenuto che fosse necessario fare un Centro d’ascolto perché troppe le persone che si rivolgevano a noi. Abbiamo incominciato molto modestamente in una stanza con un paravento, facendo qualche borsa di alimenti; poi l’iscrizione al Banco alimentare della Lombardia. All’inizio andavo io stessa a Milano a prendere gli alimenti, preparavamo le borse e le consegnavamo. Siamo arrivati, quest’anno, ad avere 465 persone che ne beneficiano (il 64% italiani); due i giorni di distribuzione». Pur non avendo a disposizione grandi risorse monetarie, tre grossi progetti con la Fondazione del Vco e della Banca Crt, hanno consentito di portare avanti “borse lavoro” per nove famiglie : in cambio di un assegno, attività di volontariato. «Grande il successo soprattutto morale – ha commentato la presidente – le persone si sono affezionate tra loro, dandosi da fare per gli altri: è sorta una specie di rete di collaborazione che non mi aspettavo, una bellissima esperienza». Quest’anno distribuiti 61.356 kg di generi alimentari e 9.500 litri di latte e liquidi. «Andiamo settimanalmente da chi non può muoversi anche perché uno degli scopi della S. Vincenzo è quello della visita domiciliare». Da qualche tempo anche un grande ipermercato offre il fresco che, per quattro giorni alla settimana, i volontari vanno a prendere e distribuiscono, oltre alla borsa classica consegnata ogni quindici giorni e generi per bambini, raccolti annualmente l’ultimo sabato di novembre. «Tutto quello che viene raccolto nei supermercati (che è tantissimo) resta a Omegna, grazie ad una Convenzione fatta con il Banco alimentare cui dobbiamo però dar conto». E’ dell’anno scorso la realizzazione di una sorta di schedario (chiesto dal Banco) con documentazione relativa ad ogni nucleo aiutato. Il Banco effettua verifiche su giacenze, quantità di generi distribuiti, residui. I volontari della storica associazione sono diciotto; Omegna è diventata Consiglio centrale, comprendendo la Conferenza della città e quella di Cannobio.
Stante il peggioramento delle condizioni di vita di molti, la priorità è divenuta la distribuzione alimentare e, con la Fondazione comunitaria del Vco, si è concretizzato un progetto per l’acquisto di generi alimentari mancanti. «Facciamo tessere nominative e, ogni mese, venti famiglie a rotazione, vanno al supermercato e fanno la spesa che desiderano (comprensiva di generi per l’igiene)». Salvo qualche eccezione non è più possibile pagare, come accadeva in passato, le utenze: le esigenze si sono moltiplicate e non si riesce ad arrivare dappertutto. Le famiglie si rivolgono ai Servizi sociali, al Comune, e alla Caritas parrocchiale. «Con il Vicariato c’è un progetto abitativo impegnativo: abbiamo reperito tre appartamenti a basso costo: uno per la pronta accoglienza di chi fosse senza letto o malato (con permanenza temporanea), due per altrettante famiglie sfrattate (uno messo a disposizione dal Comune a Germagno). Nel nostro piccolo anche quest’anno abbiamo distribuito 45mila euro di aiuti, ma non si può coprire tutto. La gente ci dà tanto, ha molto rispetto per la S. Vincenzo e si attiva. Non chiediamo quasi mai niente perché ci portano già vestiario, indumenti, biancheria, lenzuola, coperte». A fine maggio il mercatino delle pulci ha permesso di raccogliere risorse. Inoltre, il giorno dell’Immacolata, quello dei lavori di ricamo a mano (fatti anche grazie all’impegno di una signora di 86 anni) a S. Marta. La sede dell’Associazione è in piazza Mameli, presso l’ex chiesa del Collegio Rosmini.
Maria Antonietta Trupia