Orta strepitosa coprotagonista nel nuovo Tornatore

Orta strepitosa coprotagonista nel nuovo Tornatore

C’è più di un motivo per andare a vedere il nuovo, atteso lavoro di Giuseppe Tornatore, “La corrispondenza”, ed è consigliato di non leggere l’omonimo romanzo dello stesso regista in uscita per i tipi di Sellerio. Allora, innanzitutto, il film arriva dopo il bel risultato di “La migliore offerta”, magnetico thriller a sorpresa che due anni fa fu un successo anche al botteghino e che vinse premi a raffica. Poi, soprattutto fra le varie ambientazioni, spicca la magia di un luogo molto familiare alla nostra regione, perché Borgoventoso altro non è se non Orta, strepitosa coprotagonista scenograficamente perfetta con la sua piazzetta, i suoi vicoli, la sua isola e le sue acque. Inoltre non va dimenticato il carisma dell’attore che funge da collante per la trama, l’elegante Jeremy Irons che da qualche tempo, benché attratto da opere fuori schemi stereotipati, non riesce più a piazzarsi nel favore del pubblico. Ah, poi c’è il film, che dire? Il confronto con “La migliore offerta”, ma anche con il meno fort

C’è più di un motivo per andare a vedere il nuovo, atteso lavoro di Giuseppe Tornatore, “La corrispondenza”, ed è consigliato di non leggere l’omonimo romanzo dello stesso regista in uscita per i tipi di Sellerio. Allora, innanzitutto, il film arriva dopo il bel risultato di “La migliore offerta”, magnetico thriller a sorpresa che due anni fa fu un successo anche al botteghino e che vinse premi a raffica. Poi, soprattutto fra le varie ambientazioni, spicca la magia di un luogo molto familiare alla nostra regione, perché Borgoventoso altro non è se non Orta, strepitosa coprotagonista scenograficamente perfetta con la sua piazzetta, i suoi vicoli, la sua isola e le sue acque. Inoltre non va dimenticato il carisma dell’attore che funge da collante per la trama, l’elegante Jeremy Irons che da qualche tempo, benché attratto da opere fuori schemi stereotipati, non riesce più a piazzarsi nel favore del pubblico. Ah, poi c’è il film, che dire? Il confronto con “La migliore offerta”, ma anche con il meno fortunato “La sconosciuta”, fa venire i brividi perché questa volta il diktat melodrammatico­sentimentale non ce la fa a superare distanze siderali da studio astrofisico e non a caso perché è questa la materia del discorso fra le immagini. Viene in mente un algido lavoro con Jodie Foster, “Contact”, uscito nel 1977, diretto da Robert Zemeckis, dove sotto l’etichetta di fantascienza si cercava un’emozione dell’anima e non si riusciva a tirarne fuori granché, addirittura cadendo in bizzarrie quasi grottesche. Ora Olga Kurylenko, che fa la stuntwoman, riprende, in maniera certamente diversa, l’eredità di quel personaggio della Foster, e cerca di traghettare il pubblico fra chat, video e sms, in tutto quello che fa corrispondenza d’amoroso, impossibile senso. Perché l’amore non si butta via a caso e perché i sensi di colpa possono essere portatori di strane idee visionarie, anche sul nostro magnifico lago d’Orta, quello sì che è poi l’unica ragione per assistere al film, che svela quasi subito le sue carte nascoste.

Giancarlo Grossini