BORGOMANERO – “La scelta dell’eutanasia è l’ultima lotta di Dominique”. Così l’ha definita Gianpiero Bonfantini, militante radicale e amico di lunga data di Dominique. Nuovi dettagli sugli ultimi giorni della borgomanerese sono stati forniti stamattina, mercoledì 22 dicembre, a Borgomanero in una conferenza stampa sul caso di Dominique Velati. Emiliano Silvestri, Roberto Casonato, Gianpiero Bonfantini e Marco Cappato hanno voluto sottolineare come il gesto dell’infermiera borgo
BORGOMANERO – “La scelta dell’eutanasia è l’ultima lotta di Dominique”. Così l’ha definita Gianpiero Bonfantini, militante radicale e amico di lunga data di Dominique. Nuovi dettagli sugli ultimi giorni della borgomanerese sono stati forniti stamattina, mercoledì 22 dicembre, a Borgomanero in una conferenza stampa sul caso di Dominique Velati. Emiliano Silvestri, Roberto Casonato, Gianpiero Bonfantini e Marco Cappato hanno voluto sottolineare come il gesto dell’infermiera borgomanerese sia stato “pienamente consapevole” e “una volontà politica per riaprire il dibattito sull’eutanasia in Italia”.
I colleghi della militanza radicale hanno voluto sgombrare il campo da equivoci. “Non era per niente una persona sola e disperata, come descritta da qualcuno – ha sottolineato Roberto Casonato, anche lui da anni militante radicale – Aveva tantissimi amici che sono stati con lei fino all’ultimo”. La dimostrazione starebbe anche nella festa d’addio organizzata da Dominique a fine novembre nello stesso bar di Borgomanero, dove stamattina si è svolta la conferenza stampa. “E’ stata sempre serena e consapevole – ha raccontato ancora Bonfantini – E’ entrata col sorriso nella stanza della clinica svizzera e col sorriso l’hanno trovata sulla poltrona dove si è spenta”. “Non c’è stata nessuna strumentalizzazione – ha precisato Roberto Casonato, militante radicale e amico di lunga data di Dominique – Era decisa a creare una battaglia politica sulla sua scelta. Sentiremo moltissimo la sua mancanza, dal punto di vista umano e organizzativo”.
Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, ha consegnato ai due amici di sempre le tessere dell’associazione e del partito, a cui la donna ha voluto iscriversi anche per il 2016. “Non facciamo vivere la memoria di Dominique come reliquia per il passato ma per il futuro” ha continuato Cappato, che – come preannunciato già lunedì – si è autodenunciato per aver agevolato l’infermiera borgomanerese nel suo proposito di ottenere la “dolce morte”. Già 12 persone da quando è stata resa nota l’intervista di Dominique Velati avrebbero chiesto informazioni all’associazione per poter seguire lo stesso percorso della militante radicale. “E andremo avanti ad aiutarle finché non saremo fermati o da un processo o da una legge che finalmente dia la possibilità di scelta” ha concluso Cappato.
l.pa.