Triste ricorrenza

Dodici anni senza Mariangela Valentini, ma il suo ricordo continua a volare

Il 19 agosto 2014 la pilota oleggese dell'Aeronautica Militare perse la vita nello scontro tra due Tornado nei cieli del Piceno insieme a tre colleghi: l'omaggio del Ministro della Difesa

Dodici anni senza Mariangela Valentini, ma il suo ricordo continua a volare

Sono trascorsi dodici anni da quel 19 agosto 2014, giorno in cui la giovane pilota dell’Aeronautica Militare Mariangela Valentini perse la vita nello scontro in volo tra due Tornado durante un’esercitazione nei cieli del Piceno.

Aveva 31 anni e una vita costruita inseguendo, con una determinazione fuori dal comune, una passione nata quando era ancora bambina: quella per il volo.

Anche oggi, mercoledì 19 agosto, il suo nome è tornato sulle bacheche social di amici, conoscenti, colleghi e di chi, in questi anni, ha voluto mantenere vivo il suo ricordo. Fotografie, immagini e pensieri che, a dodici anni di distanza, raccontano quanto Mariangela sia rimasta nel cuore di molte persone.

Il ricordo del ministro della Difesa

Un omaggio è arrivato oggi anche dal Ministero della Difesa. Il ministro Guido Crosetto ha ricordato Mariangela Valentini insieme agli altri tre ufficiali che persero la vita nella tragedia: Paolo Piero Franzese, Giuseppe Palminteri e Alessandro Dotto. Il messaggio pubblicato dal Ministero recita:

“A dodici anni da quella tragedia, il ricordo della loro professionalità e del servizio reso al Paese resta vivo nell’Arma Azzurra e in tutta la Difesa. Ai loro familiari, ai colleghi e a quanti hanno condiviso con loro il servizio e l’uniforme rivolgo il mio pensiero e la mia più sentita vicinanza”.

Parole che riportano ancora una volta il ricordo della pilota oleggese in una dimensione nazionale, quella stessa dimensione che la sua storia professionale aveva raggiunto molto prima di quel tragico giorno.

Una tragedia che sconvolse Oleggio e l’Italia

Quel 19 agosto 2014 Mariangela Valentini era impegnata in una missione addestrativa insieme ad altri tre ufficiali del 6° Stormo di Ghedi. I due Tornado entrarono in collisione nei cieli del Piceno, nei pressi di Ascoli Piceno. Nessuno dei quattro militari sopravvisse.

Con Mariangela, a bordo del velivolo Freccia 21, si trovava Paolo Piero Franzese; sull’altro Tornado volavano Alessandro Dotto e Giuseppe Palminteri.

Nata a Borgomanero e cresciuta a Oleggio, Mariangela aveva coltivato fin da bambina la passione per gli aerei. A 17 anni aveva già conseguito il brevetto di volo, per poi entrare in Accademia e costruire passo dopo passo la propria carriera nell’Aeronautica Militare. Aveva partecipato anche a missioni internazionali e il suo percorso professionale l’aveva portata a pilotare i Tornado.

Le tante iniziative per non dimenticare Mariangela

In questi dodici anni il ricordo di Mariangela Valentini è stato mantenuto vivo attraverso numerose iniziative, intitolazioni e momenti commemorativi.

Tra questi c’è la borsa di studio che porta il suo nome, legata al Circolo del 53 e destinata a premiare studenti meritevoli. Un’iniziativa particolarmente significativa perché trasforma la memoria di Mariangela in un’opportunità per i più giovani, legandola ancora una volta allo studio, all’impegno e alla possibilità di inseguire i propri obiettivi.

Negli anni il suo nome è stato ricordato anche attraverso monumenti e intitolazioni. A Oleggio, è stata inoltre inaugurata una panchina in sua memoria, mentre il suo legame con il mondo del volo è stato mantenuto vivo anche fuori dalla città.

“Nata per volare”, il libro di mamma Piera

A dare una nuova forma alla memoria di Mariangela è stata recentemente anche sua madre, Piera Vandoni, che nel 2024 ha affidato a un libro la storia della figlia e dei lunghi anni seguiti alla sua morte.

Il titolo scelto racchiude forse meglio di qualsiasi altra definizione la sua storia: “Nata per volare. Frammenti di vita, di morte e verità nascoste del maggiore pilota Mariangela Valentini”.

Non soltanto il racconto della tragedia e del successivo percorso giudiziario, ma soprattutto quello della persona che c’era prima dell’uniforme: una ragazza brillante, determinata, sensibile e profondamente innamorata del volo.

Piera Vandoni aveva raccontato come quella passione fosse emersa prestissimo: «Prima abitavamo in via Gallarate, lungo la rotta dove passavano gli aerei, alcuni dei quali allora passavano la barriera del suono; Mariangela aveva 3/4 anni e ogni volta che sentiva quel rumore usciva sul balcone indicando gli aerei».

Una passione diventata presto qualcosa di più. «Mariangela a 17 anni ha preso il brevetto e ho fatto con lei il primo volo, l’istruttore mi ha chiamato dicendomi che non avrebbe mai dovuto smettere di volare. E io vedevo nei suoi occhi questa passione, non per aerei civili però, bensì militari».

Dodici anni sono un tempo lungo. Ma Mariangela Valentini continua a essere, per Oleggio, la ragazza che aveva guardato gli aerei fin da bambina e che era riuscita a trasformare quella passione nella propria vita. E ogni 19 agosto il suo nome torna a unire il ricordo privato di chi l’ha conosciuta con quello pubblico di una storia che ha segnato profondamente la sua città e il Paese.