Demolizione di un piano dell’hotel H2O: la palla torna al Tar, nuove udienze

Demolizione di un piano dell’hotel H2O:  la palla torna al Tar, nuove udienze

La Giunta comunale, con relativa delibera, si oppone al ricorso presentato dalla “Società Conca d’Oro srl” (notificato all’Ente comunale a inizi dicembre) contro la demolizione dell’ultimo piano dell’H2Otel (di proprietà della Società) prevista dal l’Ordinanza dirigenziale del 5 ottobre 2015 in esecuzione della decisione del TAR Piemonte del maggio scorso. La Giunta ortese ha autorizzato il sindaco a costituirsi in giudizio in nome e per conto dell’Ente comunale nella controversia avanti al Tar ed affidato incarico legale agli avvocati torinesi Riccardo Ludogoroff ed Alberto Ferrero. Il sindaco, Giorgio Angeleri, ha precisato

La Giunta comunale, con relativa delibera, si oppone al ricorso presentato dalla “Società Conca d’Oro srl” (notificato all’Ente comunale a inizi dicembre) contro la demolizione dell’ultimo piano dell’H2Otel (di proprietà della Società) prevista dal l’Ordinanza dirigenziale del 5 ottobre 2015 in esecuzione della decisione del TAR Piemonte del maggio scorso. La Giunta ortese ha autorizzato il sindaco a costituirsi in giudizio in nome e per conto dell’Ente comunale nella controversia avanti al Tar ed affidato incarico legale agli avvocati torinesi Riccardo Ludogoroff ed Alberto Ferrero. Il sindaco, Giorgio Angeleri, ha precisato che, prima dell’ordinanza , era stata fatta fare una perizia, a cura dell’Università di Torino, per «valutare se demolire, quanto costa la demolizione e quanto vale il piano da demolire» sulla base della quale era emerso che il costo di demolizione era superiore all’eventuale «monetizzazione». Dal mese in corso dovrebbero avviarsi le nuove udienze del Tar volte a dirimere la questione.

Nei mesi scorsi la situazione dell’Hotel ortese era stata richiamata anche nella lettera inviata ai cittadini dall’Amministrazione guidata dal sindaco Angeleri in cui si faceva il punto sullo “stato di avanzamento del nostro programma elettorale e sulla nostra gestione” ad un anno e mezzo dall’avvio dell’Amministrazione stessa. Si parlava delle varie infrastrutture presenti sul territorio e, a proposito dell’H2O Hotel, si sottolineava che erano al vaglio “tutte le strade legali per ottenere la sistemazione dell’immobile abbandonato”; richiamato anche il fatto che il Tar piemontese avesse “annullato il provvedimento con il quale l’Ufficio tecnico, nel maggio 2014, poco prima del nostro insediamento, aveva deciso di concedere la possibilità di sanare l’abuso a fronte del pagamento di una sanzione pecuniaria” e dato notizia dell’impegno del Comune di dare “attuazione della sentenza del Tar che prevede la demolizione del piano in quanto meno onerosa della monetizzazione”. Le vicende circa la costruzione dell’Hotel con vari e complessi risvolti giudiziari erano state monitorate e sollecitate dall’Associazione ambientalista “Ernesto Ragazzoni”. Nel 2007 “il Tar Piemonte – scrivevano tempo fa in una loro nota – ha annullato la concessione edilizia n°29/2003 che ha generato l’attuale ‘ecomostro’ (come è stato definito dall’associazione stessa)” e nel febbraio 2013 il Tribunale di Verbania ha ordinato ‘la demolizione delle opere effettuate in esecuzione del permesso di costruire’. Sentenza del Tar poi confermata dal Consiglio di Stato. La “R agazzoni” aveva sostenuto: “L’edificio è da considerarsi abusivo perché non avrebbe dovuto eccedere gli 11 metri, pari all’altezza della sagoma dell’alberghetto preesistente, mentre l’attuale ‘ecomostro’ è alto 24 metri”. Nel 2013 una mostra organizzata dalla proprietà metteva in risalto, invece, come quello che era definito ‘ecomostro’ o ‘bruttura’, era realizzato “con tecnologie di avanguardia e materiali naturali, perfettamente integrato nell’ambiente circostante”.

Maria Antonietta Trupia