Coq Omegna, le rassicurazioni non convincono: «Tagli mascherati da riorganizzazione»

Coq Omegna, le rassicurazioni non convincono: «Tagli mascherati da riorganizzazione»

OMEGNA – Fratelli d’Italia e Lega Nord non si fidano delle rassicurazioni di Regione Piemonte e direzione generale Asl sul futuro del Centro ortopedico di quadrante. L’hanno ribadito, giovedì 17, al termine d’un sopralluogo all’ospedale cittadino (nella foto) con il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Maurizio Marrone. Ad accompagnarlo c’erano il segretario provinciale di Fratelli d’Italia, Luigi Songa; il consigliere comunale del partito, Mattia Corbetta e Stefano Strada (Lega Nord). Le dichiarazioni arrivate da Torino (lunedì il vicepresidente regionale Aldo Reschigna aveva detto che «l’allarme sul rischio di chiusura dell’ospedale di Omegna è immotivato. Ci sarà un incontro tra Regione, Asl e Coq, con l’obiettivo di trovare una più chiara collocazione del Coq nella organizzazione sanitaria del Vco, in modo da evitare sovrapposizioni») e dalla direzione generale, ha spiegato Songa all’uscita dal Coq, «non ci rassicurano, vogliamo sapere cosa succederà alla struttura, quanti reparti e servizi chiuderanno, cosa resterà e in che misura». Per Marrone «la Regione sta cercando di far passare i tagli come riorgani

OMEGNA – Fratelli d’Italia e Lega Nord non si fidano delle rassicurazioni di Regione Piemonte e direzione generale Asl sul futuro del Centro ortopedico di quadrante. L’hanno ribadito, giovedì 17, al termine d’un sopralluogo all’ospedale cittadino (nella foto) con il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Maurizio Marrone. Ad accompagnarlo c’erano il segretario provinciale di Fratelli d’Italia, Luigi Songa; il consigliere comunale del partito, Mattia Corbetta e Stefano Strada (Lega Nord). Le dichiarazioni arrivate da Torino (lunedì il vicepresidente regionale Aldo Reschigna aveva detto che «l’allarme sul rischio di chiusura dell’ospedale di Omegna è immotivato. Ci sarà un incontro tra Regione, Asl e Coq, con l’obiettivo di trovare una più chiara collocazione del Coq nella organizzazione sanitaria del Vco, in modo da evitare sovrapposizioni») e dalla direzione generale, ha spiegato Songa all’uscita dal Coq, «non ci rassicurano, vogliamo sapere cosa succederà alla struttura, quanti reparti e servizi chiuderanno, cosa resterà e in che misura». Per Marrone «la Regione sta cercando di far passare i tagli come riorganizzazione. Un anno fa il consiglio regionale votò un ordine del giorno per salvare il Coq. Oggi siamo di fronte a un tradimento. Si tagliano i posti letto e non si offre nessuna prospettiva di sopravvivenza  al Coq». Strada ha preannunciato: «Presenteremo un ordine del giorno in consiglio comunale con la richiesta di tutelare l’ospedale». In allarme anche i sindacati che hanno chiesto un incontro con la direzione generale. «Ci troveremo lunedì pomeriggio – informa Tiziana Zazzali (Cisl funzione pubblica) -.  Non vogliamo essere allarmisti ma le notizie di questi giorni sono contradditorie, serve chiarezza. C’è in ballo il futuro di decine di lavoratori e l’offerta sanitaria del territorio». Si mobilita anche il Partito democratico. Avverte il segretario cittadino, Alessandro Rondinelli: «Omegna è stata la prima città a subire la razionalizzazione del suo ospedale. E’ stata la prima a sperimentare la collaborazione tra pubblico e privato e a prendere posizione a favore dell’ospedale unico provinciale. Adesso ci viene chiesto di rinunciare ai posti letto di medicina e di day surgery nell’ambito di un programma di razionalizzazione. Mi sembra che Omegna abbia già dato molto in questi anni. Siamo sempre convinti della bontà del progetto di ospedale unico ma, fino a quando questo non entrerà in funzione, a Omegna non si tocca più niente». 

Mauro Rampinini