OMEGNA – Presto tra il Centro ortopedico di quadrante al Madonna del popolo e la Regione verrà sottoscritto un accordo che inserirà la struttura in modo stabile nel sistema ospedaliero piemontese. L’ha promesso lunedì 22 Antonio Saitta, assessore regionale alla Sanità, al termine della visita al Coq. A fare gli onori di casa il direttore generale Giovanni Caruso, e il sindaco Maria Adelaide Mellano. «Ho avuto conferma – ha dichiarato al termine Caruso – della positiva integrazione tra pubblico e privato. Una sperimentazione positiva che, a breve, la Regione confermerà con un atto di stabilizzazione. Spazi, servizi e offerta sanitaria sono di ottimo livello e costituiscono un tassello del panorama sanitario di questa importante realtà piemontese». Parole, quelle di Saitta, mirate a rassicurare la comunità locale, scesa in piazza all’annuncio della chiusura notturna del punto di primo soccorso dell’ospedale di Omegna, da più parti interpretato come l’inizio del paventato smantellamento a medio termine, una volta entrato in funzione il nuovo ospedale provinciale di Ornavasso. Timori che hanno provocato un vero e proprio terremoto politico a Omegna spaccando il Partito democratico e provocando una frantumazione di liste che si contendono i posti del prossimo Consiglio comunale. Liste che hanno diviso, con Maria Gabriella Strino e Mimma Moscatiello, la stessa sinistra radicale. Una dispersione a sinistra estesa anche a Mauro Empolesi, alla guida della lista civica bipartisan “Omegna si Cambia”, che riunisce esponenti provenienti, come il candidato sindaco, da Rifondazione ad altri, come Augusto Quaretta con un passato in Forza Italia e Pdl.
Proprio da Quaretta, sempre lunedì 22, è arrivata una nuova polemica in materia di sanità. Non sul Coq, e nemmeno sulla controversa vicenda della chiusura notturna del punto di primo soccorso. Ma sulle “Case della salute”, le strutture gestite in forma associata dai medici di Medicina generale concepite per ridurre i ricoveri ospedalieri, i ricorsi ai Dea e al punto di primo soccorso nei fine settimana, le visite e gli esami agli ambulatori degli ospedali. Ad allarmare Quaretta è stato il comunicato, diffuso sempre lunedì 22 da Torino, dalla Federazione medici di medicina generale, secondo la quale le 66 Case della salute, annunciate una settimana prima dalla giunta Chiamparino, in realtà sarebbero state bocciate «per carenza di fondi, o di accordi regionali, o di accordi nazionali». Quaretta, da portavoce di “Omegna si cambia” e “Omegna si può – Dai quartieri alla città” – le due liste a sostegno di Empolesi – sollecita Caruso a «fare chiarezza e intervenire presso la Regione per capire cosa sta succedendo». «Chiediamo, e continueremo a chiederlo – conclude Quaretta -, prima e dopo le elezioni comunque andranno le cose, che i medici coinvolti o coinvolgibili per le Case della salute vengano messi in condizione di poter lavorare su questo progetto che Omegna e il Cusio non possono permettersi di perdere».
Mauro Rampinini
OMEGNA – Presto tra il Centro ortopedico di quadrante al Madonna del popolo e la Regione verrà sottoscritto un accordo che inserirà la struttura in modo stabile nel sistema ospedaliero piemontese. L’ha promesso lunedì 22 Antonio Saitta, assessore regionale alla Sanità, al termine della visita al Coq. A fare gli onori di casa il direttore generale Giovanni Caruso, e il sindaco Maria Adelaide Mellano. «Ho avuto conferma – ha dichiarato al termine Caruso – della positiva integrazione tra pubblico e privato. Una sperimentazione positiva che, a breve, la Regione confermerà con un atto di stabilizzazione. Spazi, servizi e offerta sanitaria sono di ottimo livello e costituiscono un tassello del panorama sanitario di questa importante realtà piemontese». Parole, quelle di Saitta, mirate a rassicurare la comunità locale, scesa in piazza all’annuncio della chiusura notturna del punto di primo soccorso dell’ospedale di Omegna, da più parti interpretato come l’inizio del paventato smantellamento a medio termine, una volta entrato in funzione il nuovo ospedale provinciale di Ornavasso. Timori che hanno provocato un vero e proprio terremoto politico a Omegna spaccando il Partito democratico e provocando una frantumazione di liste che si contendono i posti del prossimo Consiglio comunale. Liste che hanno diviso, con Maria Gabriella Strino e Mimma Moscatiello, la stessa sinistra radicale. Una dispersione a sinistra estesa anche a Mauro Empolesi, alla guida della lista civica bipartisan “Omegna si Cambia”, che riunisce esponenti provenienti, come il candidato sindaco, da Rifondazione ad altri, come Augusto Quaretta con un passato in Forza Italia e Pdl.
Proprio da Quaretta, sempre lunedì 22, è arrivata una nuova polemica in materia di sanità. Non sul Coq, e nemmeno sulla controversa vicenda della chiusura notturna del punto di primo soccorso. Ma sulle “Case della salute”, le strutture gestite in forma associata dai medici di Medicina generale concepite per ridurre i ricoveri ospedalieri, i ricorsi ai Dea e al punto di primo soccorso nei fine settimana, le visite e gli esami agli ambulatori degli ospedali. Ad allarmare Quaretta è stato il comunicato, diffuso sempre lunedì 22 da Torino, dalla Federazione medici di medicina generale, secondo la quale le 66 Case della salute, annunciate una settimana prima dalla giunta Chiamparino, in realtà sarebbero state bocciate «per carenza di fondi, o di accordi regionali, o di accordi nazionali». Quaretta, da portavoce di “Omegna si cambia” e “Omegna si può – Dai quartieri alla città” – le due liste a sostegno di Empolesi – sollecita Caruso a «fare chiarezza e intervenire presso la Regione per capire cosa sta succedendo». «Chiediamo, e continueremo a chiederlo – conclude Quaretta -, prima e dopo le elezioni comunque andranno le cose, che i medici coinvolti o coinvolgibili per le Case della salute vengano messi in condizione di poter lavorare su questo progetto che Omegna e il Cusio non possono permettersi di perdere».
Mauro Rampinini