Nella giornata di ieri, mercoledì, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Novara ha convalidato il sequestro preventivo della discarica posta nel Comune di Ghemme. Il sequestro era avvenuto venerdì, 29 gennaio, da parte di personale del Corpo Forestale dello Stato di Novara. Secondo quanto reso noto dal Comando provinciale del Corpo, il provvedimento di sequestro preventivo era stato richiesto dal Pubblico Ministero titolare del fascicolo, dottoressa Silvia Baglivo, “allo scopo di evitare che il reato accertato potesse protrarsi od aggravarsi ulteriormente”. La discarica ormai non riceve più rifiuti dal 2008, da quando era stata avviata la procedura per la sua messa in sicurezza. Attualmente viene periodicamente sottoposta a controlli, finalizzati ad assicurare che non vi siano contaminazioni e pericoli per la salute pubblica e che, le operazioni di messa in sicurezza, siano espletate nei tempi e nei modi previsti. Durante uno di questi periodici controlli, espletati congiuntamente da Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Piemonte) Novara e dal Corpo Forestale dello Stato, sono state rilevate “gravi inadempienze che hanno fatto scattare il provvedimento di sequestro preventivo, operato d’iniziativa dal Corpo
Forestale dello Stato e dagli operatori Arpa intervenuti”.
Alla società che attualmente gestisce la fase di messa in sicurezza della discarica, la “Daneco”, è stato contestato “il reato di gestione della discarica in violazione delle prescrizioni autorizzative. Infatti, è stato rilevato un ritardo generalizzato nell’esecuzione del cronoprogramma e, soprattutto, la mancanza del responsabile tecnico delle operazioni di messa in sicurezza
Nella giornata di ieri, mercoledì, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Novara ha convalidato il sequestro preventivo della discarica posta nel Comune di Ghemme. Il sequestro era avvenuto venerdì, 29 gennaio, da parte di personale del Corpo Forestale dello Stato di Novara. Secondo quanto reso noto dal Comando provinciale del Corpo, il provvedimento di sequestro preventivo era stato richiesto dal Pubblico Ministero titolare del fascicolo, dottoressa Silvia Baglivo, “allo scopo di evitare che il reato accertato potesse protrarsi od aggravarsi ulteriormente”. La discarica ormai non riceve più rifiuti dal 2008, da quando era stata avviata la procedura per la sua messa in sicurezza. Attualmente viene periodicamente sottoposta a controlli, finalizzati ad assicurare che non vi siano contaminazioni e pericoli per la salute pubblica e che, le operazioni di messa in sicurezza, siano espletate nei tempi e nei modi previsti. Durante uno di questi periodici controlli, espletati congiuntamente da Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Piemonte) Novara e dal Corpo Forestale dello Stato, sono state rilevate “gravi inadempienze che hanno fatto scattare il provvedimento di sequestro preventivo, operato d’iniziativa dal Corpo
Forestale dello Stato e dagli operatori Arpa intervenuti”.
Alla società che attualmente gestisce la fase di messa in sicurezza della discarica, la “Daneco”, è stato contestato “il reato di gestione della discarica in violazione delle prescrizioni autorizzative. Infatti, è stato rilevato un ritardo generalizzato nell’esecuzione del cronoprogramma e, soprattutto, la mancanza del responsabile tecnico delle operazioni di messa in sicurezza. Inoltre, è stata accertata la presenza di nuovi rifiuti, sulla cui pericolosità o meno si sta procedendo ad ulteriori approfondimenti, non conferibili in alcun modo in forza delle prescrizioni autorizzative attualmente vigenti. Probabilmente si tratta di rifiuti prodotti all’interno dell’azienda, in operazioni di ristrutturazione interna e dalle attività ordinarie di smaltimento dell’azienda stessa. Ulteriori verifiche sono in corso per accertare l’esatta origine dei rifiuti rinvenuti”. Il Comando provinciale del Corpo Forestale precisa che nel corso del sopralluogo, “tuttavia, non sono state riscontrate situazioni di emergente pericolo di aggravato rischio per la pubblica incolumità”.
«Il livello di attenzione sul sito permane e permarrà alto” precisa il Comandante provinciale Valerio Cappello. «Si vuole garantire, infatti, che gli inevitabili livelli di contaminazione dell’area siano tenuti adeguatamente sotto controllo. Solo una pedissequa e puntuale ottemperanza delle prescrizioni di messa in sicurezza dell’area possono dare garanzie di sicurezza per la salute pubblica. Arpa e Corpo Forestale dello Stato continueranno ad assicurare un altissimo livello di attenzione a tutela della salute pubblica».
In merito al sequestro abbiamo sentito anche la Provincia di Novara. Il consigliere delegato all’Ambiente Giuseppe Cremona ha spiegato: «Su questo vicenda non abbiamo informazioni sul perchè si è arrivati al sequestro. La Provincia è coinvolta perchè aveva fissato il cronoprogramma del recupero del sito, che prevedeva tempi di chiusura diversi per le tre vasche esistenti. La chiusura della vasca 1 era stata completata. Quella della vasca 2 era prevista per 14 agosto 2015. Questo non era avvenuto perchè la ditta incaricata la Daneco aveva spiegato di non essere riuscita a reperire il materiale roccioso. I lavori si erano fermati. La vasca 3 aveva tempi di chiusura più lunghi che dovrebbero terminare entro il 14 luglio 2016 ma dubito che questo possa avvenire. Il progetto e i lavori facevano riferimento al Consorzio gestione rifiuti Medio Novarese che ultimamente aveva segnalato in data 24 novembre, che vi erano dei problemi. Si era verificato un deterioramento dello strato di argilla e uno strappo nel telone di copertura. Abbiamo immediatamente avvertito l’Arpa in data 26 novembre perchè facesse delle verifiche e facesse ripristinare alcune prescrizioni, tra cui il presidio che per un certo periodo era rimasto sguarnito, l’individuazione del direttore dei lavori, e il ripristino dello strato d’argilla. Suppongo che Arpa fosse presente il giorno del sequestro della discarica a Ghemme».
Massimo Delzoppo