OMEGNA – Coinvolgerà anche le scuole omegnesi l’effettiva reintroduzione nel lago (prevista dalle normative europee) di milioni di larve di lavarello e coregone, specie ittiche scomparse dal 1926 a causa dei processi di inquinamento e acidificazione delle acque, poi risanate con l’ operazione di liming di venticinque anni fa. Un lago, quello d’Orta che, prima dell’ inquinamento, era molto produttivo, con circa 120 tonnellate di pescato all’anno. Il progetto si svilupperà in tempi successivi e costerà circa 500mila euro. «Ogni fine – ha affermato Pietro Volta (ricercatore del CNR – Istituto per lo studio degli Ecosistemi Pallanza) – è l’inizio di qualcosa ed il progetto “IttiOrta”, finanziato dal Demanio lacuale, ci permetterà di reintrodurre circa 20 milioni di larve di coregone e lavarello in 5 anni e circa 2 milioni di larve di agone. Specie ittiche scomparse che ora avranno la possibilità, anche grazie al contributo del pescatori di tornare a popolare queste acque. Queste operazione dureranno alcuni anni con un budget di circa 500mila euro, in parte coperto dal finanziamento del Demanio del Lago d’Orta ed in
OMEGNA – Coinvolgerà anche le scuole omegnesi l’effettiva reintroduzione nel lago (prevista dalle normative europee) di milioni di larve di lavarello e coregone, specie ittiche scomparse dal 1926 a causa dei processi di inquinamento e acidificazione delle acque, poi risanate con l’ operazione di liming di venticinque anni fa. Un lago, quello d’Orta che, prima dell’ inquinamento, era molto produttivo, con circa 120 tonnellate di pescato all’anno. Il progetto si svilupperà in tempi successivi e costerà circa 500mila euro. «Ogni fine – ha affermato Pietro Volta (ricercatore del CNR – Istituto per lo studio degli Ecosistemi Pallanza) – è l’inizio di qualcosa ed il progetto “IttiOrta”, finanziato dal Demanio lacuale, ci permetterà di reintrodurre circa 20 milioni di larve di coregone e lavarello in 5 anni e circa 2 milioni di larve di agone. Specie ittiche scomparse che ora avranno la possibilità, anche grazie al contributo del pescatori di tornare a popolare queste acque. Queste operazione dureranno alcuni anni con un budget di circa 500mila euro, in parte coperto dal finanziamento del Demanio del Lago d’Orta ed in parte dai fondi del CNR. Il ripopolamento è una parte fondamentale del progetto che prevede anche il ritorno del monitoraggio costante dello stato di qualità delle acque (interrotto nel 2000) e l’educazione ambientale, soprattutto nei confronti degli studenti: strumento di conoscenza e sensibilità per apprezzare il lago sulle cui sponde vivono».
«Il Demanio – ha dichiarato il primo cittadino di Omegna, Adelaide Mellano - ha previsto nell’arco di cinque anni uno stanziamento di circa 400mila euro e noi sindaci della Convenzione del Lago d’Orta abbiamo ritenuto assolutamente doveroso, oltre alla corrente manutenzione, investire risorse di derivazione del Demanio, in un progetto di più ampio respiro, significativo dal punto di vista scientifico e ambientale, attraverso cui speriamo di riuscire a riportare il lago a condizioni di equilibrio biologico ancora non raggiunte. Molto ben rappresentate le specie di riva, non quelle di centro lago». Possibile, in un immediato futuro, l’immissione dei pesci anche a Pella e Orta i cui sindaci sono intervenuti alla conferenza stampa presso il Municipio omegnese.
Giorgio Angeleri (Orta) ha sottolineato l’importanza della presenza, nel lago, di specie animali e vegetali tipiche (recentemente scoperta la presenza di cozze) ed il ruolo di sensibilizzazione verso le nuove generazioni. Anche il primo cittadino di Pella, Bruno Nicolazzi, ha ribadito la significatività del progetto con l’auspicato aumento della fauna ittica, sottolineando la necessità di limitare gli elementi impattanti. Sono intervenuti Mauro Azzeni (presidente Fipsas provinciale) che ha parlato, in maniera critica del nuovo piano ittico regionale ed il dirigente scolastico Alberto Soressi (Istituto comprensivo “Beltrami”). Le classi che hanno aderito all’iniziativa si troveranno, il prossimo 2 marzo, presso
l’area naturalistica la Boschina di Bagnella per la reintroduzione dei pesci.
Maria Antonietta Trupia