Una presa di posizione netta e destinata a far discutere quella del Comitato per l’Alpàa, grande manifestazione simbolo di Varallo, in provincia di Vercelli, nel cuore della Valsesia.
Alpàa, annullata l’edizione 2026
Il Comitato con un lungo comunicato ha annunciato lo stop, almeno per ora, all’organizzazione della storica manifestazione che quest’anno sarebbe stata la 50esima.
Una decisione definita “dolorosa ma lucida”, maturata – spiegano gli organizzatori – dopo settimane di tensioni e incomprensioni con l’attuale Amministrazione comunale, soprattutto sul fronte dei contributi economici e dei rapporti istituzionali.
Nel messaggio rivolto direttamente ai cittadini, il Comitato sottolinea come l’Alpàa non sia “solo una festa”, ma un evento capace di generare un indotto economico fondamentale per l’intera valle, oltre a rappresentare un simbolo identitario costruito in anni di lavoro volontario. Un impegno portato avanti, viene ricordato, senza alcun interesse economico personale ma assumendosi responsabilità anche di natura civile e penale.
Il confronto con il passato è uno dei punti centrali del comunicato. Per oltre 17 anni, con le amministrazioni guidate da Gianluca Buonanno e Carlo Botta, il Comitato parla di una collaborazione “solida e pragmatica”, con il Comune al fianco degli organizzatori in tutte le fasi della manifestazione. Un equilibrio che, secondo quanto denunciato, si sarebbe incrinato negli ultimi tre anni.
Al centro delle critiche, la gestione dei contributi economici. Il Comitato contesta apertamente quanto riportato nella delibera comunale sulla presunta mancanza di una richiesta formale preventiva. “Se davvero mancava – si legge – su quali basi sono stati stanziati 100mila euro a bilancio a dicembre?”. Una contraddizione che, secondo gli organizzatori, emerge anche dal successivo stanziamento di 40mila euro: “o la richiesta è indispensabile per qualsiasi contributo, oppure è un pretesto burocratico per giustificare il taglio”.
Viene inoltre richiamata la posizione del vicesindaco Botta, che avrebbe espresso la volontà di rispettare l’impegno iniziale da 100mila euro, elemento che per il Comitato confermerebbe la legittimità della richiesta avanzata.
Non solo fondi, però. Il nodo principale, viene ribadito, riguarda il deterioramento dei rapporti con l’Amministrazione. Il Comitato denuncia una mancanza di “lealtà e solidità”, sostenendo che la riduzione dei contributi sarebbe stata comunicata tardivamente, quando ormai le date dell’evento erano già state annunciate, mettendo gli organizzatori “con le spalle al muro a un mese dall’evento”.
Parole dure anche per quanto riguarda le difficoltà operative: “da tre anni tutto è diventato incomprensibilmente difficile”, si legge, con riferimento anche a ostacoli posti da figure tecniche storiche.
Nel comunicato si respingono inoltre le accuse di una presunta “strategia ricattatoria” per ottenere maggiori fondi. Il Comitato rivendica la trasparenza del proprio operato, sottolineando come ogni contributo sia sempre stato rendicontato in accordo con l’Amministrazione.
Lo stop all’edizione in programma – che avrebbe avuto un valore simbolico particolare in vista della 50ª edizione – viene descritto come una perdita significativa per tutto il territorio, sia in termini economici che di immagine.
Nonostante le numerose proposte avanzate anche dai cittadini, tra biglietti a pagamento, concerti e sponsor, il Comitato evidenzia come l’organizzazione dell’evento richieda un equilibrio economico complesso, con un bilancio che supera i 700mila euro.
La conclusione è netta: “Finché non torneranno il rispetto e le condizioni di base per operare in serenità, noi non ci stiamo più”.
Per ora, dunque, l’Alpàa si ferma, lasciando aperto un interrogativo pesante sul futuro di una delle manifestazioni più rappresentative del territorio valsesiano.