Il caso

Abbattimento dei piccioni a Nibbiola, le associazioni animaliste diffidano Comune e Provincia

Si chiede lo stop all’intervento previsto il 5 febbraio; presentata anche un’istanza di accesso agli atti

Abbattimento dei piccioni a Nibbiola, le associazioni animaliste diffidano Comune e Provincia

Le associazioni Task Force Animalista – Associazione a Tutela Legislativa Animali e Ambiente, Movimento Piccioni Paralimpici e Avi – Associazione Vegani Internazionali fanno sapere di aver formalmente diffidato la Provincia di Novara e il Comune di Nibbiola dal procedere con l’intervento di abbattimento dei piccioni annunciato per giovedì 5 febbraio 2026 sul territorio comunale.

Abbattimento dei piccioni a Nibbiola: si attivano gli animalisti

L’iniziativa è stata avviata nei giorni scorsi dall’avvocato Massimiliano Salvatore Monacò, legale delle tre associazioni, che il 3 febbraio ha trasmesso un’istanza di accesso agli atti, seguita il 4 febbraio da una formale diffida a procedere. L’intervento, secondo quanto comunicato, sarebbe stato programmato dalla Polizia Provinciale di Novara – sezione Caccia e Pesca, in accordo con l’amministrazione comunale.

Le associazioni contestano in particolare l’utilizzo di metodi ritenuti cruenti, potenzialmente anche con armi da fuoco in ambito urbano, giustificati come azione di “contenimento” della popolazione dei colombi. Secondo i firmatari della diffida, l’operazione sarebbe stata annunciata in assenza di una completa istruttoria, dei necessari pareri obbligatori, di protocolli veterinari e di adeguate misure di sicurezza documentate.

Altro punto centrale sollevato riguarda la presunta mancata applicazione di metodi alternativi ed etici di contenimento, previsti dalla normativa e dalle linee guida ISPRA, che dovrebbero precedere o affiancare eventuali interventi cruenti.

Con l’istanza di accesso agli atti, le associazioni chiedono una vasta documentazione: dai provvedimenti autorizzativi agli accordi tra Provincia e Comune, dalle relazioni tecniche e sanitarie ai censimenti della popolazione di colombi, fino ai pareri veterinari dell’ASL, ai protocolli di sicurezza, alle abilitazioni degli operatori coinvolti e alle eventuali autorizzazioni all’uso di armi da fuoco.

Nel dossier le associazioni fanno inoltre sapere di aver allegato alcuni rilievi fotografici e video sullo stato di degrado del Castello di Nibbiola. Secondo le associazioni, la documentazione dimostrerebbe l’incongruità di motivare l’urgenza dell’abbattimento con la tutela di un bene architettonico che risulterebbe già fortemente compromesso dalla mancanza di manutenzione.

Le associazioni avvertono infine che, in caso di prosecuzione dell’intervento senza un riscontro completo alla richiesta di accesso agli atti e senza le necessarie garanzie autorizzative, sanitarie e di sicurezza, si riservano di attivare ulteriori iniziative presso le autorità giudiziarie a tutela degli animali coinvolti e nel rispetto della normativa.