Tentato omicidio di Gionzana: condanna a 5 anni e 2 mesi

Tentato omicidio di Gionzana: condanna a 5 anni e 2 mesi
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NOVARA, Cinque anni e due mesi di reclusione. Si è chiuso così, nella mattinata di oggi, martedì 9 maggio, il processo a carico di Mario Gjoni, uno dei tre albanesi (gli altri due, Piter e Mark Gjoni, zio e nipote tra loro, hanno patteggiato negli scorsi mesi) accusati dell’aggressione al connazionale Elton Shano, 37 anni, colpito a mazzate all’esterno del suo locale di Gionzana, il “Lulu Club” (che gestiva insieme a un italiano, ascoltato nelle scorse udienze), nella notte del 5 marzo del 2015.

L’accusa nei confronti dell’uomo è di tentato omicidio. Il pm Nicola Serianni, alla penultima udienza, aveva chiesto sei anni. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Fabrizio Cardinali, invece, l’assoluzione. Sostiene come non esista alcuna prova che Mario Gjoni fosse stato sul posto quella notte. Ha ricordato poi come la stessa vittima abbia riferito di non averlo visto sul luogo dell’aggressione. Per l’accusa, stando alle indagini della Squadra Mobile della Polizia, all’aggressione avrebbero partecipato tutti e tre i Gjoni. L’avrebbero fatto per un debito, utilizzando anche una mazza. Shano era stato ferito in modo grave alla testa, al rene, alle costole e alla milza. Si era poi gradualmente ripreso.

mo.c.

NOVARA, Cinque anni e due mesi di reclusione. Si è chiuso così, nella mattinata di oggi, martedì 9 maggio, il processo a carico di Mario Gjoni, uno dei tre albanesi (gli altri due, Piter e Mark Gjoni, zio e nipote tra loro, hanno patteggiato negli scorsi mesi) accusati dell’aggressione al connazionale Elton Shano, 37 anni, colpito a mazzate all’esterno del suo locale di Gionzana, il “Lulu Club” (che gestiva insieme a un italiano, ascoltato nelle scorse udienze), nella notte del 5 marzo del 2015.

L’accusa nei confronti dell’uomo è di tentato omicidio. Il pm Nicola Serianni, alla penultima udienza, aveva chiesto sei anni. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Fabrizio Cardinali, invece, l’assoluzione. Sostiene come non esista alcuna prova che Mario Gjoni fosse stato sul posto quella notte. Ha ricordato poi come la stessa vittima abbia riferito di non averlo visto sul luogo dell’aggressione. Per l’accusa, stando alle indagini della Squadra Mobile della Polizia, all’aggressione avrebbero partecipato tutti e tre i Gjoni. L’avrebbero fatto per un debito, utilizzando anche una mazza. Shano era stato ferito in modo grave alla testa, al rene, alle costole e alla milza. Si era poi gradualmente ripreso.

mo.c.