“Picassas”, rivive la tradizione

“Picassas”, rivive la tradizione

MADONNA DEL SASSO – Una tradizione, quella dello scalpellino, rivissuta e attualizzata attraverso il recente e partecipato corso di incisione su pietra promosso dall’Amministrazione guidata da Ezio Barbetta. Interesse e partecipazione che danno spessore all’antico mestiere dei “picassas”una volta molto attivi presso le cave di granito di Alzo da cui partiva anche una vecchia linea ferroviaria per il trasporto del materiale. Docenti Mario Gualea, Frans Ferzini (noto restauratore torinese recentemente artefice dell’intervento sul Castello Reale di Govone, patrimonio Unesco), Filippo Colombara e i geologi Silvano Pellini e Stefania Mazzola.

MADONNA DEL SASSO – Una tradizione, quella dello scalpellino, rivissuta e attualizzata attraverso il recente e partecipato corso di incisione su pietra promosso dall’Amministrazione guidata da Ezio Barbetta. Interesse e partecipazione che danno spessore all’antico mestiere dei “picassas”una volta molto attivi presso le cave di granito di Alzo da cui partiva anche una vecchia linea ferroviaria per il trasporto del materiale. Docenti Mario Gualea, Frans Ferzini (noto restauratore torinese recentemente artefice dell’intervento sul Castello Reale di Govone, patrimonio Unesco), Filippo Colombara e i geologi Silvano Pellini e Stefania Mazzola.

Continua, dunque, un percorso di valorizzazione della storia e del mestiere degli scalpellini che per quasi due secoli caratterizzarono cultura e sistema di vita della zona. Altre iniziative del Comune collegate a questo tema: la reintroduzione a metà anni Ottanta della “Festa dello Scalpellino”(16 agosto), la realizzazione del Monumento e del “Museo dello scalpellino”(2004), il libro “Pietre Bianche” dello storico Colombara. Il museo in frazione Boleto (info e prenotazioni presso il Municipio allo 0322 – 981177) nacque dal desiderio di valorizzare un mestiere caratteristico del Cusio occidentale, “durissimo e pericoloso ed esercitato dal primo Ottocento alla seconda meta del Novecento, coinvolgendo famiglie e comunità locali”. Espone strumenti, manufatti, documenti e propone in video, ricerche storiche ed iconografiche di un mestiere in cui i cusiani erano maestri nel mondo. Il granito bianco estratto era considerato il migliore d’Europa.

 m. a. t.