Una vittoria importantissima, conquistata dopo l’ennesima partita folle, non adatta ai deboli di cuore. Perché la Paffoni è la Penelope dei giorni nostri: incredibilmente capace di complicarsi la vita, di fare e disfare la tela in pochi secondi. Avanti di 5 a 5 secondi dalla sirena, riesce a concedere un canestro e fallo agli avversari: Smith sbaglia volutamente il secondo libero, ma la palla vagante è preda della squadra di casa. Zanelli che fa? Lancia in aria il pallone, convinto che il tempo sia finito: non è così, la palla tocca il soffitto e per Barcellona c’è la palla del pareggio con 5 decimi da giocare. Dalla rimessa esce un tiro per Pellegrino, fino a quel momento con percorso netto al tiro (10/ 10 da sotto): la tripla del pivot arrivato da Sassari si ferma sul ferro e Omegna può così festeggiare una vittoria che la allontana forse definitivamente dallo spettro della retrocessione diretta, grazie al +4 sui giallorossi ed al 20 negli scontri diretti. Il soffertissimo 85-82 con cui la squadra di Magro è tornata al successo ha un indiscutibile protagonista: Ramon Galloway. L’ex Tortona e Varese si prende i
Una vittoria importantissima, conquistata dopo l’ennesima partita folle, non adatta ai deboli di cuore. Perché la Paffoni è la Penelope dei giorni nostri: incredibilmente capace di complicarsi la vita, di fare e disfare la tela in pochi secondi. Avanti di 5 a 5 secondi dalla sirena, riesce a concedere un canestro e fallo agli avversari: Smith sbaglia volutamente il secondo libero, ma la palla vagante è preda della squadra di casa. Zanelli che fa? Lancia in aria il pallone, convinto che il tempo sia finito: non è così, la palla tocca il soffitto e per Barcellona c’è la palla del pareggio con 5 decimi da giocare. Dalla rimessa esce un tiro per Pellegrino, fino a quel momento con percorso netto al tiro (10/ 10 da sotto): la tripla del pivot arrivato da Sassari si ferma sul ferro e Omegna può così festeggiare una vittoria che la allontana forse definitivamente dallo spettro della retrocessione diretta, grazie al +4 sui giallorossi ed al 20 negli scontri diretti. Il soffertissimo 85-82 con cui la squadra di Magro è tornata al successo ha un indiscutibile protagonista: Ramon Galloway. L’ex Tortona e Varese si prende i compagni sulle spalle e sfodera una partita sontuosa: 29 punti, 12/20 al tiro, 8 rimbalzi e 4 assist. Ma soprattutto la leadership che mancava: è lui che, quando La Briosa confeziona il clamoroso sorpasso a 3’ dalla sirena, si erge a salvatore della patria. Dieci, dicasi dieci, punti negli ultimi 200 secondi: tripla, penetrazione, doppio arresto e tiro, libero. Senza di lui probabilmente avremmo assistito ad un altro epilogo, ma ora la guardia di Philaphelphia gioca per i colori rossoverdi ed i tifosi se lo coccolano. Come dicevamo il match è stato a dir poco folle, rispecchiando l’umoralità delle due squadre, invischiate nei bassifondi della classifica non a caso: primo quarto equilibrato, con Pellegrino a dettare legge nel pitturato, anche perché lo Smith di casa è sul parquet con un’influenza intestinale che lo debilita e lo costringe anche a corse negli spogliatoi per ovvi motivi. Barcellona è avanti di 4 sul 2218, ma poi comincia la prima parte del Galloway show: due dardi dall’arco, assist in serie per i compagni, con Gurini, Iannuzzi e Casella che sentitamente ringraziano e la Paffoni confeziona un clamoroso 21-0 di parziale che significa 4224 al 16’. Partita in cassaforte? Nemmeno per scherzo: Bianconi spara due bombe, Migliori lo imita ed in un attimo Barcellona si rimette in linea di galleggiamento: all’intervallo è 48-41. Ospiti che si portano ad un solo possesso, ma Omegna risponde e sembra in controllo al 30’, avanti di 10 sul 6656. Il verbo sembra è azzeccatissimo: Migliori, Pellegrino e Fallucca firmano il clamoroso 14-2 che ribalta tutto e porta avanti La Briosa. Che nella parte finale del match si presenta sul +3 con la possibilità di allungare ancora, per fortuna fallita. Galloway capisce che è il suo momento e non si fa pregare: ultimi tre minuti vissuti in apnea, nuovo sorpasso e poi pareggio, complice un clamoroso errore di Casella in contropiede che da solo fallisce il +5. Poi l’apoteosi finale, ma prima, vi assicuriamo, si erano viste le streghe…
Daniele Piovera