Ospedale, le analisi solo “in trasferta”

Ospedale, le analisi solo “in trasferta”

Sono trascorsi poco più di cinque anni da quando venerdì 17 dicembre 2010 venne inaugurato in via Monsignor Cavigioli 5 il nuovo laboratorio analisi dell’Ospedale Ss. Trinità facente parte del Dipartimento Area Diagnostica e Servizi e le nuove strutture di Allergologia e Diabetologia dell’Asl No, realizzati sull’area ex Cassina acquistata con una spesa di circa un milione di euro finanziata dalla Regione Piemonte nell’ambito di un programma “di riqualificazione del Presidio Ospedaliero”. Nel giorno dell’inaugurazione venne anche distribuito un comunicato stampa nel quale venivano elencati i“numeri” dell’attività svolta nel 2010 dal solo Laboratorio analisi: “Oltre tre milioni di prestazioni all’anno, più di cinquecento gli utenti che giornalmente si rivolgono al Centro Prelievi, mentre il Servizio immunotrasfusionale eroga oltre 200.000 prestazioni all’anno integrate da circa 6000 donazioni da parte dei volontari Avis con una produzione di emoderivati pari a 15.000 sacche”. Numeri da capogiro che con il trascorrere del tempo sono anche aumenta

Sono trascorsi poco più di cinque anni da quando venerdì 17 dicembre 2010 venne inaugurato in via Monsignor Cavigioli 5 il nuovo laboratorio analisi dell’Ospedale Ss. Trinità facente parte del Dipartimento Area Diagnostica e Servizi e le nuove strutture di Allergologia e Diabetologia dell’Asl No, realizzati sull’area ex Cassina acquistata con una spesa di circa un milione di euro finanziata dalla Regione Piemonte nell’ambito di un programma “di riqualificazione del Presidio Ospedaliero”. Nel giorno dell’inaugurazione venne anche distribuito un comunicato stampa nel quale venivano elencati i“numeri” dell’attività svolta nel 2010 dal solo Laboratorio analisi: “Oltre tre milioni di prestazioni all’anno, più di cinquecento gli utenti che giornalmente si rivolgono al Centro Prelievi, mentre il Servizio immunotrasfusionale eroga oltre 200.000 prestazioni all’anno integrate da circa 6000 donazioni da parte dei volontari Avis con una produzione di emoderivati pari a 15.000 sacche”. Numeri da capogiro che con il trascorrere del tempo sono anche aumentati ma che purtroppo non serviranno a “salvare” il laboratorio analisi che entro quest’anno, salvo proroghe, è destinato ad essere fortemente ridimensionato. Lo prevede una delibera adottata nello scorso mese di novembre dalla Giunta Regionale.

 ?La riorganizzazione della rete dei laboratori analisi – aveva spiegato in Consiglio regionale l’assessore alla sanità Antonio Saitta – è un’operazione di programmazione che troverà attuazione nel corso del 2016 finalizzata a migliorare l’efficacia diagnostica, l’appropriatezza nei servizi e l’efficienza economica. Ci apprestiamo a fare in Piemonte quello che hanno già fatto regioni come Toscana ed Emilia Romagna con rilevanti risparmi gestionali. L’accorpamento dei laboratori, attualmente 38 – aveva assicurato Saitta – non significa in alcun modo cambiamento dei servizi per i cittadini: i centri di prelievo saranno mantenuti nel numero e nella dislocazione attuale? .

A non condividere le scelte fatte dalla Regione è l’ex Primario del Dipartimento Diagnostica e Servizi dell’Asl No nonché sindaco di Borgomanero Anna Tinivella che da noi avvicinata ha espresso un misto di rammarico e di rabbia per la decisione presa a Torino. ?In base alla delibera della Giunta regionale – dice – tutti i laboratori analisi del Piemonte dovranno ridimensionarsi ad eccezione di pochissimi laboratori definiti Hub. Per quanto ci riguarda il laboratorio Hub di riferimento verrà dislocato a Novara. Quindi tutte le provette relative ai prelievi effettuati nei Centri Prelievi delle province di Novara, Verbania e Biella dovranno essere portate a Novara. Dove sarà necessario effettuare un grossissimo investimento per costruire un laboratorio nuovo perché quello esistente non è assolutamente in grado di accettare una mole di lavoro così enorme. Per quanto riguarda il laboratorio di Borgomanero dovrebbe continuare a funzionare solo per le urgenze e per i pazienti ricoverati all’Ospedale Ss. Trinità. Apparentemente per i cittadini non cambia nulla in quanto i Centri di prelievo resteranno attivi. Le provette anziché rimanere in loco verranno portate a Novara. Anche le società scientifiche – aggiunge Tinivella – si sono già

mosse perché vogliono avere garanzie in merito alla qualità del servizio che verrà reso. Immaginare di trasferire da Premia in Val Formazza piuttosto che dal biellese tutti i campioni di sangue a Novara significa organizzare una rete di trasporto e di collegamenti informatici non di poco conto, garantendo nel contempo la qualità del servizio sia che all’esterno ci siano 40 gradi sia nel caso in cui il termometro dovesse scendere al di sotto dello zero termico. Sappiamo tutti che il sangue è un materiale deperibile. La preoccupazione più che legittima è anche da parte del personale che lavora all’interno di questi laboratori e che non sa dove verrà ricollocato. Ancora per qualche mese –prosegue Tinivella – sono presidente per il Piemonte della Società scientifica italiana di medicina del laboratorio. Assieme al referente di “biochimica clinica e microbiologia” il 16 dicembre scorso avevo chiesto un appuntamento in Assessorato regionale per affrontare il problema sotto tutti gli aspetti. Sono passati due mesi e non solo non è stato fissato l’appuntamento ma nessuno ci ha sinora degnato di una risposta?.

Cosa intende fare come sindaco di una citta che almeno sulla carta e il vice capoluogo della provincia di Novara? ?Come Amministrazione comunale – dice sconsolata Tinivella – dalla Giunta Regionale, sia quella precedente sia quella attuale, abbiamo ricevuto solo legnate sui denti. Quando ho cercato di portare avanti una proposta che era quella di accorpare gli Ospedali di Borgomanero e Borgosesia con l’unico obiettivo di far vivere entrambi gli ospedali e continuare a garantire un servizio ai nostri cittadini, la risposta è stata devastante. Anche per quanto riguarda i posti letto, abbiamo battuto i pugni sul tavolo per mantenere i livelli attuali: ci e stato risposto picche a tutti i livelli. Che cosa dobbiamo e possiamo fare ancora se tutte le proposte che facciamo non vengono mai prese in considerazione? E’una battaglia persa. Qualcuno in futuro dovrà però spiegare ai cittadini contribuenti per quale motivo si è deciso di spendere milioni di euro piuttosto che mantenere quei servizi che funzionano e che vengono erogati con costi assolutamente sostenibili?.

Nella foto, di Panizza, la cerimonia di inaugurazione del nuovo Dipartimento “Area Diagnostica e Servizi” comprendente laboratorio analisi, anatomia patologica e servizio immunotrasfusionale. E’ il 17 dicembre 2010. Al centro il sindaco Anna Tinivella allora primario del Dipartimento Asl.

Carlo Panizza