No al sottopasso pedonale di via Simonotti

No al sottopasso pedonale di via Simonotti

Anche l’Amministrazione comunale di Borgomanero, come del resto avevagià fatto qualche giorno fa il Comune di Briga Novarese (leggi qui), ha formalmente chiestoa Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) di soprassedere alla costruzione del sottopasso pedonale previsto in via Simonotti in quanto la realizzazione del manufatto con la conseguente soppressione del passaggio a livello porterebbe anche alla chiusura al traffico automobilistico della strada, la più importante della frazione San Marco, al confine con Briga e che rappresenta anche la “bretella” di collegamento tra la Sr 229 del Lago d’Orta e la Sr 142 “Borgomanero – Arona”. Contro la realizzazione del sottopasso pedonale già nel 2009 erano scesi in campo diversi frazionisti capitanati dall’imprenditore ed ex consigliere comunale Carletto Cerutti che nell’aprile di sette anni fa aveva promosso una petizione sottoscritta da novecento cittadini e aveva anche organizzato con la moglie Piera un sit–in in piazza Martiri. Le perplessità in merito alla realizzazione dell’opera erano nuovamente emerse recentemente nell’ambito della Conferenza dei Servizi nel corso della quale il vicesindaco di Briga Maria Luisa Bacchetta si era detta preoccupata per l’impatto sulla viabilità derivante dalla chiusura al traffico

Anche l’Amministrazione comunale di Borgomanero, come del resto aveva già fatto qualche giorno fa il Comune di Briga Novarese (leggi qui), ha formalmente chiestoa Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) di soprassedere alla costruzione del sottopasso pedonale previsto in via Simonotti in quanto la realizzazione del manufatto con la conseguente soppressione del passaggio a livello porterebbe anche alla chiusura al traffico automobilistico della strada, la più importante della frazione San Marco, al confine con Briga e che rappresenta anche la “bretella” di collegamento tra la Sr 229 del Lago d’Orta e la Sr 142 “Borgomanero – Arona”. Contro la realizzazione del sottopasso pedonale già nel 2009 erano scesi in campo diversi frazionisti capitanati dall’imprenditore ed ex consigliere comunale Carletto Cerutti che nell’aprile di sette anni fa aveva promosso una petizione sottoscritta da novecento cittadini e aveva anche organizzato con la moglie Piera un sit–in in piazza Martiri. Le perplessità in merito alla realizzazione dell’opera erano nuovamente emerse recentemente nell’ambito della Conferenza dei Servizi nel corso della quale il vicesindaco di Briga Maria Luisa Bacchetta si era detta preoccupata per l’impatto sulla viabilità derivante dalla chiusura al traffico di via Simonotti, arteria interessata anche dal transito dei mezzi pesanti. A condividere le stesse preoccupazioni anche gli amministratori borgomaneresi che qualche giorno fa hanno trasmesso ai responsabili di Rfi copia della delibera di Giunta del 4 luglio con cui si chiede di “rinviare” la costruzione del sottopasso di via Simonotti. I responsabili di Rfi riferiranno in merito in occasione della prossima seduta della Conferenza dei servizi indetta per il 29 settembre. Via libera invece alla costruzione degli altri due sottopassi previsti da Rfi i cui lavori, salvo intoppi, dovrebbero iniziare nella primavera del 2017: il primo collegherà via Fratelli Maioni (zona Ponte Rosso) con il cavalcavia di via Arona, interessando parte del Foro Boario e dell’ex Rubinetteria Giustina (acquistata dal Comune a tale scopo nel 2000 con un esborso di 600 milioni delle vecchie lire); il secondo nella frazione San Marco per consentire il successivo smantellamento del passaggio a livello di via Verdi – via monsignor Cavigioli. L’impegno di spesa complessivo (comprendente anche il sottopasso pedonale di via Simonotti) si aggira attorno ai 9,5 milioni di euro di cui 1,8 milioni verranno stanziati dal Comune (già disponibili in bilancio ma che erano stati “congelati” dal patto di stabilità). Sarà la volta buona? I borgomaneresi, ma non solo loro, sperano proprio di sì. Ad essere penalizzati dalla presenza dei passaggi a livello sono anche i mezzi di soccorso costretti più volte al giorno ad attendere parecchi minuti prima che le sbarre si alzino. Della soppressione dei passaggi a livello si parla ormai da 34 anni. Da quando cioè il 14 dicembre 1982 il Consiglio comunale bocciò il progetto che prevedeva, a totale carico Anas, la realizzazione di un sottopasso che avrebbe collegato viale Marazza con via Arona – via Maggiate passando sotto la stazione ferroviaria.

Carlo Panizza