La rassicurazione è venuta direttamente dal sindaco, Davide Temporelli: «L’asilo nido di Ghemme non chiuderà». E con lui, a dichiararlo, erano presenti anche il vice, Piero Rossi, e il consigliere Franco Gioria alla riunione avvenuta alla presenza dei genitori del nido. L’incontro, convocato per lunedì, voleva fare chiarezza e permettere ad amministrazione e genitori di chiarirsi e fare il punto della situazione. «Vorrei anzitutto smentire voci di chiusura del nido – ha detto Rossi – in quanto, seppure si parli di razionalizzazione di servizi, la struttura rimarrà aperta. Il problema è che anche noi dobbiamo sottostare alle regole, considerando un rapporto medio numerico di una figura educativa per otto bambini e una ogni quattro lattanti. Con la cooperativa si farà in modo di coprire come da regolamento l’orario dalle 7,30 alle 18, co
La rassicurazione è venuta direttamente dal sindaco, Davide Temporelli: «L’asilo nido di Ghemme non chiuderà». E con lui, a dichiararlo, erano presenti anche il vice, Piero Rossi, e il consigliere Franco Gioria alla riunione avvenuta alla presenza dei genitori del nido. L’incontro, convocato per lunedì, voleva fare chiarezza e permettere ad amministrazione e genitori di chiarirsi e fare il punto della situazione. «Vorrei anzitutto smentire voci di chiusura del nido – ha detto Rossi – in quanto, seppure si parli di razionalizzazione di servizi, la struttura rimarrà aperta. Il problema è che anche noi dobbiamo sottostare alle regole, considerando un rapporto medio numerico di una figura educativa per otto bambini e una ogni quattro lattanti. Con la cooperativa si farà in modo di coprire come da regolamento l’orario dalle 7,30 alle 18, con la presenzadi due operatori al mattino e due al pomeriggio».Tra i genitori la preoccupazione rimane e il gruppo di mamme che sta seguendo la vicenda non si ferma: andrà avanti cercando di capire tutte le strade possibili per evitare i tagli di due valide operatrici che a settembre rischiano di non essere più presenti. Sulla vicenda interviene anche l’ex sindaco, Alfredo Corazza, secondo il quale «l’asilo nido può andare avanti con l’organico che ha e invece le scelte della maggioranza rischiano di far perdere il lavoro ad alcune di loro. Il rapporto medio numerico educatore/bambino che la legge indica è quello minimo. Qui si tratta di scelte politiche tese a indebolire il welfare, non c’è alcun problema economico. Se così fosse basterebbe risparmiare sulle spese degli amministratori e sull’ammontare della responsabilità di servizio dei dipendenti». Ad interessarsi della questione anche l’associazione“Noi del castello”che potrebbe proporre alcune iniziative benefiche insieme al comitato genitori.
Paolo Usellini