«Giù le mani dal poliambulatorio»:

«Giù le mani dal poliambulatorio»:

GRIGNASCO – Ridurre i servizi equivale ad avvicinarsi sempre più alla chiusura del Poliambulatorio. Per questo il sindaco Roberto Beatrice, sostenuto dalla cittadinanza, non ci sta e vuole fare di tutto per scongiurare che questa situazione possa verificarsi.Già richiesto un incontro appena dopo il termine del periodo di ferie: il primo cittadino Beatrice ha preso carta e penna e scritto all’Asl di Vercelli – che ha competenza sul territorio della Bassa Valsesia – chiedendo un incontro e spiegazioni: «Non si possono togliere di punto in bianco i servizi. Noi ci batteremo perché questo poliambulatorio (nella foto) venga mantenuto; auspico che possa tornare ad erogare servizi». Sino ad oggi chi si rivolgeva alla struttura di via Marconi poteva richiedere prestazioni quali analisi del sangue, consultare un dermatologo, un oculista, o ancora avere la possibilità di farsi fare un’iniezione o le cure con le acque termali di Tabiano: dopo la razionalizzazione rimarrà soltanto la possibilità delle analisi con apertura in una mezza giornata ogni settimana, il giovedì mattina. Pier Tomaso Garampazzi, medico conosciuto e stimato nella zona, oltre che assessore comunale all’Istruzione e all’assistenza è amareggiato: «Non ci è stato dato il minimo preavviso e così anche a medici e popolazione. Possibile che dalla direzione dell’Asl non si sia avvertito almeno il bisogno di una telefonata al Comune?».Il poliambulatorio è “un’istituzione” per il paese; era nato grazie alla Filatura. A volerlo erano stati dirigenti e dipendenti dello stabilimento e nei locali era altresì stato attivato un servizio di mutua interna; poi la struttura venne utilizzata anche per altri scopi. Il destino è ora affidato nei prossimi giorni all’incontro tra Amministrazione e Asl.Paolo Usellini

GRIGNASCO – Ridurre i servizi equivale ad avvicinarsi sempre più alla chiusura del Poliambulatorio. Per questo il sindaco Roberto Beatrice, sostenuto dalla cittadinanza, non ci sta e vuole fare di tutto per scongiurare che questa situazione possa verificarsi.Già richiesto un incontro appena dopo il termine del periodo di ferie: il primo cittadino Beatrice ha preso carta e penna e scritto all’Asl di Vercelli – che ha competenza sul territorio della Bassa Valsesia – chiedendo un incontro e spiegazioni: «Non si possono togliere di punto in bianco i servizi. Noi ci batteremo perché questo poliambulatorio (nella foto) venga mantenuto; auspico che possa tornare ad erogare servizi». Sino ad oggi chi si rivolgeva alla struttura di via Marconi poteva richiedere prestazioni quali analisi del sangue, consultare un dermatologo, un oculista, o ancora avere la possibilità di farsi fare un’iniezione o le cure con le acque termali di Tabiano: dopo la razionalizzazione rimarrà soltanto la possibilità delle analisi con apertura in una mezza giornata ogni settimana, il giovedì mattina. Pier Tomaso Garampazzi, medico conosciuto e stimato nella zona, oltre che assessore comunale all’Istruzione e all’assistenza è amareggiato: «Non ci è stato dato il minimo preavviso e così anche a medici e popolazione. Possibile che dalla direzione dell’Asl non si sia avvertito almeno il bisogno di una telefonata al Comune?».Il poliambulatorio è “un’istituzione” per il paese; era nato grazie alla Filatura. A volerlo erano stati dirigenti e dipendenti dello stabilimento e nei locali era altresì stato attivato un servizio di mutua interna; poi la struttura venne utilizzata anche per altri scopi. Il destino è ora affidato nei prossimi giorni all’incontro tra Amministrazione e Asl.Paolo Usellini