La crisi alimenta il gioco

La crisi alimenta il gioco

Un problema crescente che investe aspetti sanitari e sociali e che pone interrogativi sui motivi per cui, in un momento di crisi economica edi difficoltà pressanti per le famiglie, molti (in particolare categorie socialmente a rischio siano indotti ad investire soldi nel gioco d’azzardo. Dell’ argomento, alla luce dell’approvazione della legge regionale per la prevenzione ed il contrasto delle ludopatie patologiche, si è parlato in un incontro a Palazzo municipale organizzato dal Circolo Pd. Introdotto da Gabriella Valsesia (segretaria Pd cittadino), alla presenza di numeroso pubblico tra cui diversi sindaci ed amministratori locali, ha visto la partecipazione di Augusto Ferrari e Gianna Pentenero (rispettivamente assessori regionali alle Politiche sociali ed all’Istruzione e Lavoro) e di Domenico Rossi (consigliere regionale e vicepresidente della Co

Un problema crescente che investe aspetti sanitari e sociali e che pone interrogativi sui motivi per cui, in un momento di crisi economica edi difficoltà pressanti per le famiglie, molti (in particolare categorie socialmente a rischio siano indotti ad investire soldi nel gioco d’azzardo. Dell’ argomento, alla luce dell’approvazione della legge regionale per la prevenzione ed il contrasto delle ludopatie patologiche, si è parlato in un incontro a Palazzo municipale organizzato dal Circolo Pd. Introdotto da Gabriella Valsesia (segretaria Pd cittadino), alla presenza di numeroso pubblico tra cui diversi sindaci ed amministratori locali, ha visto la partecipazione di Augusto Ferrari e Gianna Pentenero (rispettivamente assessori regionali alle Politiche sociali ed all’Istruzione e Lavoro) e di Domenico Rossi (consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Sanità). Interventi anche del neoletto consigliere provinciale (al suo secondo mandato) Laura Noro, del sindaco di Gozzano, Carla Biscuola, e del comandante della stazione dei Carabinieri gozzanese, Gianluigi Penariol.

Ferrari ha sottolineato il nesso «molto stretto» tra il tema della serata e «i rischi di impoverimentoche la crisi economica ha radicalizzato» con conseguente isolamento delle persone e la necessità di «massima vigilanza affinché l’atto regolamentativo divenga prassi», sostenendo come le Amministrazioni regionali debbano anche «raccogliere sollecitazioni» dal territorio. Rossi (relatore in Aula della legge) ha proposto l’attenzione sull’aumento della raccolta derivata dal gioco d’azzardo legale, salita, in una decina d’anni, da 25 a 95 miliardi di euro, mentre l’entrata, per lo Stato, si è mantenuta costante. Evidenziato, inoltre, l’aumento dei soggetti a rischio e la dipendenza patologica definita dall’Oms: in Piemonte si è passati da 160 soggetti trattati dai Servizi nel 2005, ai 1234 del 2013. Con la diffusa consapevolezza del problema, i Comuni hanno iniziato ad emanare ordinanze. Rossi ha riferito che della cifra stanziata dall’ultima Finanziaria per il contrasto e la prevenzione in termini sanitari e sociali delle ludopatie patologiche la quota destinata al Piemonte è di 3,7 milioni di euro. Per febbraio è atteso il relativo piano annuale. Pentenero ha evidenziato l’iter della normativa. Difficile, però, risolvere la contraddizione tra cittadini «che rendono drammatico e pericoloso il proprio progetto di vita» e risorse statali provenienti dai monopoli dello Stato. Un lavoro della Regione Piemonte, dunque, con il coinvolgimento dal basso e il riconoscimento della dipendenza da gioco nei livelli essenziali di cura. Tra gli aspetti sottolineati, distanze diversificate da luoghi sensibili. Ad oggi 93 i Comuni che hanno emesso ordinanze di limitazion esu 1200 Comuni piemontesi. Nell’intervento di Noro sottolineato «il metodo innovativo»della legge, anche in considerazione dei «gravissimi danni alle famiglie» derivanti dalla presenza di persone affette dalla patologia, richiamato anche da Valsesia. Il sindaco Biscuola, facendo riferimento a situazioni locali, ha precisato la scelta di non consentire l’apertura di attività nella piazza principale. Il maresciallo Penariol ha parlato del lavoro del servizio interforze per «monitorare lapresenza di videogiochi e di coloro che li installano», sottolineando i rischi di gestioni da parte della criminalità. Anche da parte sua, plauso per l’iniziativa e massima collaborazione con l’ invito ad un sempre maggiore coinvolgimento nella sensibilizzazione delle scuole e delle fasce più deboli.

Maria Antonietta Trupia