Immutata, ad oggi, la situazione ex Bemberg, in fallimento dal 2009 ed in attesa di chiusura della relativa procedura, avviata ormai da anni. Deserta anche l’ultima delle aste, a dicembre scorso, per il tentativo di vendita della vasta area aziendale. Nelle scorse settimane ulteriori sopralluoghi degli Enti preposti per verificare la complessa (e c
Immutata, ad oggi, la situazione ex Bemberg, in fallimento dal 2009 ed in attesa di chiusura della relativa procedura, avviata ormai da anni. Deserta anche l’ultima delle aste, a dicembre scorso, per il tentativo di vendita della vasta area aziendale. Nelle scorse settimane ulteriori sopralluoghi degli Enti preposti per verificare la complessa (e costosa) situazione dal punto divista della bonifica ambientale da sostanze derivate da residui di produzione, gravante sul sito, ripresa e divulgata, qualche mese fa, anche dalla nota trasmissione “Striscia la notizia”. Richiesto, da tempo, l’inserimento dell’area aziendale nell’anagrafe dei siti inquinati da parte dell’Amministrazione comunale, promotrice negli anni, insieme ai dipendenti, di varie iniziative per richiamare l’interesse dell’opinione pubblica e delle autorità sulla situazione che aveva provocato, ovviamente, negativi effetti occupazionali, mentre, un tempo, la grande fabbrica aveva impiegato fino a duemila addetti. Il sindaco Biscuola ci aveva detto che, tra le possibili ipotesi sulla sorte del sito, avrebbe potuto esserci l’ abbandono del bene od un altro tentativo di vendita all’asta dopo un ulteriore ribasso del prezzo. Recentemente, in Consiglio comunale su sollecitazione della minoranza di “Insieme per Gozzano ”, sollevata anche la questione della messa in sicurezza dell’ex ristoro dell’ex azienda. Nell’ultima asta pubblica il bene era stato proposto ad un costo di circa 1 milione e 300 mila euro. Molto costosa la bonifica ambientale (si parla di oltre 17 milioni di euro) che riguarda un’area di circa 400 mila metri quadrati. Negli anni ex Bemberg si era suddivisa in varie Società (Bmi, Bmi Energia, Pasell Orta, FdG) e molti, e a vari livelli istituzionali, erano stati gli incontri per cercare di trovare possibili soluzioni alla complessa situazione. A fine dello scorso anno i 166 dipendenti di Bmi, a fronte dei crediti vantati per mensilità di stipendi non riscossi, hanno ricevuto, distribuito tra loro in varia misura,i l quarto riparto, frutto di un conguaglio tra curatela fallimentare e Inps. Come affermano fonti sindacali le quote dovute agli ex addetti ricevute negli anni, al termine dell’attività produttiva del sito, non ammonterebbero che al 40% del totale e poche, a loro giudizio, sarebbero le speranze di avere il saldo delle stesse. Gli ex dipendenti, che rimangono in contatto tra loro attraverso vari canali e che spesso, in passato, hanno fatto sentire la loro voce pubblicamente per la pesante situazione occupazionale che era derivata dalla chiusura dell’azienda cusiana, attendono l’annuncio della chiusura della procedura fallimentare e la sorte del complesso aziendale. Della storia di Bemberg, il cui marchio era noto nel mondo e verso cui c’è ancora l’affezioned i chi vi ha lavorato, si stanno occupando alcuni giovani studenti a vari livelli scolastici.
Maria Antonietta Trupia