Degrado, spaccio e spazi pubblici trascurati: i Giovani Democratici della Federazione provinciale di Novara accendono i riflettori sulla situazione attorno al Centro Ipazia e a Largo Donegani, nell’area del polo universitario.
Novara, i Giovani Democratici denunciano il degrado attorno al Centro Ipazia
Una condizione che, secondo il gruppo, sarebbe stata denunciata più volte anche dalla comunità studentesca dell’Università del Piemonte Orientale e che mette a rischio la percezione di sicurezza e la tranquillità di chi frequenta quotidianamente la zona.
Si tratta di un’area che è stata recentemente attenzionata dai Carabinieri, come comunicato in una nota ufficiale dello scorso ottobre.
Nel comunicato i GD segnalano la presenza di spaccio a cielo aperto, rifiuti e veicoli abbandonati nei parcheggi universitari. Nel mirino finisce anche l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alessandro Canelli, accusata di non aver saputo accompagnare lo sviluppo dell’area con un progetto di cura e valorizzazione degli spazi circostanti. «Una pista ciclabile non basta se il contesto circostante sembra quasi abbandonato a se stesso, senza manutenzione e occasioni di aggregazione», osservano.
I Giovani Democratici contestano inoltre un approccio alla sicurezza basato, a loro giudizio, soprattutto su misure di controllo. «La nostra priorità è occuparci dell’intera città, senza creare zone franche o quartieri di serie B», affermano, criticando le politiche securitarie portate avanti a livello locale e nazionale dal Governo Meloni e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. «Le zone rosse, le telecamere possono fare un pezzetto del lavoro, ma i proclami che seguono non servono a nulla. Un quartiere abbandonato non è soltanto meno sicuro, trasmette anche a chi lo attraversa la sensazione che le istituzioni abbiano rinunciato a occuparsene».
Per il segretario di Federazione dei GD Novara, Elia Impaloni, la sicurezza urbana passa anche dalla presenza di servizi e occasioni di socialità. «La vera sicurezza si costruisce portando vita, servizi e socialità anche fuori dal centro storico. La nostra idea di città è quella di una Novara che si prende cura di tutti i suoi quartieri, senza lasciare indietro nessuna zona». Impaloni richiama la necessità di intervenire sulla cura degli spazi pubblici, sull’illuminazione, sulla manutenzione delle strade e sulla creazione di occasioni di aggregazione.
Sulla stessa linea Mattia Colli Vignarelli, consigliere comunale ed ex segretario dei GD Novara, secondo cui l’area non deve rimanere «una cattedrale nel deserto». L’obiettivo, spiega, dovrebbe essere trasformarla «nel cuore pulsante di una Novara universitaria, vissuta e sicura per tutte e tutti». Anche il recente annuncio della rimozione della tettoia nell’ex area mercatale, aggiunge, non sarebbe sufficiente senza una strategia complessiva di riqualificazione.
In sintonia con l’azione del gruppo consiliare del Partito democratico, i Giovani Democratici chiedono quindi un cambio di rotta articolato in tre ambiti. Il primo riguarda il decoro e lo spazio pubblico, con il rifacimento dell’illuminazione, la cura del verde e la manutenzione delle strade limitrofe. Il secondo punta sulla prevenzione e sul presidio sociale, affiancando ai controlli mirati progetti di educativa di strada. Il terzo riguarda la vitalità dell’area, attraverso incentivi a locali e attività commerciali per renderla più attrattiva per studenti e residenti.
La richiesta è dunque quella di affiancare al controllo del territorio interventi strutturali e sociali, con l’obiettivo di restituire vivibilità a una zona che, secondo i GD, non può essere lasciata ai margini della città.