È stata inaugurata oggi, giovedì 5 novembre, nella Sala delle Vetrate del Castello di Novara, “Attraversamenti”, mostra fotografica di Elisabetta Di Sopra, visitabile fino al 22 novembre.
“Attraversamenti” al Castello: inaugurata la mostra fotografica
Il percorso è composto da 14 immagini che riprendono simbolicamente la struttura della Via Crucis per riflettere sul corpo, sulla ferita e sulla possibilità di trasformare il dolore in memoria. Ogni fotografia rappresenta una stazione, attraverso cicatrici reali che custodiscono le esperienze vissute.
L’artista interviene sulle cicatrici con l’oro, ispirandosi al Kintsugi, antica pratica giapponese che valorizza le fratture senza nasconderle. La ferita diventa così parte della storia del corpo e testimonianza di una trasformazione possibile.
Le fotografie dialogano con una Via Crucis composta da 14 acqueforti settecentesche colorate a mano di Martin Engelbrecht, provenienti dalla collezione dell’Archivio Carlo Montanari. Un incontro tra epoche e linguaggi diversi, accomunati dalla riflessione sulla fragilità e sulla cura.
Una parte del progetto nasce dalla collaborazione con le donne di FLAT – Farfalle Libere, movimento e rete di supporto che riunisce donne che hanno affrontato un tumore al seno e scelto, dopo la mastectomia, di non ricorrere alla ricostruzione mammaria. A Novara il gruppo è rappresentato da Paola Marchesi, co-fondatrice del movimento nazionale, impegnato anche a promuovere una corretta informazione sulla possibilità della chiusura “flat” come scelta consapevole.
Alcune di queste donne partecipano alla mostra attraverso i propri corpi e le proprie cicatrici. Il gesto di ripercorrerle con l’oro diventa un modo per riconoscere e condividere le loro storie, cambiando lo sguardo su ciò che spesso viene nascosto.
«Per molte di noi il percorso dopo la mastectomia passa anche dal rapporto con un corpo cambiato e dalla necessità di riconoscerlo nuovamente come proprio – sottolinea Paola Marchesi, per FLAT – Farfalle Libere –. Partecipare a Attraversamenti significa portare questo vissuto fuori dalla dimensione privata e condividerlo senza doverlo nascondere o correggere. Le nostre cicatrici non raccontano soltanto la malattia, ma anche le scelte, la consapevolezza e il percorso compiuto da ciascuna donna. Il lavoro di Elisabetta Di Sopra ci permette di cambiare prospettiva: non cancellare ciò che è accaduto, ma guardare quei segni come parte della nostra storia e, soprattutto, continuare a riconoscerci pienamente nei nostri corpi».
Il progetto con gli studenti del Casorati
La mostra si apre anche alle nuove generazioni con “L’arte dell’imperfezione”, laboratorio ideato da Elisabetta Di Sopra per gli studenti del Liceo delle Arti “F. Casorati” di Novara.
Il percorso invita i ragazzi a interrogarsi sui propri presunti difetti e sui modelli estetici standardizzati, spesso alimentati da immagini e filtri digitali. Attraverso la foglia d’oro, gli studenti saranno chiamati a valorizzare ciò che percepiscono come imperfezione, riflettendo su identità, unicità, memoria familiare e accettazione del corpo. Le opere potranno confluire in una mostra collettiva all’interno della scuola.
«Collaborazioni di questo livello rappresentano per i nostri studenti un’occasione formativa preziosa – dichiara Luisa Boffa, dirigente scolastico del Liceo delle arti “F. Casorati” di Novara –. Incontrare un’artista come Elisabetta Di Sopra e le donne di Farfalle Libere significa entrare in contatto con storie vere, con corpi che portano i segni di un’esperienza e sanno trasformarli in racconto. Iniziative come questa hanno un peso specifico rilevante, perché conducono i ragazzi a riflettere in profondità sul rapporto tra l’essere e l’apparire. Viviamo in una società che propone modelli irreali e chiede di aderirvi: quando l’immagine di sé se ne discosta, o vi si piega a ogni costo, nascono disagi e ferite dell’anima ben più profonde di quelle della “carne”. Il laboratorio L’arte dell’imperfezione offre ai nostri studenti uno spazio in cui guardarsi con verità e con gentilezza, imparando a riconoscere nella propria unicità un valore da custodire».
Il valore della cultura e della fragilità
«“Attraversamenti” ci ricorda che la cultura può aiutarci a cambiare il modo in cui guardiamo ciò che normalmente tendiamo a nascondere – dichiara Andrea Crivelli, Vicepresidente della Provincia di Novara –. Qui la fragilità non viene raccontata come una mancanza, ma come una parte dell’esperienza umana: lo vediamo nei corpi delle donne coinvolte nel progetto, più in generale in tutte le persone che portano sulla loro pelle ferite chirurgiche e lo ritroviamo nel lavoro proposto agli studenti, chiamati a confrontarsi con modelli estetici che spesso lasciano poco spazio alla complessità e all’unicità delle persone. Credo sia particolarmente importante che una mostra sappia generare anche questo tipo di dialogo, mettendo insieme arte, esperienza e scuola, offrendo soprattutto ai più giovani uno spazio nel quale interrogarsi sul proprio sguardo e su quello degli altri».
La Provincia di Novara ringrazia la Fondazione Castello di Novara per l’accoglienza e gli spazi, ATL Terre dell’Alto Piemonte per la collaborazione, Banca d’Alba per il contributo e Camporelli per i biscotti serviti al termine dell’inaugurazione, oltre a tutte le realtà e le persone che hanno contribuito al progetto.
“Attraversamenti” è visitabile al Castello di Novara, Sala delle Vetrate, dal 5 al 22 novembre 2026.
