Guardia di Finanza

Novara, hashish contaminato da sostanze sintetiche pericolose: «Rischi per la salute»

Cinque cannabinoidi individuati nei 53 chili sequestrati a giugno. Si tratta di panetti simili a quelli "tradizionali", ma anche di caramelle gommose a forma di orsetto e sigarette elettroniche con Thc

Novara, hashish contaminato da sostanze sintetiche pericolose: «Rischi per la salute»

Cinquantatré chili di hashish contenenti cinque differenti cannabinoidi, quattro completamente sintetici e uno semisintetico. È quanto emerso dagli accertamenti chimico-forensi effettuati sulla sostanza sequestrata lo scorso giugno dalla Guardia di Finanza di Novara, nell’ambito di un’operazione che aveva portato all’arresto di un uomo e al sequestro, oltre all’hashish, di altre sostanze stupefacenti del tipo cocaina e marijuana.

I risultati degli accertamenti sono stati resi noti durante una conferenza stampa svoltasi giovedì 5 novembre

Novara, hashish contaminato da cannabinoidi sintetici

 

Le successive indagini, coordinate dalla procuratrice capo facente funzioni della Repubblica di Novara, Silvia Baglivo, e svolte in sinergia con la Polizia di Stato, attraverso il Gabinetto interregionale di Polizia scientifica per il Piemonte e la Valle d’Aosta e con il supporto della Sezione Indagini sulle droghe del Servizio Polizia scientifica, hanno consentito di individuare la presenza dei cinque diversi cannabinoidi all’interno della sostanza sequestrata.

Grazie a un’attività chimico-forense particolarmente complessa, è stato possibile identificare quattro sostanze appartenenti alla classe degli «analoghi di struttura derivanti da indazol-3-carbossamide» e un cannabinoide semisintetico identificato come H4-CBD, derivato del cannabidiolo (CBD).

Tutte le sostanze individuate sono ricomprese nella Tabella I del Testo unico sugli stupefacenti.

Sono tuttora in corso ulteriori approfondimenti analitici, finalizzati alla predisposizione delle previste segnalazioni di allerta a livello nazionale e internazionale.

Hashish indistinguibile da quello tradizionale

Particolare attenzione ha destato l’aspetto dei prodotti sequestrati. Una parte del materiale si presentava sotto forma di panetti marroni, esteriormente indistinguibili dall’hashish tradizionale. Altri campioni, invece, avevano una consistenza gommosa o cristallina.

Una caratteristica che rende particolarmente insidiosa la presenza di queste sostanze, perché il consumatore potrebbe non essere in grado di riconoscere la presenza di cannabinoidi sintetici e assumere inconsapevolmente prodotti con effetti potenzialmente più intensi e imprevedibili.

Nel corso degli accertamenti sono stati inoltre rinvenuti altri prodotti contenenti sostanze psicoattive, a conferma della crescente diversificazione delle modalità di commercializzazione degli stupefacenti.

Tra questi, sigarette elettroniche caratterizzate da concentrazioni di Thc prossime al 90% e caramelle contenenti Thc, comprese caramelle gommose a forma di orsetto.

I rischi per la salute

I cannabinoidi sintetici sono sostanze prodotte artificialmente, in grado di agire sugli stessi recettori ai quali si lega il Thc, ma che possono presentare effetti sensibilmente più intensi e meno prevedibili rispetto alla cannabis tradizionale, con gravi conseguenze per la salute.

Tra gli effetti che possono manifestarsi vengono segnalati tachicardia, attacchi di panico e, nei casi più gravi, anche infarto.

Particolarmente insidiosa risulta la presenza di queste sostanze in prodotti dall’aspetto del tutto simile alla cannabis e ai suoi derivati. Una circostanza che può indurre a un consumo inconsapevole e rendere più difficile individuare le cause di eventuali effetti avversi.

La collaborazione tra Guardia di Finanza e Polizia scientifica

L’operazione rappresenta il risultato della collaborazione tra le diverse forze coinvolte, sotto il coordinamento dell’Autorità giudiziaria.

La Guardia di Finanza ha condotto le attività investigative che hanno portato al sequestro della sostanza, mentre la Polizia scientifica si è occupata dei successivi accertamenti chimico-forensi.

La cooperazione tra le strutture specialistiche ha consentito di individuare e caratterizzare composti emergenti e scarsamente documentati, fornendo un contributo alle attività di contrasto del traffico di sostanze stupefacenti e alla tutela della salute pubblica.

I risultati conseguiti saranno inoltre condivisi, per le previste attività di allerta, attraverso la Direzione centrale per i Servizi antidroga (DCSA) e il Sistema nazionale di allerta rapida per le droghe (NEWS-D).

L’attività conferma l’importanza dell’integrazione tra componenti investigative e strutture tecnico-scientifiche per fronteggiare la continua evoluzione delle nuove sostanze psicoattive e garantire un’efficace azione di prevenzione e contrasto, a tutela della sicurezza e della salute dei cittadini.