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Cani nei negozi e al ristorante, l’Asl Novara: «Ecco le regole da rispettare»

Guinzaglio, museruola e divieti di accesso: cosa sapere per portare gli animali nei luoghi aperti al pubblico, tra norme igieniche e decisioni dei gestori

Cani nei negozi e al ristorante, l’Asl Novara: «Ecco le regole da rispettare»

Portare il proprio cane al bar, al ristorante o a fare la spesa non è sempre possibile, ma non esiste nemmeno un divieto generalizzato di accesso agli animali da compagnia nei luoghi aperti al pubblico. A fare chiarezza sulle regole per una convivenza rispettosa tra persone e animali è l’Asl Novara, che ha diffuso un’informativa dedicata alla presenza degli amici a quattro zampe negli esercizi commerciali e negli altri spazi accessibili al pubblico.

Il tema riguarda luoghi molto diversi tra loro, dai bar ai ristoranti, dai supermercati ai campeggi, fino alle sagre e alle case di riposo. Si tratta, spiega l’azienda sanitaria, di strutture che possono essere di proprietà privata ma accessibili al pubblico secondo le condizioni stabilite dal proprietario o dal gestore.

Guinzaglio e museruola: cosa prevede la normativa

Il riferimento normativo regionale è la legge del Piemonte numero 16 dell’aprile 2024, dedicata alla tutela degli animali da affezione e alla prevenzione del randagismo. La disposizione prevede che, nei locali aperti al pubblico, i cani siano condotti al guinzaglio e con la museruola al seguito.

Alcuni regolamenti locali possono introdurre prescrizioni più restrittive, prevedendo, per esempio, l’obbligo di utilizzare sia il guinzaglio sia la museruola, con eventuali eccezioni per i cani di piccola taglia tenuti in braccio o in borsa. Altri regolamenti comunali consentono invece l’accesso agli animali nei locali e negli uffici pubblici, salvo un esplicito divieto segnalato con un cartello visibile all’ingresso.

È quindi importante verificare le disposizioni del Comune in cui si trova l’esercizio. In ogni caso, il proprietario deve custodire l’animale in modo da evitare che possa nuocere alle persone o ad altri animali. Anche quando il cane viene lasciato all’esterno del locale, deve essere sorvegliato e tenuto in condizioni di sicurezza, per prevenire fughe e situazioni di pericolo.

I cani guida che accompagnano le persone ipovedenti o non vedenti e i cani delle Forze dell’Ordine costituiscono una categoria distinta: per loro è previsto l’accesso a qualsiasi luogo.

Supermercati e alimenti: non c’è un divieto assoluto

Una delle questioni più frequenti riguarda la possibilità di entrare con il proprio cane nei supermercati e negli esercizi che vendono o somministrano alimenti.

In questo ambito occorre fare riferimento, oltre che ai regolamenti comunali, alle disposizioni igienico-sanitarie, tra cui il regolamento europeo 852/2004. Il principio fondamentale è che gli animali non devono entrare in contatto con gli alimenti, per evitare possibili contaminazioni.

Per questo motivo, i cani e gli altri animali da compagnia non possono accedere ai locali in cui gli alimenti vengono preparati, manipolati, trattati o conservati. Per quanto riguarda gli spazi di vendita, invece, l’ingresso può essere consentito dai regolamenti locali, purché siano adottate misure adeguate a impedire il contatto diretto tra animali e prodotti alimentari.

Tra le soluzioni possibili indicate dall’Asl c’è l’utilizzo di appositi carrelli che mantengano il cane separato dalla zona destinata alla spesa e agli alimenti.

La presenza di prodotti alimentari, dunque, non comporta automaticamente il divieto di ingresso in tutti gli spazi commerciali. È necessario valutare le regole applicabili al singolo esercizio e le precauzioni adottate per garantire l’igiene.

Il gestore può vietare l’ingresso agli animali?

Un altro aspetto riguarda la possibilità per il titolare di un’attività privata aperta al pubblico di impedire l’accesso agli animali domestici.

Secondo l’informativa dell’Asl Novara, il gestore può stabilire specifiche condizioni di ingresso e, nel rispetto della normativa vigente, decidere di non ammettere animali nei propri spazi. Per capire quali disposizioni si applichino al singolo caso, è quindi consigliabile consultare il regolamento locale d’igiene del Comune di riferimento.

Laddove sia previsto il divieto, il cliente deve essere informato attraverso un cartello esposto chiaramente all’ingresso. Se il divieto viene applicato senza che sia presente la segnalazione richiesta, l’Asl indica la possibilità di rivolgersi alla Polizia municipale per segnalare l’accaduto.

I gestori possono anche valutare soluzioni organizzative che tengano conto delle esigenze di tutti, come la predisposizione di aree interne o esterne dedicate agli animali, separate dagli spazi destinati alla somministrazione degli alimenti e organizzate per garantire sicurezza e tranquillità.

Al ristorante con il cane: le regole per una convivenza serena

L’accesso consentito non significa che gli animali possano essere lasciati liberi di muoversi senza attenzione. L’Asl richiama anche la responsabilità dei proprietari, chiamati a conoscere il comportamento del proprio animale e a gestirlo in modo da non creare disagio agli altri clienti, al personale o all’animale stesso.

Prima di andare al ristorante con il cane, il consiglio è di telefonare per verificare se l’accesso sia consentito, anche al momento della prenotazione. Può essere utile descrivere al gestore le caratteristiche dell’animale, come taglia, razza e carattere, e concordare le modalità per organizzare al meglio la sua presenza.

Una volta nel locale, è importante rispettare alcune semplici regole: il cane non deve appoggiarsi al tavolo né avvicinarsi a piatti, posate, bicchieri e alimenti. Bisogna inoltre evitare che sporchi o intralci il passaggio dei camerieri e degli altri avventori.

C’è poi un aspetto che riguarda il benessere dell’animale. Ambienti affollati, rumori e presenza di estranei possono risultare stressanti per alcuni cani. Se il proprio animale tende ad agitarsi in situazioni nuove, è opportuno valutare se portarlo con sé oppure affidarlo a una persona di fiducia.

L’obiettivo, sottolinea l’azienda sanitaria, è favorire una convivenza che tenga conto delle esigenze di tutti: persone, lavoratori e animali. Perché la possibilità di condividere gli spazi pubblici con i propri amici a quattro zampe richiede regole chiare, attenzione all’igiene e responsabilità da parte dei proprietari.