Si nascondeva nei boschi di Oleggio il 21enne marocchino arrestato dai Carabinieri durante un’operazione antidroga. Il giovane, irregolare sul territorio italiano e senza fissa dimora, era ricercato nell’ambito di un’indagine per tentato omicidio avvenuto nel Bergamasco nel maggio 2025.
Ricercato per tentato omicidio, si nascondeva nei boschi di Oleggio
Il blitz è scattato nelle prime ore del mattino di martedì 29 settembre, quando i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Novara, con il supporto delle unità cinofile della Polizia Locale di Oleggio, hanno effettuato un servizio di controllo in un’area boschiva.
L’attenzione dei militari si è concentrata sulla zona conosciuta dagli assuntori come “la discarica”, in prossimità dell’isola ecologica di Oleggio. Tra la vegetazione era stato allestito un accampamento abusivo con strutture in legno e capanne, utilizzato come rifugio e, secondo quanto emerso dall’attività investigativa, come base per lo spaccio.
Durante l’irruzione, i Carabinieri hanno bloccato il 21enne, trovato in possesso di circa due etti di hashish, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento della droga. Nel corso della perquisizione sono stati inoltre sequestrati diversi oggetti atti a offendere, tra cui un pugnale e alcuni machete, oltre a una pistola scacciacani.
Gli ulteriori accertamenti eseguiti in caserma hanno permesso di risalire alla sua identità attraverso le impronte digitali. È quindi emerso che sul giovane pendeva un ordine di carcerazione emesso dal Gip del Tribunale di Bergamo.
Il 21enne è infatti sospettato di essere l’autore materiale di un tentato omicidio avvenuto nella provincia di Bergamo nel maggio 2025, quando un connazionale era stato ferito da colpi di arma da fuoco.
Al termine delle formalità, il giovane è stato trasferito nella Casa circondariale di Novara, dove si trova attualmente detenuto.
Il commento del sindaco di Oleggio
Sull’operazione è intervenuto anche il sindaco di Oleggio Andrea Baldassini, che ha sottolineato il lavoro congiunto di Carabinieri e Polizia Locale. Nel suo post, il primo cittadino ha evidenziato in particolare il contributo dell’unità cinofila della Polizia Locale, il cui cane antidroga avrebbe consentito di individuare l’accampamento nascosto nella vegetazione, oltre ai punti di occultamento della sostanza stupefacente.
Baldassini ha inoltre riferito che l’amministrazione proseguirà con la mappatura dei bivacchi e i pattugliamenti nelle aree boschive del territorio.