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“In Sospeso 2.0”, la sospensione scolastica diventa un’occasione per ripartire

Il progetto di Sbulloniamo Insieme si amplia a tre istituti novaresi e copre l’intero anno scolastico. La Fondazione Banca Popolare di Novara mette a disposizione 100mila euro

“In Sospeso 2.0”, la sospensione scolastica diventa un’occasione per ripartire

Trasformare la sospensione scolastica da momento punitivo a occasione di crescita personale, ascolto e reinserimento nella comunità scolastica. È l’obiettivo di “In Sospeso 2.0 – Ritrovarsi per ripartire insieme”, il progetto promosso a Novara dall’associazione Sbulloniamo Insieme APS, che dopo la fase sperimentale dello scorso anno diventa un’iniziativa continuativa per l’intero anno scolastico e si amplia a tre istituti novaresi.

“In Sospeso 2.0”

Al Convitto nazionale “Carlo Alberto” e all’istituto comprensivo “Rita Levi Montalcini” si aggiunge infatti l’istituto comprensivo “Bellini”. Il progetto coinvolge psicologi, educatori, arteterapeuti e mediatori familiari, con il supporto di una rete di volontari, e utilizza arte, corpo, movimento e relazione per aiutare i ragazzi a elaborare quanto accaduto e ritrovare fiducia e senso di appartenenza.

Fondamentale il sostegno della Fondazione Banca Popolare di Novara, che ha stanziato 100mila euro per la seconda fase. «Dopo aver verificato, nei mesi scorsi, i risultati molto positivi della fase sperimentale del progetto, la Fondazione Bpn – ha affermato il presidente Franco Zanetta – ha stanziato la somma di 100.000 euro per sostenere la seconda fase del progetto».

Zanetta ha sottolineato inoltre la validità del modello educativo proposto da Sbulloniamo Insieme e l’importanza dell’ampliamento del progetto all’intero anno scolastico, al nuovo istituto e agli studenti più giovani. La Fondazione sostiene anche il progetto “Safe Space”, rivolto agli insegnanti, con attività di formazione e condivisione delle pratiche sperimentate con i ragazzi.

«Crediamo fortemente nel valore della rete: scuola, associazioni, professionisti, volontari e territorio possono e devono lavorare insieme per costruire risposte educative più attente ai bisogni dei ragazzi», ha spiegato la presidente di Sbulloniamo Insieme Michela Agnesina. «Con “In Sospeso 2.0” vogliamo provare a cambiare il significato di un momento che, nella vita scolastica di un ragazzo, può essere vissuto esclusivamente come una punizione».

La coordinatrice Tiziana Napoli ha illustrato l’impostazione pedagogica del progetto, che attraverso arteterapia, danza, movimento e principi della Terapia Espressiva Integrata punta a favorire l’ascolto di sé, la fiducia interpersonale e l’autoconoscenza.

L’intervento è articolato in tre moduli lungo l’intero anno scolastico, tra prevenzione, consolidamento e intervento mirato, e si concluderà con un momento di restituzione pubblica. Parallelamente, la stessa équipe multidisciplinare lavorerà alla formazione di docenti ed educatori. Il progetto sarà inoltre monitorato e valutato dalla specialista Nadja Guesewell, con l’obiettivo di misurare l’efficacia delle metodologie e validare scientificamente l’approccio.

Positivi i riscontri arrivati dalle scuole che hanno partecipato alla prima sperimentazione. Nicola Fonzo, dirigente del Convitto “Carlo Alberto”, ha definito “In Sospeso 2.0” «un’iniziativa che rinnova e rafforza la nostra visione pedagogica trasformando il “confine” della punizione disciplinare nella “soglia” dell’ascolto, della rielaborazione e dell’accoglienza». Dalla media “Pajetta” dell’istituto comprensivo “Rita Levi Montalcini”, la professoressa Raffaella Zanardi ha sottolineato l’obiettivo di «trasformare ogni classe in una comunità accogliente e coesa, in cui nessun alunno si senta “in sospeso” , ma parte integrante e attiva di un percorso di crescita condiviso».

Per l’istituto comprensivo “Bellini”, che aderisce per la prima volta, il dirigente Riccardo Marola ha ricordato di essere rimasto colpito dagli interventi dei ragazzi che avevano partecipato alla prima fase: «Credo che anche nel nostro istituto si possano raggiungere ottimi risultati».