Un militare novarese premiato a livello nazionale per aver salvato, mentre era fuori servizio, una vita umana.
Militare novarese fuori servizio salva una vita
Nella giornata di venerdì 11 settembre, nella Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito a Roma, alla presenza di una rappresentanza dello Stato Maggiore dell’Esercito, il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello ha ringraziato i 24 militari che in tutto il territorio nazionale hanno salvato vite «con coraggio, professionalità e senso del dovere».
Fra loro il 1° Graduato Tonio Giorgio Mucci, effettivo al Comando del Reggimento “Nizza Cavalleria” (1°) – Brigata Alpina “Taurinense”, di stanza nella caserma “Babini” a Bellinzago Novarese.
Mucci, incarico di Muratore Infrastrutturale, effettivo al Comando del Reggimento ha 41 anni, è nato in Svizzera e residente a Galliate. Il militare mentre si trovava, fuori servizio, in un agriturismo di Vignarello di Tornaco, con il suo intervento aveva salvato la vita a un dipendente del locale colpito da malore.
Nel pomeriggio di domenica 12 aprile di quest’anno, attorno alle 16, secondo quanto reso noto dall’Esercito «resosi conto del malore che aveva colpito uno dei dipendenti del ristorante, Il militare, in seguito ad una prima valutazione dei parametri vitali, e solo dopo essersi accertato della chiamata dei soccorsi, senza esitazione alcuna si adoperava con rapidità ed estrema lucidità ad attuare le procedure di primo soccorso. In collaborazione con il personale sanitario che lo assisteva nelle manovre di rianimazione mediante tele-soccorso continuava a praticare il massaggio cardiaco fino all’arrivo sul posto dell’elisoccorso e dell’automedica. All’arrivo dei soccorsi, dopo circa venti minuti, il graduato persisteva instancabilmente le manovre, mentre il personale sanitario si adoperava a stabilizzare il dipendente mediante l’uso del defibrillatore automatico esterno prima di trasportare il malcapitato con elisoccorso nell’ospedale più vicino.
Il risolutivo intervento del graduato ha garantito la sopravvivenza del paziente abbassando la probabilità di riportare danni cerebrali permanenti come riconosciuto dal personale sanitario intervenuto. Nei giorni successivi il graduato era poi rimasto in contatto con il gestore del ristorante comunicando la propria vicinanza al dipendente che, dopo aver trascorso circa 20 giorni in rianimazione nell’ospedale “Maggiore” di Novara e in seguito in fase riabilitativa nella struttura sanitaria».
L’intervista
Al ritorno da Roma abbiamo intervistato il 1° Graduato Tonio Giorgio Mucci.
Quanto è stata importante la conoscenza delle tecniche di soccorso, apprese durante la formazione fornita dalla Forza Armata cui appartiene?
«Per la mia esperienza personale la conoscenza delle tecniche di soccorso e le competenze acquisite in quest’ambito sono state di fondamentale importanza ed hanno fatto indubbiamente la differenza tra la vita e la morte, dimostrando come l’addestramento militare è spendibile nella vita civile. Infatti, la formazione alle tecniche di soccorso erogata dalle Forze Armate rappresenta un pilastro fondamentale dell’addestramento operativo, la cui importanza è determinante sia nei contesti tattici sia negli interventi a supporto della popolazione civile».
Le era già capitato di mettere al servizio di persone in difficoltà le proprie conoscenze di primo soccorso?
«Sì, purtroppo mi sono già ritrovato di fronte ad altri due eventi critici in passato. Il primo caso si è verificato circa 20 anni fa in autostrada, quando probabilmente a causa di condizioni meteorologiche avverse e alta velocità, un’autovettura, dopo aver sorpassato l’automobile su cui viaggiavo insieme con altri colleghi al di fuori dall’orario di servizio, perdeva il controllo e si ribaltava lungo il margine dell’autostrada. Immediatamente ci siamo fermati, abbiamo chiamato il numero di emergenza e, nel frattempo, abbiamo aiutato i due ragazzi a uscire dalla macchina e atteso l’arrivo della Polizia Stradale. Il secondo episodio è accaduto 3 anni fa in Liguria quando, mentre ero in acqua con la mia famiglia, sono stato allertato dalle grida di una donna che, dalla spiaggia, chiedeva aiuto per le proprie figlie. Le due bambine si erano spinte troppo al largo con un’unica ciambella gonfiabile, si erano ribaltate e stavano annegando e io le ho prontamente soccorse e portate a riva dalla mamma . In tutte queste situazioni non ho esitato ad agire perché ha prevalso il mio senso del dovere proprio come ha rilevato Il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito durante la cerimonia di premiazione con le seguenti parole “onore, disciplina e Patria, Principi racchiusi nel Giuramento, scelti per la vita da ogni militare e tradotti quotidianamente in servizio, dedizione e spirito di sacrificio”».
L’essere ricevuto a Roma assieme ad altri militari autori di gesti come il suo, ed elogiato dal Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, quanto l’ha emozionata?
«Essere stato elogiato dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, rappresenta sicuramente un momento di altissimo valore sia emotivo sia professionale. Ricevere un apprezzamento formale, essere elogiato e al contempo aver ricevuto parole di profonda gratitudine da chi rappresenta il massimo livello della nostra gerarchia militare è stato per me motivi di grande orgoglio e fierezza. Inoltre, trovarsi al fianco di altri colleghi protagonisti di azioni meritevoli, ha rafforzato in me un profondo senso di appartenenza con la Forza Armata»